Tutti gli articoli relativi a: cultura

Ma possiamo chiamarlo ancora «Belpaese»?, di Vittorio Emiliani

Si parla tanto di ridurre l’avanzata combinata di asfalto+cemento, ma l’avanzata continua, disastrosamente. Il rimedio? Accusare di «ipertutela» le Soprintendenze e altri organismi che tentano di arginare, con scarsi mezzi e pochi tecnici, l’irruzione nel paesaggio italiano di nuove «villettopoli», «capannopoli», «fabbrico- poli», anche nelle zone vincolate, persino nell’alveo o nelle aree alluvionali di fiumi e torrenti. Gli ultimi dati forniti dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ri- cerca Ambientale (Ispra) sono a dir poco spaventosi. Già nel 2010 (lo mostra con drammatica evidenza la cartina a colori che pubblichiamo) il Belpaese appariva per buona parte – specie nelle aree metropolitane – impermeabilizzato: rispetto al 1956, nonostante l’aumento di popolazione non sia stato altissimo, l’occupazione di suoli per lo più agricoli è invece passata, in media, dal 2,8 al 7 % circa del suolo nazionale, con alcune regioni galoppanti oltre il 9 e percentuali disastrose nelle aree metropolitane. Per ogni italiano c’erano già, nel 2010, ben 343 metri quadrati di suolo sepolto sotto la coltre di asfalto+cemento. Tutto ciò mentre la Germania aveva adottato …

"Troppe domande d’asilo", di Francesco Grignetti

Il ministero dell’Interno annaspa sotto l’urto di tanti, troppi stranieri che accorrono in Italia a chiedere asilo politico. L’anno scorso sono stati quasi 43 mila; nei primi tre mesi dell’anno ne sono arrivati 10.724. Solo ieri le nostre navi militari ne hanno raccolti in mare altri 128. Ma notizie di intelligence parlano di 90 mila profughi siriani già arrivati in Libia, avanguardia di 900 mila in movimento verso l’Europa. E il nostro sistema di accoglienza è prossimo al tilt. «Quest’anno ci aspettiamo un numero di sbarchi uguale o anche superiore a quello dell’anno scorso», dice il sottosegretario Domenico Manzione, che segue la questione dei rifugiati al ministero dell’Interno. Il punto è che accogliere cinquantamila nuovi profughi non è uno scherzo. Ci sono a disposizione circa 20 mila posti, che nel 2014 saliranno a 30 mila. Ma sono pieni. La settimana scorsa, dovendo piazzare 5000 persone sbarcate in pochi giorni, il ministero ha fatto ricorso alle prefetture chiedendo di assorbire 40/50 profughi ciascuna. «Non potevamo certo lasciarli sul molo di Augusta», spiega Manzione. Eppure c’è chi …

Quel messaggio ai violenti: da oggi nessuno può sperare nell’impunità", di Michela Marzano

«La sentenza è giusta. Anche se nulla potrà ripagarmi». È con queste parole che Lucia Annibali ha commentato la sentenza di condanna del suo ex fidanzato, che aveva pagato due sicari per aggredirla con l’acido. Vent’anni di reclusione per stalking e tentato omicidio, come era stato richiesto dal pubblico ministero. Per punire in modo esemplare un crimine esemplare. E mostrare così, speriamo una volta per tutte, che la violenza contro le donne non può restare impunita, che gli uomini violenti non possono più farla franca, che la giustizia, anche in Italia, può fare il proprio lavoro. Certo, nulla potrà mai ripagare Lucia per la sofferenza e l’umiliazione subite. Nulla potrà mai ridarle quello che ha perso per sempre. Nulla potrà cancellare quei mesi di lotte per non lasciarsi travolgere dal dolore ed andare avanti. Ma, adesso, Lucia non sarà più solo un simbolo delle violenze contro donne. Sarà anche il simbolo di una giustizia che, senza cadere nella trappola della vendetta, riconosce alle vittime della brutalità maschile il diritto di essere prese sul serio. Certo, …

«Antieuropeismo, collante di nuovi fascismi», di Rachele Gonnelli

Una marea nera che si espande, si ramifica, si struttura in collegamenti e derivazioni. Per il professor Carlo Smura- glia, presidente nazionale dell’Anpi, partigiano, giuslavorista, il diffondersi di movimenti di estrema destra in Euro- pa deve far innalzare il livello di allerta, culturale e istituzionale, anche in Italia. «Vediamo processi di possibile saldatura tra formazioni di derivazione dichiaratamente neonazista, neofascista e al- tre forze e movimenti con connotazioni più o meno razziste e xenofobe, basate sull’odio del diverso. Questa possibile saldatura attraverso un collante potenzialmente unificante che è l’antieuropeismo può essere detonante e deve imporre una risposta articolata, anche di tipo normativo», denuncia citando lo storico francese Pierre Milza secondo il quale la storia anche se non si ripete uguale a sé stessa è bene ricordarne le varianti precedenti, per evitare esiti similmente disastrosi, come la fine della Repubblica di Weimar e la resistibile ascesa di fascismo e nazismo. Professore, però le bande di Pravyi Sektor a Kiev non sono certo uguali ai sostenitori del Front National in Francia. E il successo referendario anti-immigrati in …

"Il Pil della poesia ecco perché i versi valgono un tesoro", di Irene Maria Scalise

Italiani popolo di poeti, soprattutto se poesia fa rima con l’anglofono “brand”. Il segreto è tutto lì: abbinare quella parolina inglese, traducibile con qualcosa a cavallo tra marchio e riconoscibilità, a piccoli paesi e autori celeberrimi. L’equazione matematica trasforma borghi, altrimenti ignoti, in luoghi di grande bellezza. I Colli dell’ Infinitofanno triplicare la riconoscibilità di Recanati e La montagna incantataquella di Tenno. Aci-Trezza risplende con I Malavoglia. Bolgheri furoreggia per I Cipressi. Sirmione rivive le vacanze di Catullo e Longone quelle di Gadda. E così, l’italica prospettiva di sconfiggere la crisi, per una volta è slegata da pizza e mandolini. Centri minori, grazie ai letterati che in quei siti sono nati, hanno soggiornato o sono andati in vacanza, diventano famosi in tutto il mondo. Mentre infuria la polemica sulla profana ipotesi, assai malvista dal ministro Franceschini, di far sorgere una “country house” sui luoghi dell’infinito di Leopardi, l’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza fornisce una mappatura del business della poesia. «Il marchio va oltre l’indotto», spiega Renato Mattioni, segretario generale della Camera di …

"La bellezza matematica nascosta nel mondo", di Piergiorgio Odifreddi

L’artista, il musicista e il poeta percepiscono le meraviglie del mondo attorno a sé, raffigurandole e trasfigurandole nelle loro opere. Osservano i variopinti colori dei fiori nei prati, riproducendoli in tele realiste o impressioniste. Ascoltano i gorgheggianti canti degli uccelli, riverberandoli in composizioni pastorali. Guardano oltre una siepe, fingendosi sovrumani silenzi e profondissima quiete. Osservano la danza della graziosa e silenziosa Luna, domandandosi che ci fa in cielo. Ma rispetto all’artista, al musicista o al poeta, il matematico va oltre, e non al-trove. E la sua visione del mondo non sottrae bellezza alla descrizione dell’umanista, ma gliene aggiunge. Perché la bellezza c’è a tutti i livelli della Natura, dal microcosmo al macrocosmo: non solo al livello antropico, al quale siamo tutti abituati e allertati, ma che rimane marginale e secondario rispetto al tutto. Ad esempio, quando il matematico osserva un fiore, dietro al numero dei suoi petali nota la successione di Fibonacci e la proporzione aurea alla quale essa tende. Dietro ai suoi colori, riconosce le lunghezze e le frequenze di velocissime onde luminose. Dietro …

"Le tribù dei separatisti", di Francesco Merlo

A chi le Tremiti? Se le contendono la Moldaunia libera, il Salento indipendente e persino la Repubblica del Sannio. Non c’è insomma solo il Veneto, con i suoi referendum, e non sono solo folclore i diecimila internauti che vorrebbero vendere la Sardegna alla Svizzera. Al prezzo di 90 miliardi di euro il primo cantone marittimo, il ventisettesimo della Confederazione. C’è anche lo straziante problema: a chi le Tremiti? Forse alla Moldaunia dell’ingegnere Gennaro Amodeo a cui il Tar ha negato il referendum e che ora, arrabbiato come un dhauno, cioè un ‘lupo’, mi dice: «Lo hanno permesso in Veneto, a Piacenza, nelle Marche…,tranne qui a Foggia dove sono succubi della politica barese e della massoneria». La Moldaunia verrebbe fuori dall’unione del Molise più la Daunia, che è quel pezzo di Puglia foggiana che va da Cerignola sino alla porzione irpina di Benevento. Alle Tremiti aspirano anche i romantici indipendentisti di quel ‘Salentu lentu lentu’ — Lecce Taranto e Brindisi — «che il traditore leccese Aldo Moro svendette a Togliatti» dice l’editore di Telerama Paolo Pagliaro. …