Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Mettiamo all'asta la TV del futuro", di Giovanni Valentini

Prima parliamo di sistema, poi della peculiarità del servizio pubblico, e infine dell´azienda Rai. Se fosse vero che l´asta sulle nuove frequenze tv «andrebbe deserta», come ha sentenziato Silvio Berlusconi con la sua abituale sicumera, perché mai l´ex premier-tycoon se ne occuperebbe e preoccuperebbe tanto? A suo parere, «non sono un bene che ha mercato». Eppure, le frequenze assegnate in precedenza agli operatori telefonici hanno fruttato allo Stato 3,5 miliardi di euro. E anche se ora dovessero rendere soltanto i cento milioni già offerti da Michele Santoro, invece di essere benignamente “regalate” a Rai e Mediaset, l´incasso permetterebbe comunque di alleviare il peso dei sacrifici richiesti ai cittadini dalla manovra “salva Italia”. Bisogna dare atto al governo Monti, in particolare al ministro Passera, di aver corretto in corsa un atteggiamento iniziale di disinteresse su una questione così delicata. Al di là dello stesso valore economico, si tratta di una partita rilevante per la difesa della libera concorrenza in questo settore nevralgico e ancor più per la tutela del pluralismo dell´informazione. Dall´assegnazione delle frequenze digitali residue …

"L'antipolitica dei ricchi contro partiti e art.18", di Michele Prospero

Che brutta aria tira sulla politica. La campagna contro la casta ha affondato il colpo e in giro si incontrano solo macerie. La dignità della politica è stata saccheggiata. Ormai mancano solo le liste di epurazione per chiunque osi difendere la politica, intesa – perché no? – anche come professione. Distrutto culturalmente (si fa per dire) il prestigio della politica, per il lavoro sporco che resta ancora da compiere non mancherà in giro la bassa manovalanza, merce sempre abbondante in Italia. E così entra in scena Marco Travaglio che, da par suo (cioè con un supponente tono spregiativo), se la prende con lo scrittore Francesco Piccolo. La colpa? Aver difeso la politica, proprio su queste colonne (cioè sul giornale fondato da un politico di professione, Antonio Gramsci), dagli attacchi furibondi condotti da lunghi mesi a media unificati. Chiunque osi mettere in guardia dalla ricaduta nefasta della dominante ideologia odierna che fa della politica il nemico da strapazzare è solo un fiancheggiatore della casta, quindi un poco di buono da denigrare. Sacerdote ufficiale del nuovo conformismo …

"Pompei, l’anno orribile", di Vittorio Emiliani

Un anno orribile per l’antica Pompei, che si chiude con un nuovo crollo: nella domus di Loreio Tiburtino, una delle più visitate perché posta all’ingresso delle scolaresche. Un dramma della manutenzione ordinaria e straordinaria, che non sembra finire mai. E qui, caso raro, non sono stati i fondi a mancare quanto le competenze dopo il pensionamento dell’ottimo soprintendente Piero Guzzo, anni or sono. Pompei è una delle Soprintendenze “speciali” (accorpata, assurdamente, con quella, importantissima, di Napoli). Non le mancano i fondi, visto che incassa circa 20 milioni l’anno (per un 30% dirottati altrove). Ma, dopo Guzzo, si sono succeduti, a velocità grottesca, ben tre soprintendenti (ad interim) e due commissari: un prefetto in pensione e un funzionario della Protezione Civile. Che hanno delegittimato nei fatti il soprintendente, cioè l’esperto vero. Dei 79 milioni disponibili, il commissario Fiori ne ha investiti pochi, un po’ più della metà, nella indilazionabile messa in sicurezza di una città esposta al consumo di massa, alle intemperie, al dissesto idrogeologico. Il resto? Finito in “valorizzazioni” discutibili, a partire dal Teatro Grande, …

Ancora uno sfregio alla cultura: crollo negli scavi di Pompei

È caduto uno dei pilastri del pergolato esterno della Casa di Loreio Tiburtino (Regio II, Insula II) negli Scavi di Pompei. Lo comunica la soprintendente speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei. Il fatto si è appreso a seguito di una verifica. Sul posto è in corso un sopralluogo alla presenza delle forze dell’ordine. La casa, detta di Loreio Tiburtino, appartenne a D. Octavius Quartio, come prova l’anello-sigillo rinvenuto presso l’ingresso. In parte, come sottolinea la Soprintendenza archeologica, c’è l’impianto originario (II sec. a.C.): nell’atrio, fulcro dell’abitazione, si affacciano le stanze da letto e il triclinio. La parte verso l’Anfiteatro, ristrutturata dopo il 62 d.C., conserva un giardino immerso tra verde e specchi d’acqua, ad imitazione delle dimore fuori città, secondo la moda ‘del vivere in villa’. Lo spazio verde della casa si articola in due lunghe vasche (euripi) disposte a ‘T’. L’euripus superiore, porticato, era decorato da statue allusive all’Egitto, patria della dea Iside: al centro presenta un sacello con fontane, in fondo un doppio letto per pasti all’aperto ed una nicchia …

"Una sinistra a misura d’uomo. Diritti e valori, la politica è questa", di Alain Touraine

La globalizzazione ha distrutto ogni istituzione sociale. Il fondamento dei giudizi e dell´azione diventa solo morale Il sociologo su “MicroMega”: “Bisogna occuparsi della vita concreta degli individui”. Una distinzione fondamentale con la destra è come ci si pone nei confronti della situazione delle donne. Il teorema da tempo accettato secondo cui il centro della vita sociale è il sistema economico, cioè la stretta corrispondenza delle categorie della vita economica con quelle della vita sociale, non è più accettabile. L´economia si è separata dalla vita sociale: è questo il significato profondo della globalizzazione. Il mondo delle istituzioni sociali, politiche e giuridiche sta crollando. La costruzione dei giudizi sociali non può più avere altri fondamenti se non morali. Qual è il posto del lavoro nella vita individuale e collettiva: questo è il tema che meglio definisce lo spirito di una concezione “morale” della vita sociale; l´unione di una politica di questo genere con la repressione delle condizioni economiche illegali trasformerebbe in modo fondamentale la vita sociale di tutti. Bisognerebbe attribuire molta più importanza di quanto non si …

"Un supermanager alla Rai", di Goffredo De Marchis

«La legge Gasparri non funziona, così la Rai è ingestibile». Da due settimane Mario Monti ha sul tavolo il corposo dossier che gli hanno consegnato il presidente Paolo Garimberti e il direttore generale Lorenza Lei durante il lungo incontro che precedette l´apparizione del premier a “Porta a porta”. Il Professore si è già fatto un´idea. È UN´IDEA che presto potrebbe diventare un´iniziativa del governo per cambiare il modello di governo della televisione pubblica. Per Monti la Rai ha due problemi fondamentali: i conti in rosso e la struttura gestionale. È soffocata dalla politica attraverso un consiglio di amministrazione elefantiaco e legato a doppio filo ai partiti. Su queste certezze, studia un intervento. Perché da sempre la Rai è lo specchio del governo, il suo biglietto da visita presso i cittadini-spettatori. Quella sera di quindici giorni fa, Monti fece solo brevi considerazioni. Ma il suo pensiero è abbastanza definito. Quello che conta in un´azienda è l´efficienza. Non si capisce come faccia la Rai, è l´analisi di Palazzo Chigi, a essere efficiente con un cda di nove …

"Addio Vaclav Havel la storia si leva il cappello", di Paolo Soldini

Chi ha conosciuto e amato Praga fra il 21 agosto del 1968 e il 17 novembre del 1989 conosce e ama Vaclav Havel in un modo tutto speciale. Anche se magari non lo ha incontrato, non lo ha sentito parlare, forse non ha neppure letto le sue poesie o i suoi drammi.
Il fatto è che in quei ventuno anni, l’età di un ragazzo che arriva all’età adulta, Praga e Havel hanno vissuto la stessa storia con gli stessi dolori, le stesse inadeguatezze, le stesse irrequietudini e speranze. La città sembrava addormentata nelle cupezze del tardo comunismo di Gustav Husak e della nomenklatura che si vendicava della Primavera del ’68. Ma se appena appena si grattava la superficie, se si percorrevano, certe sere d’estate, i vicoli della città vecchia o le salite di Mala Strana, ci si accorgeva che sotto la morta bellezza dell’antica capitale brulicava la vita. Nei teatrini improvvisati e un po’ clandestini, nelle vinarne alla moda e nelle birrerie da vecchi ubriaconi, nelle sale da concerto, in tante case private dove si invitavano …