"La scienza riscopre poesie e tabelline", di Andrea Tarquini
Uno studio americano rivaluta un metodo didattico passato di moda e spiega perché è più efficace. Ricordare un testo, dei versi o una sequenza di numeri non è nozionismo ma aiuta a elaborare i concetti. Annotare a mano quel che si studia fa usare la logica molto più che la tastiera di un pc. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, oppure “Sempre caro mi fu quest´ermo colle…”: chi ricorda ancora a memoria passi della Divina Commedia di Dante o L´Infinito di Leopardi? Negli ultimi decenni imparare a memoria, assimilare passivamente, ripetere e annotare, era andato fuori moda come metodo didattico: nozionismo sorpassato. Invece no: imparare a memoria, leggere e rileggere, ripetere, è spessissimo il metodo migliore per apprendere, fino ai massimi livelli accademici e non solo alle elementari o alle medie. A questa conclusione, rilanciata dai media tedeschi, sono arrivati Jeffrey Karpicke e Janell Blunt, psicologi alla Purdue University di West Lafayette, Indiana, Usa. Al loro studio la rivista “Science” ha dedicato un ampio resoconto. Il sogno degli studenti universitari, si dice qui scherzando, …
