Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Giro del voto in tre proposte", di Stefano Ceccanti

Sulla riforma elettorale, dal punto di vista del metodo, Matteo Renzi ha iniziato in modo non solo efficace ma anche corretto: offrendo alle forze di maggioranza e a quelle dell’opposizione disposte ad assumersi le proprie responsabilità (ammesso che poi esistano davvero) non una proposta secca da prendere o lasciare, ma un ventaglio di soluzioni tra cui scegliere. Proposte diverse ma tutte ispirate alla medesima logica di una democrazia governante che affida all’elettore il ruolo di arbitro del sistema. Prima di esaminare le tre proposte di Renzi bisogna però segnalare i vincoli politici e costituzionali in cui ci troviamo ad operare e che si intrecciano tra loro. Quelli politici sono dati soprattutto dall’esistenza di tre schieramenti maggiori quasi equivalenti, un dato che per le elezioni che si svolgono sul piano nazionale (le politiche, le europee) potrebbe non essere transeunte almeno quanto sembra esserlo invece sul piano amministrativo, dove invece sono più solidi il centrosinistra e il centrodestra. Per avere dal voto un risultato chiaro alla sera delle elezioni, l’obiettivo fondamentale giustamente perseguito da Renzi, avremmo pertanto …

"Immigrazione. Dalle tragedie alla speranza", di Luigi Manconi e Valentina Brinis

E’ successo il 21 dicembre. Le bocche cucite dei profughi trattenuti nel centro di identificazione e di espulsione di Ponte Galeria, sdraiati su sottili materassini di gomma, coperti dai sacchi neri della spazzatura, sono forse l’immagine simbolica più significativa della questione-immigrazione nel corso dell’anno 2013: rappresentazione crudele di come, nel nostro disgraziato Paese, l’accoglienza possa slittare rapidamente verso la privazione della libertà e trovare nell’autolesionismo la sola forma, esasperata e disperata, per comunicare la sofferenza. Un’altra immagine è quella del ministro italiano nato in Africa, Cécile Kyenge (28 aprile) che, prima ancora delle gigantesche difficoltà del suo ruolo, ha dovuto affrontare l’ostilità e talvolta il disprezzo degli avversari. Ma un’altra foto ancora da ricordare è quella del deputato democratico Khalid Chaouki, italiano nato in Marocco, che tra- scorre tre giorni (22-24 dicembre) nel centro di accoglienza di Lampedusa per denunciarne il degrado e perché sia garantito a chi chiede asilo di ricevere asilo e assistenza e protezione. Chiaroscuri, dove prevalgono largamente le ombre e i toni tetri, ma dove pure qualche esilissima prospettiva meno cupa …

"Il confine fra legami e libertà", di Mariella Gramaglia

Non paia un partito preso ingeneroso verso il governo. È solo semplice e cruda realtà. Il decreto legge presentato in Parlamento in agosto e convertito in legge il 15 ottobre 2013 non ha, per ora, sortito l’effetto di ridurre, o quanto meno di contenere, il femminicidio. Le fonti su cui si basa La Stampa ci dicono che siamo passati da 93 femminicidi nel 2012 a 103 nel 2013. La casa delle donne di Bologna, che usa lo stesso metodo di ricerca, basato sulle notizie di giornale e sui lanci di agenzia, dichiara invece 130 casi nel 2013. La differenza è dovuta alla definizione: «per femminicidio si intende un assassinio – precisa la Crusca – in cui l’uccisore è un uomo e il motivo per cui la donna è uccisa nasce dal fatto di essere donna». Così alcuni calcolano come «borderline» i casi legati a rapine o a follia dei figli, altri no. Il dibattito, non essendoci fonti pubbliche attendibili come nel caso dell’interruzione di gravidanza, è completamente aperto. In teoria, dall’anno prossimo tutto cambia: stando …

"Femminismo 4.0", di Elena Stancanelli

Inclusivo, cioè aperto anche agli uomini, e collaborativo. Sono queste le due novità del femminismo di ultima generazione, scrive Kira Cochrane sul quotidiano britannico Guardian. Che si interroga sulla sessualizzazione dei messaggi mediatici, la pornografia estetica, l’incremento della violenza sulla donne. La cosiddetta “cultura dello stupro”, spiegata con precisione in un bel saggio uscito un paio di anni fa, Bambole viventi, di Natasha Walter. Questo femminismo, che la scrittrice chiama di quarta generazione (scrive wave, ondata, riprendendo una definizione di Rebecca Walker e Maggie Humm), sceglie quindi di abbandonare il principio del separatismo, teorizzato intorno agli anni Ottanta come pratica necessaria alla riflessione libera delle donne. Le nuove battaglie si combattono da entrambi i lati, con l’appoggio ideologico e tattico degli uomini. Così come il fronte dei diritti, spiega Cochrane in un istant book intitolato All the rebel women, deve essere allargato fino a comprendere qualsiasi minoranza intersecabile con il femminile e in attesa di vedersi riconosciuta: lesbiche, transessuali, nere. Un esempio di questa tendenza è il movimento One billion rising, promosso da Eve Ensler …

"Ancora scarsa legalità e rischi di demagogia Ma il Paese può risalire se crederà nello Stato Italia", di Christoppher Duggan

Guardando l’Italia dall’estero in veste di storico, resto sempre colpito da un curioso senso di déjà vu. Sotto il profilo sociale ed economico, nessun altro Paese europeo ha conosciuto altrettante e radicali trasformazioni nel corso degli ultimi 150 anni, eppure in politica si avverte una straordinaria continuità. Il divario scavato tra la gente e le istituzioni, la svogliata collaborazione tra i partiti politici, la scarsa considerazione di cui gode la legalità, il problema dell’evasione fiscale, la mancanza di confini chiari tra interessi pubblici e privati, la spaccatura nord-sud, i pericoli del populismo e l’urgenza di una riforma elettorale per rafforzare l’autorità dello Stato, sono tutti argomenti ricorrenti nel discorso politico italiano dai tempi dell’unificazione. Prendiamo, ad esempio, un decennio qualunque del passato, quello del 1880. La credibilità del Parlamento era costantemente erosa dal trasformismo, da coalizioni instabili e da scandali per corruzione. Si discuteva incessantemente di quale sistema elettorale e leadership politica avrebbero potuto assicurare forza e credibilità alle istituzioni. Le precarie condizioni delle finanze pubbliche rendevano necessarie misure fiscali sempre più disperate. In gran …

"2014, i cinesi asfaltano il Cervino e Grillo ai copechi fa l’inchino", di Michele Serra

Da gennaio, con il povero che twitta in coda alla Caritas, fino a dicembre, con la ripresa industriale, ma quella della produzione di corde per suicidi. Tra cinesi che comprano il Cervino e manager con agende vuote come le aziende che hanno svuotato, ecco la satira in versi per raccontare l’anno che verrà. I mendicanti vendono rose rosse. Frettolosi viandanti li schivano. Se fosse una scena già scritta sarebbe Brecht, Testori. C’è un senso di sconfitta negli uomini e nei fiori. Non so come si annoveri (forse tra i nuovi poveri?) quello che twitta ‘Ciao, sono in coda alla Caritas’. Nella stagione arida (come spiega la Fao) quando gira la ruota rischi la pancia vuota. Fuori nevica. Sciatori di Pechino salgono in teleferica sul dorso del Cervino. Dicendo cin ciun cen acquistano in contanti tutti e quattro i versanti. Non sono molto zen. Guardano indecifrabili quel diedro bellissimo ma raggiungibilissimo da strade carrozzabili. Tutto sarà asfaltato. Cominciano domani. Nemmeno i valdostani ci avevano pensato. La crisi offende anche i ceti protetti. Manager con le agende …

“Una donna sola al potere non fa primavera”, di Sara Ventroni

Quando una donna fa politica, cambia la donna. Quando tante donne fanno politica, cambia la politica». Così parlò Michelle Bachelet, molto prima della sua rielezione a presidente del Cile. Ecco, l’almanacco di quest’anno è stretto tra la morte di Margaret Thatcher, l’autarchica Lady di ferro, e il successo – anche se nella voragine dell’astensionismo – di una donna tra le donne. In questo spazio bianco cadono le contraddizioni del presente, le sfide del domani e tutti i luoghi comuni, compresa l’idea che un incarico di responsabilità affidato a una donna sia il vessillo sotto il quale le altre ascendono di diritto. In quanto donne. Se ancora nel terzo millennio un donna in posizione apicale è intesa come una metafora salvifica di genere, possiamo stare certi che la salute di tutte le altre non è per niente buona. Christine Lagarde è al Fondo Monetario Internazionale. Janet Yellen è la prima donna alla guida della Federal Reserve. Angela Merkel stravince in Germania e resta la Signora dell’Europa. E allora? Al netto di un giudizio sul loro operato, …