Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Il reato si applica già alle europee pene da 4 a 10 anni di carcere", di Liana Milella

Reato subito? Sì, questa è la notizia più importante. Il 416-ter, il voto di scambio tra politica e mafia, entrerà in vigore immediatamente. Manca solo la firma in calce del capo dello Stato e l’uscita nella Gazzetta ufficiale . Poi le polizie e i magistrati potranno monitorare la campagna elettorale per le europee. Certo, ormai manca poco più di un mese, magari gli accordi sporchi sono stati già fatti, politici e mafiosi si sono già messi d’accordo sfruttando le inspiegabili risse della politica. Ma il nuovo articolo del codice penale, checché ne dicano i suoi inspiegabili detrattori, consentirà incriminazioni fino a oggi letteralmente impossibili. È buono o è cattivo il 416-ter votato al Senato? Hanno ragione i grillini e i malpancisti del Pd, e magistrati come il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, oppure chi l’ha votato, l’Anm, il procuratore antimafia Roberti, il commissario anti-corruzione Cantone? «Leggiamo il nuovo articolo del codice penale, che si chiama “ter” perché segue il 416, l’associazione a delinquere semplice, e il 416-bis, quella di stampo mafioso. Un 416-ter …

"Franceschini dalla parte del cinema", di Gabriella Gallozzi

L’attenzione, anzi la volontà c’è. Quello che mancano sono le finanze. Con una spending review alle porte di circa due milioni di euro, quello «che farò sarà sicuramente evitare i tagli e trovare più risorse. Ce la metterò tutta, ma dentro questo quadro». È realista e concreto il ministro Franceschini che ieri ha partecipato alla presentazione annuale dei dati sul cinema italiano, messi a punto dal gruppo di analisi di Mibact e Anica. Una sorta di prevedibile cahiers de doléances che mette in luce come, nonostante i premi conquistati – Oscar compreso – il nostro cinema versi in gravissime acque con segni in negativo di fronte a quasi ogni voce, a cominciare dal 27% in meno degli investimenti nel settore. «In epoca di globalizzazione ogni economia nazionale deve individuare la propria vocazione e quella italiana è legata alla cultura e alla bellezza – aggiunge il ministro dei Beni culturali -. Credo molto in questa sfida ma so anche che non possiamo prescindere dalla crisi economica e dalla stagione di tagli che stiamo vivendo». Per questo, …

"L'ignoranza e lo sfregio", di Gad Lerner

Ma come sono noiosi questi ebrei. Pretendono di essere intoccabili? Non sanno stare al gioco? Perché sugli altri si può scherzare e su di loro invece no? Immagino che siano questi i pensieri che frullano per il capo di Beppe Grillo davanti alle reazioni indignate che ha suscitato il suo fotomontaggio sull’insegna del lager di Auschwitz e la sua parodia di Primo Levi tirato addosso agli avversari politici, paragonati ai nazisti. Eppure questa non è vicenda che riguardi solo la sensibilità ebraica di fronte alla memoria della Shoah. Bisognerebbe proprio che lo capisse, Beppe Grillo, glielo vorrei dire accoratamente: quello che lui vive come meritorio, trasgressivo assalto al conformismo dei codici del linguaggio politicamente corretto, è invece uno sfregio ai valori condivisi su cui si regge la nostra democrazia. Non è il potere, non è un regime, tanto meno è una lobby che si pretende intoccabile a imporre il divieto di paragoni storici grotteschi, l’abuso di metafore evocative di un male assoluto che tuttora ci risulta indecifrabile. No, ne sia o meno consapevole, ben altro …

"Biblioteche pubbliche nuove piazze del sapere", di Paolo Di Stefano

La cultura, la lettura hanno bisogno di silenzio. Come la scrittura. Anche per questo esistono le biblioteche. Non c’è luogo più raccolto e rassicurante. La velocità dei tablet non riuscirà, probabilmente, a intaccare questa esigenza umana di quiete e di concentrazione: anzi, può darsi che la accresca come forma di compensazione. Va detto però che le biblioteche pubbliche, da ambienti di studio e di lettura, si stanno trasformando in spazi socio-culturali. Non è un caso se un po’ ovunque si costruiscono nuove biblioteche: l’elenco sarebbe lungo, dalla Danimarca agli Stati Uniti, dall’Austria all’Inghilterra, dalla Francia a Taiwan, dalla Finlandia al Giappone. In Italia sono numerosi, in questi ultimi anni, i progetti di ristrutturazione, e non mancano i nuovi edifici, tra cui quelli di Melzo, Chivasso, Pisa. Negli ultimi due anni undici inaugurazioni, secondo quanto riferisce Antonella Agnoli nel recentissimo La biblioteca che vorrei (Editrice Bibliografica). La Agnoli è una delle più tenaci fautrici dell’istituzione bibliotecaria, collabora con architetti ed enti locali per progettare spazi e per formare il personale. Crede nella biblioteca pubblica come «piazza …

"Dalla parte del professor Lucignolo", di Elisabetta Rosaspina

Lucignolo ha fatto strada. Tanto per cominciare, si è trovato un buon avvocato: il Checco. Del quale scarseggia un’iconografia ufficiale, perché se n’è sempre restato nell’ombra, alle spalle della sua controfigura: un maturo, rispettabile professore, dal viso rotondo e cordiale, capace di scardinare in poche battute le difese del più ostico degli «adolescenti ingrati». Loro non amano i banchi di scuola? Sapessero quanto poco li ha amati lui! Loro fanno impazzire insegnanti e genitori? Bazzecole, in confronto alle imprese fanciullesche del Checco, che, per chiarire fin dal principio la sua opinione dell’autorità costituita, si presentò al mondo in posizione podalica. Sessantasette anni fa. E se non tutti i docenti osano ammettere la loro insofferenza dinnanzi alla tirannia dei programmi scolastici ministeriali, e alla relativa, inflessibile tabella di marcia, il Checco non si fa problemi: «Che palle, li odio!». A nove anni, in quarta elementare, forse non si sarebbe azzardato a esprimersi così direttamente, ma riuscì comunque a persuadere il maestro Giorgio a organizzargli addirittura «un piano personalizzato di lavoro», per consentirgli di sviluppare il suo …

"Il sangue e il cuore", di Adriano Sofri

Di colpo, affascinati, spaventati e ignoranti come siamo, i più, di bioingegneria, siamo costretti a chiederci con che sentimenti, con che orientamento morale e con che coraggio umano accoglieremmo la notizia che la nostra creatura, le nostre creature, non sono biologicamente nostre, bensì di nostri simili che hanno affrontato la nostra stessa trafila medica per il desiderio di diventare madri e padri. Le adozioni ci hanno preparati, ma fino a un certo punto PER un padre, l’orgoglio umanissimo e anche un po’ losco, di vedersi continuato nel proprio sangue, in qualcuno che gli somigli, e comunque di non esser padre per un equivoco terribile, sarebbe messo a dura prova. Ma un uomo non ardisce di figurarsi che cosa voglia dire averla dentro di sé, a diventare parte e prender possesso del proprio corpo, la nuova creatura figlia d’altri: le due nuove creature dell’avvenimento romano. Il film di Hirozaku Koreeda che ha commosso il pubblico, Father and Son, racconta soprattutto le due paternità diverse, il come si diventa padri. Come si diventi madri, non proviamo nemmeno …

"Il codice della mezza mafia", di Francesco Merlo

Il mezzo mafioso si sente un mafioso e mezzo, e dunque Dell’Utri è patacca pure nella fuga proprio perché è un uomo di mezza mafia, uno dei tanti rovinati dal film il Padrino dove il vecchio satrapo (Hyman Roth) se la gode in Florida e nella Cuba di Battista. Dell’Utri voleva godersela nella Beirut a 5 stelle, con carte di credito e telefonino, e non infilarsi nella botola dei mafiosi veri come il Malpassoto e Provenzano, e neppure in un’altra vita comeBuscetta e forse Matteo Messina Denaro. La mezza mafia, nel codice penale, si chiama concorso esterno. Prima che un reato è un’antropologia fatta di mafiosità (che è diversa dalla mafia) e di narcisismo. Dell’Utri è di quelli che si mettono in posa con i libri al posto delle pupe, e ora la sua fuga è sgangherata come i diari finti di Mussolini che storici autorevoli accreditarono mentre il mezzamafia li definiva «presunti veri» con il sigaro della sbruffoneria al posto della cicoria di Provenzano. E fu presunzione da mezza mafia ridurre il boss Mangano …