Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Che imbarazzo in Europa per l'omofobia italica", intervista a Ignazio Marino di Claudia Arletti

Di unioni civili in Italia non si parla (ovvero, si parla e basta), e così la sortita di Angelino Alfano – che si è esercitato nell`antico vaticinio della «sinistra pronta a fare i matrimoni gay alla Zapatero» – ha avuto almeno il merito di increspare la palude. Poi, di nuovo tutto fermo, stagnante e silenzioso. «Era un discorso di una certa rozzezza» dice Ignazio Marino, «citava le unioni tra uomini, ignorando quelle tra donne». Il senatore del PD – padre di famiglia, cattolico, impegnato sul fronte dei diritti e adesso in libreria con Credere e conoscere, scritto col cardinale Carlo Maria Martini (che «apre» alle ragioni dei gay) è convinto che debba e possa essere il Parlamento, questo Parlamento, ad agire. Ammetterà, però, che non è aria. «Ci rendiamo ridicoli in Europa. È capitato anche a me, di non sapere dove girarmi». Racconti. «Fine 2011, ero a un incontro della commissione sui diritti civili, per fare il punto sull`applicazione, nella Ue, delle leggi nazionali sull`aborto. Lo sa, no, che l`Italia è nella black listi». Anche …

Pompei, con 105 milioni via al grande progetto «Bloccheremo le mafie», di Luca Del Fra

«È necessario rimanga in piedi» –ha statuito ieri a Napoli il presidente del consiglio a proposito di Pompei. Non poteva mancare lo humour britannico di Mario Monti alla presentazione del Grande Progetto Pompei, finanziato con un fondo della Commissione Europea pari alla notevole cifra di 105 milioni di Euro. La conferenza stampa è stata caratterizzata da un poderoso schieramento istituzionale di quattro ministri: Annamaria Cancellieri, Interno, Francesco Profumo, Istruzione, Università e Ricerca, Lorenzo Ornaghi, Beni e Attività culturali –il vero ministro competente sulla materia–, Fabrizio Barca, Coesione territoriale. Non mancavano i rappresentanti delle amministrazioni locali come Stefano Caldoro, governatore della Campania, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e quello diPompei Claudio D’Alessio, nonché dell’advisor tecnico Domenico Arcuri, ad di Invitalia. Conferenza stampa fiume dunque, ma a cui, occorre sottolinearlo, non ha preso la parola proprio il soprintendente di Napoli e Pompei, Mariateresa Cinquantaquattro, che pure era presente. «SE RESTA IN PIEDI…» L’occasione serviva per annunciare il lancio dei primi cinque bandi di concorso, per una cifra totale di 6 milioni di euro, pubblicati oggi …

L'Aquila tre anni dopo

L’Aquila tre anni dopo. Sono molte le donne che continuano a investire nella città lesionata, non senza enormi difficoltà. Le storie di alcune di loro. E a partire dal 6 aprile le organizzatrici di “Mettiamoci una pezza” danno vita a un’azione di “urban knitting. A tre anni dal terremoto, ricerca dello Spi-Cgil sulla condizione degli anziani. Tra i problemi principali: assenza di servizi di prima necessità, inadeguatezza del trasporto pubblico, assenza di luoghi di svago, carenza di luoghi di incontro informali. A tre anni da terremoto. Gli aquilani: “Tutto fermo” Il volto sfigurato della ex Casa dello studente e’ un monumento alla memoria: sulla rete metallica che divide la strada dalla voragine che ha inghiottito le macerie del vecchio studentato sventolano ancora le foto delle otto vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Studenti uccisi dalla furia della natura ma anche e soprattutto dall’errore umano che aspettano ancora giustizia. Di fronte alle immagini dei loro volti sorridenti ogni giorno, su via XX Settembre, gli aquilani si fermano, si fanno il segno della croce e fanno …

Intervista a Carlo Smuraglia «Inqualificabile odio per un uomo che ha dato tutta la vita per la libertà», di Salvatore Maria Righi

Il presidente dell’Anpi sugli attacchi alla figura di Rosario Bentivegna «Grave che vengano da chi predica memoria condivisa e pacificazione». Il giorno dopo la scomparsa di Bentivegna e gli attacchi alla sua figura, come «assassino» detto da Storace, la replica nelle parole e nel ricordo del numero uno dell’Associazione nazionale partigiani. Forse anche peggio degli insulti, «assassino», quel minuto di silenzio da spartirsi con Chinaglia. Con tutto il rispetto per Bob, non proprio geniale l’idea che è venuta al quinto municipio di Roma, mescolare la memoria di un partigiano con quella di un calciatore, già che c’erano potevano infilarci anche un tributo ai dischi in vinile. Vedi alla voce rispetto, insomma. Quello che non tutti hanno dimostrato per Rosario Bentivegna, coi suoi novant’anni di battaglie e di ferite, nonostante gli onori resi dal presidente della Repubblica, Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, non si era però fatte molte illusioni «Spero sempre che prevalgano il buon senso e la ragionevolezza, ma che questi attacchi vengano proprio da chi predica la condivisione di valori e di una memoria comune …

"Oltre 2 milioni di schiavi nel Terzo Millennio. E sono quasi tutte donne", di Umberto De Giovannangeli

Le cifre dell’Onu sul traffico di esseri umani: l’80% viene sfruttato sessualmente, il 17% è destinato ai lavori forzati. I fondi per contrastare il fenomeno? Troppo pochi. Cifre agghiaccianti per un fenomeno sconvolgente. In tutto il mondo, 2,4 milioni di persone sono vittime di traffico di esseri umani. In tutto il mondo 2,4 milioni di persone sono vittime di traffico di esseri umani. Tra loro, l’80% viene sfruttato come schiavo sessuale. A denunciarlo è il Rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc). A darne conto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite è Yuri Fedotov, a capo dell’ Unodc. Il 17% delle vittime della tratta, ha spiegato Fedotov, è costretto al lavoro forzato. Due vittime su tre, ha precisato, sono donne. Ogni anno i criminali che gestiscono le reti di traffico di esseri umani guadagnano in media 32 miliardi di dollari (24,2 miliardi di euro). Catturare questi criminali, ha spiegato il capo dell’Unodc, «è una sfida di proporzioni straordinarie». «In qualsiasi momento ha ribadito Fedotov 2,4 milioni di …

"Black list, il Pd difende il principio", di Raffaella Cascioli

Sventato il tentativo di Pdl, Lega e Idv, passa la modifica del governo. Aspettando la delega fiscale, che dovrebbe essere varata venerdì dal consiglio dei ministri, oggi il senato potrebbe votare la fiducia al decreto fiscale che passerebbe così alla camera. Non senza novità di rilievo. Scompaiono infatti le liste nere dei commercianti che non rilasciano scontrini fiscali. Tuttavia, le agenzie fiscali e la guardia di finanza, nell’ambito della pianificazione degli accertamenti fiscali, terranno conto anche delle segnalazioni non anonime di violazione tributaria, incluse quelle relative all’obbligo di emissione di scontrino o ricevuta fiscale. In un momento in cui la lotta all’evasione fiscale è prioritaria non solo per i conti pubblici ma anche per il governo e i contribuenti onesti, è stato merito del Pd se il principio delle cosiddette black list è stato mantenuto. La norma, contenuta nel decreto fiscale licenziato ieri pomeriggio dalle commissioni bilancio e finanze del senato ed approdato in aula, è infatti il risultato della riformulazione di un emendamento da parte del governo approvato dalla maggioranza. Un via libera arrivato …

"La nemesi padana", di Gad Lerner

L´indecoroso epilogo della rivoluzione leghista, scivolata dalle valli del Nord nella bambagia governativa di Roma, per approdare infine sotto l´Equatore nel paradiso speculativo della Tanzania, deturpa irrimediabilmente la biografia di Umberto Bossi. Il leader politico che si pretendeva addirittura fondatore di una nazione, viene accusato ora di avere usufruito di soldi pubblici, denaro non contabilizzato, anche per sostenere i costi della sua famiglia. Il suo vero punto debole, la famiglia, da quando Bossi s´è adoperato nel tentativo di perpetuare il suo carisma per via dinastica nell´inadeguata figura del figlio Renzo. Proprio lui che aveva fatto della sobrietà popolana – un´abitazione modesta, uno stile di vita scapigliato ma rustico – la sua cifra esistenziale, per sistemare la prole ha commesso leggerezze mai digerite dalla base militante. Né giova alla reputazione di Bossi la casa in Sardegna intestata al Sindacato padano di cui è segretaria la sua “badante” Rosi Mauro. Fine di un mito: la Lega Nord rischia di crepare per indigestione. E rimarrà scolpito come nemesi storica l´atto di ribellione compiuto da un militante dell´hinterland milanese …