Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Perché i ricchi e scemi non fanno più ridere", di Curzio Maltese

Il crollo di incassi del cinepattone di Natale, un genere che per quasi trent´anni aveva collezionato record su record al botteghino, è forse il primo e più clamoroso segno della fine dell´epoca berlusconiana. Di colpo lo specchio di una certa Italia maggioritaria, felicemente anomala e volgare, è andato in frantumi. Quello dei film sulle vacanze di Natale con De Sica e/o Boldi. Il loro non è stato soltanto un fatto commerciale, ma un fenomeno unico nella storia del cinema e quindi del costume mondiale. Non c´era mai stato in nessun paese un genere capace di infilare tanti incassi consecutivi, a scadenza fissa. Non gli 007 e neppure le commedie di Alberto Sordi, le epopee di maghetti o i film di Totò, le saghe di vampiri o gli horror di serie. Per questa ragione un paio d´anni fa le più prestigiose università californiane invitarono il produttore Aurelio De Laurentiis a illustrare in una serie di conferenze i segreti del mestiere. Senza grande esito, peraltro, perché un´altra caratteristica dei cinepattoni è l´assoluta autarchica intraducibilità. I film per …

"L´indignazione degli onesti nel Paese dei corrotti", di Giorgio Bocca

Due Italie separate e non comunicanti. L´Italia delle caste e delle cricche e quella che si guadagna onestamente la vita. Lontane l´una dall´altra anni luce, nel modo di vivere, di pensare, nei modelli di morale e di estetica. Come sia possibile la loro convivenza senza una dura resa dei conti resta un mistero. Forse è l´istinto di sopravvivenza, lo stare comunque sulla stessa barca, nello stesso mare infido. Ogni mattina giornali, radio e televisioni informano gli italiani onesti, rispettosi delle leggi, attenti alla morale corrente e al giudizio del prossimo che nell´altra Italia centinaia, migliaia di concittadini hanno sfidato la prigione, il disonore, i carabinieri e i poliziotti per arricchirsi a mezzo della politica e ai danni dello Stato, e lo hanno fatto senza provare vergogna o rimorso, anzi con il compiacimento di chi si sente parte della classe ladrona che finge di essere classe dirigente. Il paese Italia vive in stato di schizofrenia, anche se i mezzi di informazione si affannano ogni mattina a informare gli onesti che i loro vicini di casa appena …

"L'amicizia di una vita", di Eugenio Scalfari

È stata l´ultima volta che l´ho visto, era il 6 dicembre scorso, le 11 del mattino e lui stava seduto alla sua scrivania, pallidissimo, il volto scavato con le ossa della fronte, degli zigomi e delle mascelle coperte dalla pelle e gli occhi fissi davanti a sé che guardavano il vuoto. Gli chiesi se avesse dolore in qualche parte del corpo, rispose «No, nessun dolore». «Questo è un buon segno – gli dissi mentendo – ma come ti senti?», mi guardava senza alcuna espressione, poi la bocca accennò un sorriso. La risposta fu «non ci sono». La moglie Silvia si era seduta accanto a lui, gli carezzò lievemente la guancia e quasi per cambiar discorso disse: «Per pranzo gli ho preparato la luganiga, gli piacciono quelle salsicce cotte nel vino». «Ma le può mangiare?», «Le assaggia». Gli domandai se leggeva i giornali. Rispose: «Non c´è niente da leggere». Insistei: «La politica ti interessa sempre?». Rispose: «Non c´è politica». Poi fu lui a chiedermi: «Tu come fai a scrivere ancora?». Risposi che il mestiere, se lo …

"Che forza la lobby dei cocchieri", di Michele Serra

Anche i conduttori di carrozzelle a cavallo hanno messo Monti spalle al muro: tariffa protetta a cento euro a corsa. I farmacisti rilanciano: «Vogliamo l’esclusiva della vendita di mele cotte». Durissimi i taxisti: «No a nuove licenze, tanto er traffico è sempre bloccato». Davvero il governo Monti dovrà arrendersi, come tutti i governi precedenti, alle lobby professionali contrarie alle liberalizzazioni? Davvero in Italia il dinamismo sociale è impedito dalle resistenze corporative? Farmacisti Indossando il caratteristico costume trecentesco della gilda dei farmacisti, e impugnando il pestello d’oro che è simbolo del loro ordine professionale, il portavoce dei farmacisti italiani ha spiegato ai giornalisti che le accuse di corporativismo sono destituite di ogni fondamento. Al termine della conferenza stampa ha consegnato il pestello d’oro a suo figlio, nominandolo Gran Maestro Galenico e suo successore alla carica di portavoce. Tra le richieste presentate al governo Monti dai farmacisti italiani, l’inserimento delle mele cotte tra i prodotti da vendere solo in farmacia. “Un dosaggio eccessivo di mele cotte”, spiega un comunicato dell’Ordine, “può provocare una spiacevole dissenteria. Solo la …

Natale: una questione di giustizia per popoli e individui. Due storie.

Fare un articolo natalizio non è mai facile. Si deve ricercare l’originalità, l’aspetto più profondo, la notizia meno gettonata. Eppure, alla fine, la questione è sempre la medesima, quella che riguarda la giustizia. Da un lato essa richiama scenari globali, coinvolgendo interi popoli e regioni, e si concretizza nello stridente contrasto tra la povertà e il consumo che, a livello globale, è fonte e conseguenza di gran parte degli squilibri economici, politici e sociali del pianeta. Il significato dirompente del Natale, che travalica qualsiasi confine confessionale e religioso, sta tutto in un nuovo modo di cogliere la realtà: la povertà, l’insignificanza e la debolezza possono essere rovesciate in un modello di vita capace di cambiare il mondo. Non si tratta di una esaltazione della miseria, paravento utile per il capitalismo “compassionevole” e sfruttatore, ma di una sete di giustizia che obbliga lo sguardo ad immergersi nelle situazioni più tragiche e degradate sapendo che là si può celare la scintilla del riscatto. Da un altro lato l’immagine delle ingiustizie si può trovare in vicende individuali in …

"Piccoli, grandi valori in una manciata di noci", di Roberto Napoletano

Non so se siano state la letterina a Gesù Bambino di Ermanno Olmi o i buoni propositi di Francesco Cataluccio, storie di un gesto che smuove la zolla, e di alberi di oggi adulti, in certi casi decrepiti. Potrebbe essere stato anche Vincenzo Cerami con il suo Natale «profumo misto di abete e agrumi». Forse, è solo il senso pieno delle inquietudini di questa stagione e la consapevolezza che siamo al giro di boa di un anno (davvero) difficile. Non so se sia colpa della mia testa, che da un po’ di tempo in qua gira all’indietro, e scava nei ricordi. Certo è che mi viene prepotentemente in mente, in questi giorni, una storia di uomini e donne che si lanciano secchi e muovono le mani con gesti rituali e veloci tra un solco e l’altro pieno di noci e nocciole. Ad ‘abbacchiare’ le noci o a raccogliere le nocciole, le mani si spellano, si macchiano, diventano di una certa maniera. Un uomo sui cinquant’anni segue il gruppo con una specie di scopa in mano. …

«L'orgoglio ritrovato di un grande Paese», di Marzio Breda

In una pagina de La provincia dell’uomo , Elias Canetti sosteneva che «quando tutto va in pezzi, il calendario con i suoi giorni particolari resta l’unica e l’ultima sicurezza». Vale a dire che cercar riparo nel calendario per rivivere certi anniversari (e ciò vale per le paranoie di un singolo individuo come di un intero popolo) serve ad «assorbire la paura». E oggi di paura e incertezza ce n’è molta, nell’Italia che ha appena festeggiato i suoi 150 anni di unità. Non a caso i sociologi la fotografano come depressa, esausta e, appunto, impaurita. Una descrizione che si fonda su buone ragioni. Basta pensare a quanto ci hanno messo sotto stress le esasperate prove di forza in Parlamento, i collassi dell’economia, le ferite all’immagine internazionale del Paese, la caduta di Berlusconi e la nascita del governo Monti come soluzione d’emergenza per una politica in affanno. E, infine, i duri sacrifici imposti dalla manovra per dissipare lo spettro del default. Giorgio NapolitanoGiorgio Napolitano È dunque un Natale carico di inquietudini, quello che arriva. Ma, nonostante tutto, …