Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Terra, lotta, diritti. Parole che saranno sempre di moda”, di Francesco Benigno

Perché ancora oggi, 64 anni dopo, la notizia dell’identificazione del cadavere del sindacalista e politico corleonese emoziona? La risposta è dentro la storia di quest’uomo, e della sua regione. Perché l’identificazione dei resti del corpo di Placido Rizzotto, ritrovati in un anfratto della Rocca Busambra, la montagna che sovrasta Corleone, ancor oggi colpisce ed emoziona? Perché, anche se sono passati ben 64 anni dall’ uccisione di questo dirigente socialista e segretario della Camera del lavoro, si avverte nella pubblica opinione una speciale attenzione per la sua figura? Perché la scoperta compiuta comparando il Dna dissotterrando la salma del padre di Rizzotto produce un effetto diverso da quello dei tanti cold cases cui ci hanno abituato i serial polizieschi televisivi? Una prima importante ragione sta nel fatto che questo ritrovamento e questa identificazione sono una rivincita contro chi aveva voluto cancellare insieme col corpo gettato in un dirupo, anche la memoria di questo giovane (34 anni) dirigente del movimento contadino. Il locale capo-mafia Michele Navarra, un medico che agiva per conto degli interessi dei grandi proprietari …

“Noi, gli invisibili operai dello spettacolo senza diritti e garanzie”, di Fabio Fila

Non abbiamo un contratto, non abbiamo ruoli e mansioni, né indennità di disoccupazione. Anche la maternità è un lusso. Eppure contribuiamo al Pil e alla cultura di questo Paese. Il mondo dello spettacolo è affascinante. Ma carente del punto di vista normativo e di riconoscimento. Dopo i due incidenti di Trieste e Reggio Calabria occorsi in soli tre mesi durante l’installazione degli spettacoli di Jovanotti e Laura Pausini in cui due ragazzi hanno perso la vita, anche i non addetti ai lavori hanno scoperto questo universo parallelo fatto di lavoratori dello spettacolo. Sono professionisti specializzati che rendono vivo il mondo del divertimento; eppure sono senza riconoscimento e senza tutele. In questo universo, il tempo è denaro e il denaro a volte conta più della sicurezza. Si lavora fino a venti ore di fila, se necessario, ma senza continuità del reddito. Le norme sulla sicurezza sono le stesse dell’edilizia ma i “cantieri” dello spettacolo sono veloci: si monta e si smonta in 24 ore.Non solo: in Italia i musicisti, gli attori, i ballerini, gli artisti professionisti …

"Noi, gli invisibili operai dello spettacolo senza diritti e garanzie", di Fabio Fila

Non abbiamo un contratto, non abbiamo ruoli e mansioni, né indennità di disoccupazione. Anche la maternità è un lusso. Eppure contribuiamo al Pil e alla cultura di questo Paese. Il mondo dello spettacolo è affascinante. Ma carente del punto di vista normativo e di riconoscimento. Dopo i due incidenti di Trieste e Reggio Calabria occorsi in soli tre mesi durante l’installazione degli spettacoli di Jovanotti e Laura Pausini in cui due ragazzi hanno perso la vita, anche i non addetti ai lavori hanno scoperto questo universo parallelo fatto di lavoratori dello spettacolo. Sono professionisti specializzati che rendono vivo il mondo del divertimento; eppure sono senza riconoscimento e senza tutele. In questo universo, il tempo è denaro e il denaro a volte conta più della sicurezza. Si lavora fino a venti ore di fila, se necessario, ma senza continuità del reddito. Le norme sulla sicurezza sono le stesse dell’edilizia ma i “cantieri” dello spettacolo sono veloci: si monta e si smonta in 24 ore.Non solo: in Italia i musicisti, gli attori, i ballerini, gli artisti professionisti …

“Roma, se ne va «l’ultima medievista»: a rischio tesori del 1300”, di Edoardo Sassi

Nel Complesso borrominiano di Sant’Ivo alla Sapienza, straordinaria opera di Francesco Borromini nel cuore della Roma barocca, i calcinacci vengono giù in diretta, sfarinandosi su uno dei due balconi affacciati su piazza Sant’Ignazio. Ed è in questo edificio, sede dell’Università di Roma fino agli anni Trenta del Novecento, che si trova oggi l’Archivio di Stato di Roma, struttura dipendente da quel ministero per i Beni culturali che nel triennio 2009-2011 ha subito tagli per un miliardo di euro. «Eccolo, il risultato, degno di un Paese di selvaggi», si sfoga il direttore Eugenio Lo Sardo, il quale, tra mille emergenze da affrontare, ne segnala almeno due: «Tra sei mesi andrà in pensione Angela Lanconelli, ultima medievista (studiosa del Medioevo, ndr) in servizio, responsabile del settore Diplomatico e delle Pergamene. Come accade da anni non sarà sostituita, e ci sono cose che solo lei è in grado di fare». Ed è proprio Angela ad aprire al visitatore il cosiddetto armadio dei tesori, al primo piano di questo edificio, tra i più importanti della città, assurdamente ridipinto a …

"Roma, se ne va «l'ultima medievista»: a rischio tesori del 1300", di Edoardo Sassi

Nel Complesso borrominiano di Sant’Ivo alla Sapienza, straordinaria opera di Francesco Borromini nel cuore della Roma barocca, i calcinacci vengono giù in diretta, sfarinandosi su uno dei due balconi affacciati su piazza Sant’Ignazio. Ed è in questo edificio, sede dell’Università di Roma fino agli anni Trenta del Novecento, che si trova oggi l’Archivio di Stato di Roma, struttura dipendente da quel ministero per i Beni culturali che nel triennio 2009-2011 ha subito tagli per un miliardo di euro. «Eccolo, il risultato, degno di un Paese di selvaggi», si sfoga il direttore Eugenio Lo Sardo, il quale, tra mille emergenze da affrontare, ne segnala almeno due: «Tra sei mesi andrà in pensione Angela Lanconelli, ultima medievista (studiosa del Medioevo, ndr) in servizio, responsabile del settore Diplomatico e delle Pergamene. Come accade da anni non sarà sostituita, e ci sono cose che solo lei è in grado di fare». Ed è proprio Angela ad aprire al visitatore il cosiddetto armadio dei tesori, al primo piano di questo edificio, tra i più importanti della città, assurdamente ridipinto a …

"Al Petruzzelli protesta in musica per i diritti", di Ivan Cimmarusti

Una volta tanto i protagonisti sono stati loro, e non solo gli interpreti: gli orchestrali del teatro Petruzzelli hanno fatto «parlare» dal palco i loro strumenti, per protestare contro i tagli che stanno avvenendo nel teatro barese, il parziale rinnovo di 50 contratti su 200. L’occasione è stata la manifestazione indetta dalla Cgil, «una giornata sul tema della democrazia», racconta il segretario Cgil nazionale Enrico Panini. Diritto all’informazione, ma anche e soprattutto diritto al lavoro e dignità dei lavoratori, i temi trattati ieri mattina tra palco e platea del Petruzzelli per portare all’attenzione le grandi vertenze sindacali del capoluogo pugliese, come i 284 lavoratori Om «lasciati per strada», spiega il segretario Fiom di Bari Antonio Pepe, il negato riconoscimento del Rsa alla Magneti Marelli. Ospiti anche Emilio Miceli, segretario Slc Cgil, Pino Gesmundo, Cgil di Bari e Gianni Forte (Puglia), Igia Campaniello, Fiom di Bari.Conloro Claudio Sardo, direttore de l’Unità, Angelo Mastrandrea, vice direttore de il manifesto. IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE Un incontro dedicato al diritto al lavoro e all’informazione, negata negli ultimi giorni anche a …

“Al Petruzzelli protesta in musica per i diritti”, di Ivan Cimmarusti

Una volta tanto i protagonisti sono stati loro, e non solo gli interpreti: gli orchestrali del teatro Petruzzelli hanno fatto «parlare» dal palco i loro strumenti, per protestare contro i tagli che stanno avvenendo nel teatro barese, il parziale rinnovo di 50 contratti su 200. L’occasione è stata la manifestazione indetta dalla Cgil, «una giornata sul tema della democrazia», racconta il segretario Cgil nazionale Enrico Panini. Diritto all’informazione, ma anche e soprattutto diritto al lavoro e dignità dei lavoratori, i temi trattati ieri mattina tra palco e platea del Petruzzelli per portare all’attenzione le grandi vertenze sindacali del capoluogo pugliese, come i 284 lavoratori Om «lasciati per strada», spiega il segretario Fiom di Bari Antonio Pepe, il negato riconoscimento del Rsa alla Magneti Marelli. Ospiti anche Emilio Miceli, segretario Slc Cgil, Pino Gesmundo, Cgil di Bari e Gianni Forte (Puglia), Igia Campaniello, Fiom di Bari.Conloro Claudio Sardo, direttore de l’Unità, Angelo Mastrandrea, vice direttore de il manifesto. IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE Un incontro dedicato al diritto al lavoro e all’informazione, negata negli ultimi giorni anche a …