“La versione nera della politica”, di Luca Landò
Fine degli ecuivoci. Con il blog di ieri contro Maria Novella Oppo, Beppe Grillo ha rivelato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che dietro le urla, gli insulti, le iperboli e i paradossi delle sue sceneggiate, non c’è un comico in cerca dell’applauso ma uno squadrista in cerca di consensi. Chi ancora nutriva speranze sulle magnifiche sorti progressive dell’ambigua democrazia di un movimento coinvolto nella Rete ma guidato da un leader assoluto, dovrà a questo punto rassegnarsi. La politica di Beppe Grillo usa le forme, i modi e i contenuti che questo Paese ha conosciuto nel ventennio più buio, che non è quello di Berlusconi come ci siamo abituati a ripetere con colpevole leggerezza, ma quello di Mussolini e delle camicie nere, delle squadracce coi manganelli e l’olio di ricino. In questa visione nera della vita e della politica, non ci sono solo i picchiatori, gli uomini forti dal pugno facile: ci sono anche i suggeritori, le spie, i delatori, quelli che il 16 ottobre del ’43 indi- cavano ai nazisti chi erano e …
