Tutti gli articoli relativi a: cultura

Il governo deve «metterci la faccia», di Vittorio Emiliani

Stavolta, per usare una espressione cara al Premier, “il governo ci deve mettere la faccia”. Dopo lo scandalo dell’Expo 2015 e quello, dai contorni ancora più terrificanti, del Mose, delle «grandi opere» quali fabbriche di tangenti per politici singoli e a gruppi, sedi di spartizione della torta fra le imprese «protette» e di moltiplicazione di costi per i soliti contribuenti, non c’è tempo da perdere. Né basterà un solo decreto per quanto incisivo e impegnativo: occorrerà spendere ogni energia nella sua immediata e non diluita applicazione in sede parlamentare e poi amministrativa. Norme anti-corruzione (preventive soprattutto e, per la repressione, più incisive) e riforma della giustizia devono, più che mai, essere i punti-cardine di una azione di governo che voglia tirare fuori il Paese dal pantano morale, politico ed economico nel quale è stato e si è cacciato nell’ultimo ventennio. Questi scandali, dall’eco planetaria, hanno fatto male all’Italia ben più del bicameralismo “alla pari” o della lentocrazia. La reazione a Tangentopoli si concretizzò in quella legge Merloni del 1994 che doveva ridare chiarezza e rigore …

"Ma il muro del malaffare sta crollando", di Luigi La Spina

Prima, lo sconcerto, per la ripetitività, quasi settimanale, con la quale esplodono in Italia clamorosi casi di corruzione politica. Poi, l’indignazione per il pervasivo dilagare di un malaffare da cui non sembra essere escluso nessun centro di potere, nazionale o locale, e che contagia l’intero arco dei partiti. Infine, la sfiducia per il dover constatare, ancora una volta, come proclami di assoluta severità, leggi che prescrivono rigorosi controlli, regolamenti amministrativi che impongono onerose e lunghe trafile burocratiche continuino a lasciare, ai ladri di soldi pubblici, mani sostanzialmente libere di delinquere. Sono questi i sentimenti con cui l’opinione pubblica segue la catena di scandali che le cronache giudiziarie, da ogni parte d’Italia, rivelano. La coincidenza temporale con cui la magistratura riesce a intervenire per far fronte al fenomeno della corruzione politica e para-politica nel nostro Paese, però, dovrebbe indurre a una riflessione, preoccupata sì, ma forse non del tutto priva di qualche speranza. Sembra sgretolarsi, infatti, quel muro di complicità, di interessi, di protezioni, di omertà che ha permesso a un ceto di politici, alti burocrati, …

"Guardie, ladri e finanzieri", di Alberto Statera

Guardie e ladri che si rincorrono sotto lo stesso tetto, come in un vaudeville all’italiana interpretato da Totò e Aldo Fabrizi. Va in scena in tutti gli ultimi scandali, dal Mose all’Expo, fino all’Unipol. Popolati da quelli che una volta si chiamavano con la maiuscola Servitori dello Stato: pubblici ufficiali, magistrati e quasi sempre anche da finanzieri, nel senso non di gnomi della finanza, ma di ufficiali della Guardia di Finanza. L’uomo che fa onore a uno dei simboli del corpo rappresentante un grifone, metà aquila e metà leone (cioè saggezza e forza), è stato segnalato ieri dal “Sole-24Ore”: si chiama Renzo Nisi. È il colonnello che quattro anni fa fece la prima verifica al Consorzio Venezia Nuova, l’inizio della fine. Trasferito a Roma, non è stato lui mercoledì a portare via in manette Emilio Spaziante, suo mega-superiore, fino a pochi mesi fa comandante generale in seconda del corpo. Il generale ladro — secondo l’accusa — ha intascato 500 mila euro, prima tranche dei due milioni e mezzo promessi dal presidente del Mose Giovanni Mazzacurati …

"La mazzetta riunisce il Lombardo-Veneto", di Alberto Statera

l regno Lombardo-Veneto si è ricomposto duecento anni dopo. Nel nome della corruzione e del malaffare. L’Expo di Milano e, a ruota, il Mose di Venezia. Negli antichi confini del regno asburgico le due più grandi opere d’Italia, quelle che dovevano garantirci il rispetto e l’ammirazione del mondo intero, si saldano in un sistema criminale degno di Al Capone. IL GANGSTER era spesso citato da Piergiorgio Baita, ex capo della Mantovani, la società che rappresenta il giunto di collegamento tra le grassazioni veneziane e quelle milanesi. “Puoi fare molta più strada — proclamava spesso l’ingegnere citando il ‘Scarface Al’ — con una parola gentile e una pistola, che non con una parola gentile e basta”. La Mantovani di parole gentili e di ricchi omaggi monetari coniugati con le armi da fuoco ne ha distribuiti continuamente: vuoi per garantirsi con un ribasso d’asta del 40 per cento la costruzione della cosiddetta “piastra” dell’Expo — ormai grande evento salvifico sempre più a rischio, se ne saranno espulsi i corruttori — vuoi per ottenere la leadership eterna negli …

"Resistere è un dovere", da L'Unità

Di nuovo la grande opera o grandecambiale a scadenza fissa e poi corrotti e corruttori, un sindaco, un ex presidente regionale e parlamentare di Forza Italia, un assessore regionale, un consigliere regionale, magistrati delle acque, un generale a riposo, finanzieri, imprenditori, conti all’estero, campagne elettorali pagate con soldi che transitano da una tasca all’altra, dieci venti trenta trentacinque arrestati, una retata. Di nuovo. L’osceno spettacolo si ripete e pare la copia di quanto avevamo visto pochi giorni fa, un mese fa, un anno fa. Si può percorrere così di tangente in tangente tutta la storia d’Italia. Il sentimento è lo sconforto, il sentimento è l’amarezza, al punto che al contrario di un tempo quando alla punizione esemplare (alla «gogna mediatica») e allo sdegno popolare si sperava dovesse succedere la catarsi di un Paese intero, ora viene da coltivare l’illusione che sia tutto falso, che abbiano sbagliato i magi- strati, che siano caduti in un colossale abbaglio, che tutti gli inquisiti siano innocenti, giusto per poter dire che non tutto è perduto, che almeno il Mose …

"Liberarsi dall’abbraccio del passato", di Francesco Manacorda

A volte, troppo spesso, ritornano. Ritornano dalle cronache degli Anni 90, come è accaduto per la coppia bipartisan Greganti-Frigerio indagata per le tangenti legate all’Expo 2015, e come è successo anche ieri per alcune figure coinvolte nella nuova inchiesta per corruzione sul Mose, il sistema che dovrebbe difendere Venezia dall’acqua alta, ma che pare averla esposta anche alle correnti tangentizie. Ritornano per affermare un insopportabile teorema – ossia che in Italia i grandi eventi facciano spesso rima con grandi tangenti – per incrinare la nostra immagine all’estero, che di certo uscirà ancora più ammaccata da questa vicenda che coinvolge una città unica al mondo, ma anche per ricordarci che c’è un abbraccio mortale della Prima Repubblica dal quale bisogna liberarsi al più presto. Si può discutere a lungo di quanto l’ambiente che scopriamo di nuovo in questi mesi – purtroppo solo grazie alle inchieste della magistratura e non alla presenza di anticorpi nel sistema dei controlli interni – sia simile o diverso da quello della Tangentopoli degli Anni 90. È vero, come sottolineano in molti, …

"Le parole per riscrivere il paese", di Ilvo Diamanti

Abbimo tentato di tracciare una mappa delle parole utili a “riscrivere il Paese”. Per echeggiare il titolo della Repubblica delle Idee, che si apre oggi a Napoli. Parole estratte dai discorsi pubblici e dai dialoghi della vita quotidiana. Dalla comunicazione dei media e dal linguaggio comune. Le abbiamo sottoposte alla valutazione dei cittadini, intervistati attraverso un sondaggio condotto da Demos-Coop. Ne abbiamo ricavato una rappresentazione interessante. Anche se i sondaggi non godono di buona fama, in questi tempi. Tuttavia, chi li considera non degli oracoli, ma strumenti per cogliere gli atteggiamenti del (e nel) presente, ne può trarre indicazioni — a mio avviso — utili. Circa i riferimenti della società e le parole per dirli. Il che, in parte, è lo stesso. Ne esce una raffigurazione, per molti versi, coerente con le attese. Ma, comunque, significativa. Perché supera il perimetro dello stereotipo. Se partiamo dal “fondo”, la regione della mappa in basso, a sinistra, dove si concentrano le parole che combinano un sentimento ostile con una previsione negativa, circa l’importanza futura, incontriamo subito Berlusconi, accanto …