Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Dirigere gli Uffizi con 1.780 Euro al mese", di Gian Antonio Stella

I direttori di alcuni dei musei più importanti d’Italia, quindi del mondo, hanno deciso di fare «outing» e dichiarare i propri redditi. Che sono, rispetto a quelli dei colleghi del resto del pianeta, avvilenti.Se il guadagno misura il merito, dirigere gli Uffizi è un lavoro da 1.780 euro? Lette le denunce dei redditi dei ministri e degli alti burocrati di Stato, i direttori di alcuni dei musei più importanti d’Italia, quindi del mondo, hanno deciso di fare «outing» e dichiarare i propri redditi. Che sono, rispetto a quelli dei colleghi del resto del pianeta, avvilenti. A uscire allo scoperto, in calce a una lettera pubblica, sono Anna Lo Bianco, direttore della Galleria nazionale d’Arte antica di Palazzo Barberini, Maria Grazia Bernardini, del Museo di Castel Sant’Angelo, Anna Coliva, della Galleria Borghese, Antonio Natali, della Galleria degli Uffizi, Andreina Draghi, del Museo di Palazzo di Venezia, Serena Dainotto, della Biblioteca dell’Archivio di Stato di Roma e tanti altri funzionari alla guida di biblioteche e archivi e istituzioni museali che fanno grande il nostro Paese. Il punto …

“Dirigere gli Uffizi con 1.780 Euro al mese”, di Gian Antonio Stella

I direttori di alcuni dei musei più importanti d’Italia, quindi del mondo, hanno deciso di fare «outing» e dichiarare i propri redditi. Che sono, rispetto a quelli dei colleghi del resto del pianeta, avvilenti.Se il guadagno misura il merito, dirigere gli Uffizi è un lavoro da 1.780 euro? Lette le denunce dei redditi dei ministri e degli alti burocrati di Stato, i direttori di alcuni dei musei più importanti d’Italia, quindi del mondo, hanno deciso di fare «outing» e dichiarare i propri redditi. Che sono, rispetto a quelli dei colleghi del resto del pianeta, avvilenti. A uscire allo scoperto, in calce a una lettera pubblica, sono Anna Lo Bianco, direttore della Galleria nazionale d’Arte antica di Palazzo Barberini, Maria Grazia Bernardini, del Museo di Castel Sant’Angelo, Anna Coliva, della Galleria Borghese, Antonio Natali, della Galleria degli Uffizi, Andreina Draghi, del Museo di Palazzo di Venezia, Serena Dainotto, della Biblioteca dell’Archivio di Stato di Roma e tanti altri funzionari alla guida di biblioteche e archivi e istituzioni museali che fanno grande il nostro Paese. Il punto …

"L’annus horribilis di Mediaset", di Giovanni Cocconi

Bilancio 2011 il peggiore del decennio. I nodi: l’asta “aperta” e la nuova Agcom. Se sarà un’asta non andrà deserta. Quello che già a fine gennaio un report di Mediobanca avevo messo nero su bianco ormai lo pensano in tanti. Se il governo Monti deciderà di “smontare” il beauty contest delle frequenze tv, per ora congelato, e di bandire una vera e propria asta competitiva, anche gruppi media stranieri e operatori tlc potrebbero partecipare e la stessa Mediaset non potrebbe disertarla. Il giorno dopo il colloquio tra Fedele Confalonieri e Mario Monti non è difficile spiegare il nervosismo del Biscione sulle possibili mosse del governo. Il bilancio che archivierà il 2011 sarà probabilmente per la Mediaset italiana il peggiore degli ultimi dieci anni, con un utile netto previsto attorno ai 200 milioni, molto al di sotto dei 350 del 2010 e dei 269 di due anni fa. Un dato che si spiega con una flessione della pubblicità di circa il 4 per cento e una crescita dei costi del 3. L’allarme lanciato da Confalonieri sui …

“L’annus horribilis di Mediaset”, di Giovanni Cocconi

Bilancio 2011 il peggiore del decennio. I nodi: l’asta “aperta” e la nuova Agcom. Se sarà un’asta non andrà deserta. Quello che già a fine gennaio un report di Mediobanca avevo messo nero su bianco ormai lo pensano in tanti. Se il governo Monti deciderà di “smontare” il beauty contest delle frequenze tv, per ora congelato, e di bandire una vera e propria asta competitiva, anche gruppi media stranieri e operatori tlc potrebbero partecipare e la stessa Mediaset non potrebbe disertarla. Il giorno dopo il colloquio tra Fedele Confalonieri e Mario Monti non è difficile spiegare il nervosismo del Biscione sulle possibili mosse del governo. Il bilancio che archivierà il 2011 sarà probabilmente per la Mediaset italiana il peggiore degli ultimi dieci anni, con un utile netto previsto attorno ai 200 milioni, molto al di sotto dei 350 del 2010 e dei 269 di due anni fa. Un dato che si spiega con una flessione della pubblicità di circa il 4 per cento e una crescita dei costi del 3. L’allarme lanciato da Confalonieri sui …

"Il ricatto sulla Rai", di Giovanni Valentini

Questa volta non si tratta solo di poltrone. Di lottizzazione o spartizione della Rai. La “questione televisiva”, imperniata su funzione e ruolo del servizio pubblico, assurge al rango di questione nazionale. Questione al pari della riforma delle pensioni o di quella del lavoro. Perché costituisce l´habitat naturale della politica. E perché comprende e riassume sul piano mediatico quel progetto per il Paese al cui interno s´inscrivono lo spread, la crisi economica, le prospettive e le speranze di crescita. Una grande questione di democrazia, dunque, che rappresenta un passaggio decisivo per la vita pubblica italiana e anche per il “governo di impegno nazionale” guidato da Mario Monti. Sono passati esattamente due mesi da quando, l´8 gennaio scorso, a proposito della Rai il presidente del Consiglio dichiarò in tv, durante la trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio: “Qualche settimana e vedrete”. Ne sono trascorse ormai otto di settimane e ancora non s´è visto niente. È vero che, come spiegò lui stesso, questa non è “l´urgenza numero uno”. Ma è pur vero che mancano ormai meno …

“Il ricatto sulla Rai”, di Giovanni Valentini

Questa volta non si tratta solo di poltrone. Di lottizzazione o spartizione della Rai. La “questione televisiva”, imperniata su funzione e ruolo del servizio pubblico, assurge al rango di questione nazionale. Questione al pari della riforma delle pensioni o di quella del lavoro. Perché costituisce l´habitat naturale della politica. E perché comprende e riassume sul piano mediatico quel progetto per il Paese al cui interno s´inscrivono lo spread, la crisi economica, le prospettive e le speranze di crescita. Una grande questione di democrazia, dunque, che rappresenta un passaggio decisivo per la vita pubblica italiana e anche per il “governo di impegno nazionale” guidato da Mario Monti. Sono passati esattamente due mesi da quando, l´8 gennaio scorso, a proposito della Rai il presidente del Consiglio dichiarò in tv, durante la trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio: “Qualche settimana e vedrete”. Ne sono trascorse ormai otto di settimane e ancora non s´è visto niente. È vero che, come spiegò lui stesso, questa non è “l´urgenza numero uno”. Ma è pur vero che mancano ormai meno …

"TV e giustizia i tabù di Berlusconi", di Pietro Spataro

Come era prevedibile Berlusconi ha rotto l’incantesimo della presunta neutralità del governo dei tecnici e lo ha fatto sui due argomenti che gli stanno personalmente a cuore: le tv e la giustizia. In questo modo, il fantasma del conflitto di interessi continua a volteggiare sulla politica e guida ancora un Pdl solo nominalmente in mano ad Alfano ma di fatto proprietà privata del Cavaliere. C’è poco da fare, quando si tratta di discutere di temi che riguardano tutti ma che toccano rendite e privilegi di uno solo il centrodestra si trasforma in un inaccessibile castello dei ricatti incrociati. E se questo mette in forse persino la sopravvivenza del governo poco importa: che vada all’aria l’Italia pur di difendere l’«impero». Tv e giustizia sono i tabù del centrodestra. Non interessa se nell’agenda del vertice con Monti, fatto saltare da Alfano, ci fossero non solo ma anche quei due temi. Il Pdl non vuole assolutamente ridiscutere le leggi ad personam: né la Gasparri, né i vari lodi salva Berlusconi. E quindi, figurarsi la legge anticorruzione su cui …