Tutti gli articoli relativi a: cultura

La Walkiria scuote Milano «No ai tagli, salviamo la cultura», di Rinaldo Gianola

La cultura non si mangia e con la Divina Commedia non ci si riempie la pancia, ci ammonisce severamente il ministro Giulio Tremonti. Però, come diceva il vecchio Lawrence Ferlinghetti, l’arte ha un «potere eversivo » che a volte scuote persino animi e platee assopite, più abituate all’happy hour e al circolo del bridge che non a pronunciamenti giacobini. Fuoco, fiamme, lapilli e lava, la Walkiria di Richard Wagner ha scaldato i cuori della Scala, nella tradizionale «prima» di sant’Ambrogio, ma molto di più ha fatto il maestro Daniel Barenboim quando alle ore 17 in punto, vestito tutto di nero, in un look assai esistenzialista, è apparso solo sul palco, in un cono di luce. Poche parole, un appello per salvare la cultura, per evitare i tagli imposti dal governo. Un intervento breve chiuso ricordando l’articolo 9 della Costituzione che impegna la Repubblica a promuovere la cultura, la ricerca scientifica, a tutelare il patrimonio artistico. Un forte applauso e poi è partito l’Inno nazionale Fratelli d’Italia con il presidente Giorgio Napolitano,il più acclamato della serata …

"Se il pregiudizio per lo straniero è scritto nei titoli", di Sergio Luzzatto

«Chi parla male pensa male, e vive male», diceva memorabilmente il Nanni Moretti di Palombella rossa; «le parole sono importanti», «bisogna trovare le parole giuste». Lo ha detto anche Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale, nel prezioso suo ultimo libretto, Sulla lingua del tempo presente. «La lingua non solo pensa per tutti, ma anche fa pensare collettivamente». Se vogliamo averne una prova, possiamo trovarla nelle cronache italiane di questi giorni. I giorni angosciosi della scomparsa di Yara, la ragazzina tredicenne di Brembate nel Bergamasco. I giorni tragici della strage di ciclisti a Lamezia Terme. In quest’ultimo caso il colpevole della strage, il ventunenne Chafik El Ketani, è stato facilmente rintracciato e arrestato. Nel caso della scomparsa di Yara il presunto colpevole di un possibile omicidio, il ventitreenne Mohamed Fikri, è stato rocambolescamente arrestato e poi rilasciato. Ma in entrambi i casi, la designazione mediatica di Chafik e Mohamed è stata identica: «Il marocchino». L’uso di qualificare i responsabili veri o presunti dell’uno o dell’altro delitto per metonimia, attraverso la menzione della loro nazionalità, è …

"La Tamoil se ne va da Cremona. A casa oltre mille lavoratori", di Giuseppe Vespo

Dalla provincia a Roma, dalle strade al web, dai lavoratori a rischio agli ecologisti e ai semplici cittadini: la chiusura della raffineria Tamoil di Cremona continua a far discutere. Del futuro dei trecento dipendenti del gruppo, mille con l’indotto, che dal 2011 potrebbero perdere il posto. La multinazionale libica ha deciso di trasformare entro il 2011la raffineria lombarda in un deposito. Una notizia balzata alle cronache nazionali con la manifestazione e lo sciopero di martedì, scorso che ha visto sfilare i dipendenti cremonesi di Tamoil per le vie di Milano e fino al Pirellone, sede della Regione. Dal capoluogo lombardo è partita anche una lettera inviata al presidente del consiglio Berlusconi, al quale si chiede un intervento presso l’amico leader libico Gheddafi. Ma la multinazionale fa sapere che la decisione di cessare l’attività dello stabilimento dipendende dalle perdite della raffineria, che si attesterebbero a 60milioni di euro all’anno. Colpa dei mancati investimenti, ribattono Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil, che da tempo chiedono un piano industriale di rilancio e la riconversione degli impianti ad olio combustibile, un …

"Ecco cosa fanno a Pompei" di Emiliano Fittipaldi

Dieci domande al Ministro Sandro Bondi e al dirigente del MiBac Marcello Fiori 1) La Corte dei Conti ha rilevato l’illeggittimità del decreto legge che affidava Pompei alla protezione civile per carenza di motivazioni (i cani randagi e le guide abusive non costituivano motivo sufficiente). Cosa pensate di quella pronuncia? 2) Quali attività ha svolto il Commisario con i poteri in deroga alla legislazione ordinaria che non avrebbe potuto fare un Soprintendente munito degli stessi poteri ? 3) Perché non si sono dati al Soprintendente Guzzo gli stessi poteri che si sono dati ad altri funzionari del Ministero come Cecchi a Roma o Marchetti a L’Aquila? Quali specifiche competenze tecniche potevano vantare Profili o Fiori ? 4) le foto mostrano come i lavori per l’impianto elettrico realizzato dal Commisario per l’allestimento del Teatro di Pompei siano stati effettuati con le ruspe. Chi ha ritenuto che lo scavo con mezzo meccanico sia la corretta metodologia di scavo in piena area archeologica? 5) I lavori del teatro erano stati stimati nel progetto iniziale della Soprintendenza – che …

"Colosseo, restauro flop gli sponsor non ci sono", di Carlo Alberto Bucci e Dario Pappalardo

Il capofila Diego Della Valle alla fine si è ritrovato da solo. Perché la cordata di imprenditori che lo dovevano seguire nell´impresa di salvare il Colosseo si è sciolta. È stata un flop la gara per la ricerca degli sponsor, bandita il 4 agosto, che doveva raccogliere le proposte per il restauro del simbolo di Roma: i pochi candidati che si sotto fatti sotto sono risultati infatti inadeguati al compito. Ma ora rischia di diventare un flop che va oltre la piazza dell´anfiteatro Flavio la formula di finanziamento integrale da parte dei privati di un bene pubblico, che il ministro Bondi aveva definito un «modello da applicare anche ad altri monumenti del nostro Paese». A un mese dalla chiusura delle buste, «l´uovo di Pasqua è stato aperto» ma dentro non c´era la «sorpresa giusta» che aveva sognato il sindaco di Roma Alemanno. Secondo la Uil Beni Culturali, «la commissione che doveva esaminare le domande del concorso internazionale, composta da 5 persone, non si è mai riunita. Ciò che meraviglia è il fatto che il bando …

"Anche la lingua ha fatto la storia d'Italia", di Michele Ainis

Lo Stato italiano ha 150 anni, la lingua italiana 7 secoli. Ma la Repubblica italiana ha mai saputo imbastire una politica linguistica? A parte qualche legge che prescrive l’italiano nell’etichettatura del cacao o nei fogli informativi dei giocattoli, la risposta è no. O meglio, una legge ci sarebbe: la n. 4 del 1974, che ha vietato a tutti gli uffici pubblici di usare le parole lebbra, lebbroso, lebbrosario. Qui però non s’affaccia l’esigenza di proteggere la lingua italiana, ma casomai l’opposto, perché vi si prescrive che questi termini vengano sostituiti da «Morbo di Hansen» o da «hanseniano». Dunque una legge all’insegna del politicamente corretto, anche a costo di suonare incomprensibile per chi non abbia in tasca un paio di lauree in medicina: difatti negli usi collettivi sentirsi dare del lebbroso significa ricevere un insulto, mentre se apostrofi qualcuno chiamandolo hanseniano otterrai in cambio uno sguardo stralunato. In compenso c’è un fiume normativo che si riversa sulle minoranze linguistiche, dividendole però in figli e figliastri (il gruppo tirolese di lingua tedesca è fra le minoranze più …

"La camera salva Bondi, Pompei no", di Simone Verde

Rinviata la sfiducia: a metà dicembre il ministro-poeta sarà ancora ministro? Quarto, forse quinto crollo a Pompei. Questa volta, due muri nella via Stabiana, mentre sulle rovine del sito archeologico si fanno affari: un contratto italo-bulgaro per il film I tesori di Pompei di Michelle Bonev, attrice tanto cara a Silvio Berlusconi, già generosamente sovvenzionata per un milione di euro da RaiCinema (ieri la Corte dei conti ha aperto un fascicolo sulla passerella veneziana della Bonev sponsorizzata dal ministro). Invece di rassegnare le dimissioni, il ministro Sandro Bondi invita a non drammatizzare. Per ora gli è stata risparmiata la mozione di sfiducia, dopo la decisione della conferenza dei capigruppo di chiudere Montecitorio fino al voto del 14 dicembre. Dopo, chissà se Bondi sarà ancora ministro. Il bilancio di due anni di lavoro al ministero resta megativo, ma sbaglia chi lo accusa di non avere a cuore il conto economico. I tagli parlano chiaro: 1 miliardo in tre anni, quasi il 20% del totale, che hanno investito soprattutto la tutela dei beni artistici, ridotta di 157 …