"Perché i ricchi e scemi non fanno più ridere", di Curzio Maltese
Il crollo di incassi del cinepattone di Natale, un genere che per quasi trent´anni aveva collezionato record su record al botteghino, è forse il primo e più clamoroso segno della fine dell´epoca berlusconiana. Di colpo lo specchio di una certa Italia maggioritaria, felicemente anomala e volgare, è andato in frantumi. Quello dei film sulle vacanze di Natale con De Sica e/o Boldi. Il loro non è stato soltanto un fatto commerciale, ma un fenomeno unico nella storia del cinema e quindi del costume mondiale. Non c´era mai stato in nessun paese un genere capace di infilare tanti incassi consecutivi, a scadenza fissa. Non gli 007 e neppure le commedie di Alberto Sordi, le epopee di maghetti o i film di Totò, le saghe di vampiri o gli horror di serie. Per questa ragione un paio d´anni fa le più prestigiose università californiane invitarono il produttore Aurelio De Laurentiis a illustrare in una serie di conferenze i segreti del mestiere. Senza grande esito, peraltro, perché un´altra caratteristica dei cinepattoni è l´assoluta autarchica intraducibilità. I film per …
