"Cultura, un business per ventenni", di Giuseppe Bottero
A Torino due studenti poco più che ventenni hanno fondato la rivista letteraria «Inutile». Da un vecchio cinema può rinascere una sala hi-tech che proietta film di artisti emergenti e introvabili pellicole Anni Sessanta. In un vecchio borgo che si affaccia sul Monte Rosa può sorgere una città abitata solo da teatranti, con la gente che va a fare la spesa in maschera e in costume d’epoca. Una rivista può essere concepita in treno, un festival internazionale nella cucina di mamma. Mentre il tasso di disoccupazione giovanile schizza a livelli record e le piazze si riempiono di ragazzi che protestano contro i tagli alla cultura, c’è qualcuno checon la forza delle idee, della Rete e del gruppo- riesce a cambiare le cose, a riprendersi gli spazi. Ecco quattro storie di under 30 che provano, nel loro piccolo, a costruire un’Italia diversa. Il laboratorio di teatro nel paese fantasma Campsirago era un paese fantasma, vuoto, abbandonato, patrimonio storico e culturale di un’talia che non c’è più. Un paese agricolo, un nucleo di case isolato geograficamente e …
