Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Dai musei romani all’archivio centrale la beffa dello Stato che affitta a se stesso", di Francesco Erbani

È un paradosso. Ogni anno dalle esangui casse dei Beni culturali escono oltre 10 milioni di euro e finiscono nel portafoglio di Eur s.p.a., la società al 90 per cento del ministero dell’Economia e al 10 del Comune di Roma che gestisce il quartiere omonimo a sud della capitale. È il prezzo dell’affitto degli edifici che ospitano alcuni musei e l’Archivio centrale dello Stato, 110 chilometri di scaffalature in cui è depositata la memoria cartacea del Paese. Alcuni di questi edifici sono anche offerti in garanzia dei debiti che l’Eur, uno dei fulcri della “parentopoli” allestita dall’allora sindaco Gianni Alemanno, ha contratto per le sue operazioni immobiliari, fra le quali la “Nuvola” di Fuksas, che non si sa quando mai verrà finita, e la Lama, il palazzo a specchio che dovrebbe diventare un albergo e ancora si cerca chi mai potrà gestirlo. Un pezzo dello Stato, uno dei più immiseriti, si svena per rimpinguare un altro pezzo dello Stato, appartenente quasi interamente al ministero di Pier Carlo Padoan. La vicenda romana è la più eclatante. …

"La banana antirazzista", di Maurizio Crosetti

Il terzino del Barcellona Dani Alves ne ha raccolta una lanciata dagli spalti per insultarlo. L’ha mangiata e la sua squadra ha vinto in rimonta. Ora quello sberleffo ai “buuu” dei tifosi è diventato un simbolo. E una campagna sul web con lo slogan “siamo tutti scimmie”. Siccome l’ironia e l’intelligenza sono più contagiose della stupidità, adesso tutti mangiano banane. E con le banane si fanno fotografare: è il selfie della banana, ultimo grido contro il razzismo. Nel mondo del calcio e non solo, oggi si sta tutti dalla parte del brasiliano Dani Alves del Barcellona, il più forte terzino destro del mondo, al quale un incauto imbecille e tifoso del Villarreal (identificato ed espulso a vita) ha tirato una banana prima che Dani calciasse un corner. Ma lui, grandissimo, invece di indignarsi o andare dall’arbitro piagnucolando, ha raccolto il frutto, l’ha sbucciato e se l’è mangiato, tirando il calcio d’angolo mentre ancora masticava. (Per la cronaca, e siccome le banane contengono potassio, il Barcellona che in quel momento era in svantaggio per 2-1 ha …

"L’elettore in apnea nell’Italia che s’informa di più", di Carlo Buttaroni

Negli ultimi anni, il tema della partecipazione politica è stato al centro di un ampio dibattito che, partendo dal progressivo calo della partecipazione elettorale registrato nelle ultime tornate elettorali, ha riguardato le diverse misure che possono essere adottate per incoraggiare i cittadini a prendere parte alla vita politica del Paese. All’interno di questo dibattito cosa s’intende per «partecipazione»? Possono essere considerati partecipativi soltanto alcuni comportamenti come l’esercizio del voto o la militanza in un partito (entrambi in costante diminuzione negli ultimi anni) oppure anche quanti «discutono» di argomenti politici o si impegnano in ambiti informa- li? Secondo quanto si allarga o si stringe il campo di osservazione i risultati cambiano profondamente. Se si analizza solo la partecipazione elettorale, il calo registrato negli ultimi anni è evidente e segnala un generale deterioramento del processo partecipativo. Ma se si osservano altri indicatori, come l’interesse a informarsi o a seguire i di- battiti politici, a discutere con amici e parenti o a intervenire sui social network, i risultati sembrano suggerire l’opposto, cioè una crescita della partecipazione. È evidente …

"La riforma taglia teatri", di Francesca De Sanctis

Certo, fa uno strano effetto leggere – scritte nero su bianco – formule algebriche, medie aritmetiche, frasi che parlano di insiemi e sotto-insiemi mentre si sta sfogliando il Decreto ministeriale intitolato «Nuovi criteri e modalità per l’erogazione, l’anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163». Parliamo della tanto atte- sa riforma sul teatro prevista dal Decreto Legge «Valore Cultura» che il ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini si accinge a varare. Il testo è stato inviato la scorsa settimana alla Conferenza Unificata (composta da Regione, Provincia e Comune) che dovrà dare il suo parere, necessario ma non vincolante, entro sessanta giorni. I numeri fanno una certa impressione, ma diventano drammatici dopo aver fatto due conti, quando cioè ci si accorge che resta fuori circa la metà delle compagnie e dei teatri finora finanziati. Alcuni elementi di novità ci sono e riguardano, per esempio, la nascita dei Teatri nazionali (ma quanti e quali …

"Riappropriamoci dei saperi", di Gabriele Pedullà

Se la crisi delle humanities è un prisma dalle molte facce, un ruolo speciale nel dibattito spetta naturalmente a chi nella scuola e nell’università insegna: se non altro perché il contatto costante con i ventenni assicura una qualche capacità di previsione sul mondo che verrà. Ma parlare da professore impone oggi soprattutto una doverosa autocritica. I nemici delle humanities vincono perché coloro che dovrebbero difenderle sembrano avere smarrito le proprie ragioni. E, invece di interrogarsi sul perché oggi esse rimangono così indispensabili (e spiegarlo agli altri), preferiscono profondersi in un elogio del tempo che fu o in una infruttuosa polemica contro il predominio delle scienze esatte. Appelli e gridi di dolore come quello lanciato da Alberto Asor Rosa, Roberto Esposito ed Ernesto Galli Della Loggia colpiscono il bersaglio sbagliato. È l’effetto di una ostilità all’educazione scientifica radicato nella tradizione italiana, da Croce e Gentile in giù. Ma il nemico mortale delle discipline umanistiche non sono la fisica o la matematica, e nemmeno la biologia o l’ingegneria, quanto gli pseudosaperi della “comunicazione”, che hanno progressivamente spostato …

«Pompei bene mondiale», di Luca Del Fra

Pompei: eppur si muove? Nominato soprintendente a gennaio, insediatosi solo a marzo a seguito di varie polemiche, Massimo Osanna non è un dirigente del Ministero per i beni e le attività culturali ma un professore associato di archeologia dell’Università della Basilicata. Alla sua competenza e alla sua energia è affidata la più rognosa grana della storia del patrimonio culturale, lo straordinario sito archeologico vesuviano, da anni al centro di un malefico intreccio: incuria, interessi economici più o meno trasparenti, incompetenze e ritardi della politica, lentezze burocratiche. Lanciato tre anni fa, il Grande progetto Pompei doveva affiancare la soprintendenza per utilizzare 105 milioni di euro di fondi europei, finora ha stentato a partire; nel frattempo gli interessi si sono fatti più aggressivi: anche a causa della crisi economica Pompei con i suoi finanziamenti fa gola. Perché sulle falde del Vesuvio si gioca una partita pesante, da cui dipende la credibilità del sistema pubblico della tutela. Professore Osanna, vi siete resi conto che siamo ai tempi supplementari? «Ne sento personalmente la responsabilità, Pompei è divenuta lo specchio …

Per l'insegnamento della lingua e della cultura italiana all'estero

Dopo aver appreso da fonte sindacale (si veda qui) dell’esito deludente dell’incontro tra MAE e OOSS (purtroppo il MIUR era assente) sulla situazione del personale scolastico all’estero, insieme alle colleghe Coscia e Garavini abbiamo presentato una interrogazione al Governo, che trovate in calce (ma potete leggerla anche cliccando qui). Continua il nostro impegno per l’insegnamento della lingua e della cultura italiana all’estero ****** Al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che: il 17 aprile 2014, il Ministro degli affari esteri ha convocato al tavolo le organizzazioni sindacali per affrontare diverse questioni concernenti la situazione del personale scolastico all’estero (restituzioni a domanda e per fine mandato; criteri per la definizione del contingente in relazione all’anno scolastico 2014/2015; aggiornamento sulle nomine ex legge n. 125 del 2013); il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca non era presente al tavolo; fonti sindacali riferiscono dell’esito dell’incontro in termini deludenti, poiché l’amministrazione si sarebbe limitata a fornire mere informazioni preventive, quali il numero previsto di rientri in Italia (61, di …