Tutti gli articoli relativi a: cultura

Sestola, la macchina del fango ha colpito ancora

L’on. Ghizzoni replica al centrodestra: “Le bugie hanno le gambe corte: i lavori di ristrutturazione si stanno concludendo e le foto pubblicate risalgono a un anno fa”. L’on. Manuela Ghizzoni replica agli esponenti del centrodestra che paragonano il disastro di Pompei ai crolli al Castello di Sestola (già riparati). Ecco la sua dichiarazione «Ci sono volute più di due settimane al Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi per rimettere in moto la macchina del fango e colpire chi ha “osato” promuovere la mozione di sfiducia del ministro Bondi. Insomma, ancora una volta, in piccolo, l’adozione del metodo Boffo. Ma le bugie hanno le gambe corte e così si scopre che al castello di Sestola i lavori di ristrutturazione si stanno concludendo e le foto pubblicate dai quotidiani risalgono a un anno fa. Una bufala bella e buona, dunque. Come quella del Premier che grida al complotto internazionale pur di distogliere l’attenzione del “popolo” dai problemi reali del Paese e dall’inadeguatezza del Governo e del Ministro Bondi. Il quale, in due anni, non è riuscito a …

"L'attrice bulgara Bonev a Venezia Bondi paga le spese: 400mila euro", di Paolo Berizzi

Due lettere del ministro di Sofia per autorizzare il viaggio. In Italia per ritirare un premio con una delegazione di 40 connazionali. L’attrice bulgara Bonev a Venezia Bondi paga le spese: 400mila euro. L’attrice-imprenditrice bulgara Michelle Bonev viaggiò dalla Bulgaria all’Italia con un volo pagato dal governo italiano. Poi, arrivata al festival del cinema di Venezia dove il ministro della Cultura Sandro Bondi si era adoperato per farle assegnare un premio – premio effettivamente ritirato dalla Bonev per la non indimenticabile opera prima “Goodbye Mama” – alloggiò e cenò lussuosamente, assieme a una delegazione di 40 connazionali. Sempre e tutto a spese del “paese ricevente”. L’Italia. A confermarlo, con tanto di lettere ufficiali, è il ministro della Cultura bulgaro, Vejdi Rashidov. Intervistato dall’emittente Btv-mediagroup, il collega di Bondi racconta che all’attrice – “un’amica molto cara al primo ministro bulgaro e a Berlusconi”, già coinvolta nel caso intercettazioni Saccà, con l’ex direttore generale della Rai che la impone al Dopofestival di Sanremo – l’invito per la gita veneziana arrivò con una lettera spedita dal nostro titolare …

La ricchezza della cultura, il costo della mala-politica

Appello di Napolitano sui tagli del governo alla cultura: “Non mortifichiamo la risorsa più grande”. Fassina-Orfini: “Tagli, frutto di improvvisazione, ascoltino Napolitano” immagine documento Oggi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di consegna dei premi De Sica, ha pubblicamente solidarizzato con gli operatori dello spettacolo che ieri hanno scioperato contro i forti tagli del governo al mondo della cultura. “Capisco bene i motivi della protesta che ieri ha attraversato il Paese. So bene quello che vi inquieta, quello che vi assilla… Questa via, quella del risanamento, non la troveremo attraverso una mortificazione della risorsa di cui l’Italia è più ricca: la risorsa cultura, nella sua accezione unitaria. Adoperiamoci perché di ciò si convincano tutti e perché se ne traggano le conseguenze. Questo deve essere il nostro solidale impegno”. Parole apprezzatissime quelle del Presidente, dalla platea composta da attori e registi italiani e da tutti gli esponenti del Partito democratico che hanno espresso il loro plauso. Lo sciopero del mondo dello spettacolo infatti è frutto dei tagli profondi, miopi e insensati del governo. …

Napolitano difende la cultura "Tagli non risanano il bilancio"

Giorgio Napolitano ricevendo al Quirinale il mondo del cinema e dello spettacolo per il Premio De Sica, chiede una riflessione per assicurare risorse al mondo della cultura. Ma subito dopo aggiunge che «dobbiamo fare i conti con una riduzione, cui non possiamo sfuggire, del nostro debito pubblico». Dobbiamo farlo, spiega, «nell’interesse soprattutto delle nuove generazioni, sulle cui spalle non abbiamo il diritto di scaricare il simile peso». Il capo dello Stato prende atto con soddisfazione delle promesse di Sandro Bondi riguardo i fondi Fus e il sostegno al cinema, ma non rinuncia a giudicare «inspiegabile» la soppressione di enti come l’Eti e, soprattutto, avverte: non è certo attraverso la «mortificazione della cultura» che si risana il bilancio in tempi di crisi. «Non troveremo le nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale attraverso una mortificazione della risorsa di cui l’Italia è più ricca: la risorsa cultura nella sua accezione unitaria», ha detto il presidente della Repubblica consegnando al Quirinale i premi De Sica. «Adoperiamoci – ha aggiunto – perchè di ciò si convincano tutti …

"Il format Saviano tra politica e tv", di Ilvo Diamanti

Questa sera, a “Vieni via con me”, è ospite il ministro dell´Interno Roberto Maroni. Arriva su Rai Tre dopo una settimana di polemiche: contribuiranno a tenere alta l´audience della trasmissione. Sarebbe, tuttavia, sbagliato interpretarle come un segno di insofferenza da parte delle forze politiche di governo e dei dirigenti della tivù “loro fedeli” contro programmi e conduttori sgraditi. Dopo Santoro, Gabanelli, Dandini: Fazio e, soprattutto, Saviano. Certo, c´è anche questo. Ma “Vieni via con me”, a mio avviso, non è “un caso”, semmai: una svolta. Perché rovescia il rapporto fra televisione e politica. Non più la televisione al servizio della politica, ma neppure la televisione e la politica, in rapporto di reciprocità e di scambio. È la “politica al servizio della televisione”. Meglio ancora: la televisione che “usa” la politica, a sua volta “usata” da un intellettuale e scrittore per narrare la politica. Si tratta di un format originale, che conclude un percorso che dura da anni. Cominciato dopo la caduta della Prima Repubblica, quando la politica “controllava” la televisione e la delimitava in spazi …

«La cultura? Appartiene a tutti», intervista ad Ascanio Celestini di Francesca De Sanctis

Parla il regista e attore «La produzione culturale deve essere pubblica, per questo servono i finanziamenti. Solo così sarà davvero libera. La cultura chiude per sciopero. E allora tutti in piazza: registi, attori, ballerini, musicisti… «Manifestare è un atto rituale spiega Ascanio Celestini È chiaro che se il mondo dello spettacolo protesta per un giorno non è come se si fermassero gli operai: loro sì stopperebbero la macchina. Ma è importantissimo che si riapra tutta la questione legata al Fus, alla legge dello spettacolo dal vivo… Per questo bisogna esserci, farsi sentire». Ascanio, qual è il problema più urgente da affrontare? «Soprattutto con l’ultimo governo anche se in realtà il percorso è molto più lungo la produzione culturale è considerata sempre più superflua. Ma perché fare film, perché fare teatro? È un pregiudizio che in fondo c’è da sempre per chi fa spettacolo. Eppure gli investimenti culturali, in Italia, sarebbero gli unici davvero sensati. Bisogna investire nella cultura, ecco cosa bisogna fare. Mentre una macchina o dei calzini puoi farli fabbricare in Cina o nei …

"Abbiamo bisogno sia del pane sia delle rose", di Daniele Lucchetti*

Nel giorno in cui il mondo dello spettacolo scende in piazza contro i tagli alla Finanziaria, vorremmo parlare in maniera corretta. Non siamo un esercito di sfaccendati privilegiati ma un esercito di 250.000 lavoratori che di audiovisivo vive e che attraverso il suo lavoro alimenta l’immaginario di un paese. Quella visione fasulla e pretestuosa è stata sostituita dalle parole e dalle richieste che proponiamo da tempo, quasi che fossimo riusciti a generare una visione del cinema italiano che «suona» bene e che è giusta per chi conosce ed ama il nostro lavoro. Abbiamo ascoltato promesse per il rinnovo degli incentivi fiscali e del FUS, promesse per cui ci batteremo affinchè siano mantenute, ma crediamo ci dovrà essere anche dell’altro se non vogliamo ritrovarci tra un anno nelle stesse piazze ad urlare gli stessi slogan. Mi piacerebbe sottolineare solo tre argomenti a cui teniamo particolarmente. Primo punto: non vogliamo più essere connessi alla poltica e soprattutto al giudizio dei governi, qualsiasi essi siano. Siamo disposti ad un profondo ripensamento del sistema di finanziamento pubblico del cinema, …