Tutti gli articoli relativi a: cultura

“La versione nera della politica”, di Luca Landò

Fine degli ecuivoci. Con il blog di ieri contro Maria Novella Oppo, Beppe Grillo ha rivelato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che dietro le urla, gli insulti, le iperboli e i paradossi delle sue sceneggiate, non c’è un comico in cerca dell’applauso ma uno squadrista in cerca di consensi. Chi ancora nutriva speranze sulle magnifiche sorti progressive dell’ambigua democrazia di un movimento coinvolto nella Rete ma guidato da un leader assoluto, dovrà a questo punto rassegnarsi. La politica di Beppe Grillo usa le forme, i modi e i contenuti che questo Paese ha conosciuto nel ventennio più buio, che non è quello di Berlusconi come ci siamo abituati a ripetere con colpevole leggerezza, ma quello di Mussolini e delle camicie nere, delle squadracce coi manganelli e l’olio di ricino. In questa visione nera della vita e della politica, non ci sono solo i picchiatori, gli uomini forti dal pugno facile: ci sono anche i suggeritori, le spie, i delatori, quelli che il 16 ottobre del ’43 indi- cavano ai nazisti chi erano e …

“I Bronzi tornano a casa ma la nuova battaglia è sulla trasferta per l’Expo”, di Maria Novella De Luca

Blindati e scortati, protetti e nascosti, da ieri notte gli eroi sono tornati a casa. Ancora distesi, convalescenti speciali, i Bronzi di Riace, forse dei, forse guerrieri, sicuramente di una bellezza sovrumana, dopo il restauro e l’esilio sono riapprodati al museo archeologico di Reggio Calabria, in una grande sala che guarda il mare dello stretto di Messina. Tra pochi giorni le due enigmatiche statue, ritrovate nel 1972 davanti alle coste joniche da un sub dilettante, saranno finalmente rimesse in piedi e appoggiate su due speciali pedane antisismiche che le proteggeranno da ogni urto e da ogni vibrazione. Ma soprattutto saranno esposte (finalmente) in un museo restaurato e non più fatiscente, in una sala climatizzata e depurata, perché l’impatto con il «mondo» non alteri il loro delicatissimo equilibrio. E nel giro di due settimane i due Bronzi, statue di epoca greca, intorno al V a. C, e intorno alla cui identità continua il dibattito in tutto il mondo, saranno di nuovo esposti al pubblico. Ma per adesso i guerrieri di Riace, uno più vecchio, uno più …

“L’albero della libertà”, di Walter Veltroni

Ora che Nelson Mandela se n’è andato, dopo una lunga travagliata agonia, sembra quasi impossibile che non ci sia più. In Sud Africa lo chiamavano «padre». A me ha sempre fatto venire in mente un albero, uno di quei grandi alberi africani enormi, solidi pieni di radici e di rami. A quell’albero un popolo intero si è aggrappato. A quell’albero il mondo intero ha guardato con ammirazione. Non è stato sempre così, ci sono stati decenni in cui l’apartheid regnava incontrastato, in cui Nelson era «soltanto» il detenuto numero 46664. Chiuso dentro una cella di pochi metri quadrati, sottoposto ad un controllo feroce, a terribili pressioni e violenze ha saputo cambiare le cose. Mandela è davvero un simbolo. La storia ha voluto che la sua liberazione abbia seguito di poco la caduta del muro di Berlino: un secolo che ave- va conosciuto due guerre mondiali, l’orrore dei campi di sterminio si concludeva con due eventi simbolici di riconquista della libertà. L’INCONTRO Ho conosciuto e incontrato Mandela diverse volte, occasioni ufficiali che hanno ben presto lasciato …

“Il mondo: grazie Madiba”, di Pietro Veronese

I leader del Mondo rendono omaggio alla figura di Nelson Mandela. Funerali il 15 dicembre nel villaggio natale di Qunu. l mondo intero lo ha saputo nel giro di minuti, la notizia è corsa ai quattro angoli del globo in pochi attimi e adesso le note che furono un inno religioso e poi la colonna sonora del rinato orgoglio sudafricano sono diventate un canto funebre. Nelson Mandela è morto e nelle chiese, nelle piazze, nelle scuole di ogni ordine e grado e sui luoghi di lavoro, ovunque attraverso il Paese la gente si riunisce e intona Nkosi Sikelel’iAfrika, lo struggente inno nazionale “Dio benedica l’Africa”, con un tempo rallentato, come si addice al lutto. Era un giorno lungamente atteso, poteva succedere in qualunque momento dall’8 di giugno, quando in piena notte l’anziano Madiba era stato trasportato d’urgenza in ospedale. Le sue condizioni erano state definite «gravi» e poi, settimane dopo, «critiche ». Ma adesso che è accaduto lo sgomento non è per questo minore. Da Johannesburg a Pretoria, le persone si fermano per strada, si …

“Latte lituano e pomodori cinesi. La babele del Made in Italy”, di Giuseppe Sarcina

Una fetta di prosciutto, una mozzarella, una goccia di olio nascondono formidabili scontri di interesse tra lobby o governi. Regolamenti comunitari e leggi nazionali. Richiami al tricolore, strategie di marketing, politiche di prezzo. Etichette mute o scritte in ostrogoto. In mezzo a tutto questo i consumatori, con sempre meno soldi in tasca e, proprio per questo, sempre più strattonati. Che lingua parla il prosciutto? Mercoledì 4 dicembre gli attivisti della Coldiretti hanno sospeso per qualche ora la libera circolazione delle merci, uno dei principi fondanti dell’Unione europea. Dalle celle frigorifere dei camion hanno scaricato e poi issato come trofei cosce di maiale apparentemente insignificanti. Se non fosse per il timbro stampigliato sulla cotenna: Belgio, Francia, Olanda, Germania. Ecco il teorema dell’organizzazione degli agricoltori: l’industria di trasformazione importa materia prima per confezionare prodotti che poi spaccia come «made in Italy» ingannando il consumatore e bruciando posti di lavoro nei campi e negli allevamenti nazionali. Nel 2012, secondo i calcoli di Coldiretti, sono state importate 57 milioni di cosce di suino, a fronte di una produzione nazionale …

“I cinesi e gli italiani fianco a fianco nel corteo”, di Adriano Sofri

Ci sono due modi di raccontare la manifestazione indetta dai sindacati ieri a Prato con un corteo concluso al monumento ai Caduti sul Lavoro. Ecco, rapidamente, il primo: un corteo-fiaccolata di un migliaio di persone, alcune delle quali cinesi (oppure: un corteo-fiaccolata di un migliaio di persone, alcune delle quali italiane) si è svolto a Prato, per commemorare la morte di sette operai cinesi, e ricordare che lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è un’infamia, dovunque avvenga, da parte di chiunque e contro chiunque. Ecco il secondo: un corteo-fiaccolata di un migliaio di persone eccetera, concludendosi con la lettura dei nomi di tutti i morti sul lavoro di quest’anno in Italia, e fra loro dei sette operai cinesi morti nel rogo di domenica mattina. Alcune centinaia di partecipanti erano cinesi, giovani tutti, donne e uomini e anche bambini. Non era mai successo a Prato che membri della comunità cinese prendessero parte a una manifestazione indetta da italiani, e tanto meno dalle organizzazioni sindacali. Amministratori della città e responsabili delle sue associazioni hanno definito la manifestazione, che dall’esterno …

“Aborto, indietro tutta Troppi obiettori, «194» inapplicata”, di Roberto Rossi

Racconta Andrea Cataldi: «Era martedì e io ero a letto con una tonsillite. In soggiorno mia moglie, alla diciottesima settimana di gravidanza cerca di tenere a bada il nostro primogenito Daniele non le concede tregua (…) Nella frenesia si fa largo il trillo di un telefono che non avremmo voluto sentire». Simona alza una cornetta «che non avrebbe dovuto alzare». Dall’altro capo l’ospedale di Ascoli Piceno, la città dove vivono, con i risultati dell’amniocentesi: «Dovremmo parlare con voi». E arriva «il buio, all’improvviso». In pochi minuti raggiungono la struttura. La tonsillite di Andrea è una «questione già vecchia». «Trisomia 13, sindrome di Patau» c’è scritto nella cartella. Un caso rarissimo, uno su diecimila. Chi ne è affetto nasce deforme e non vive più di tre mesi. «Incompatibile con la vita» dicono all’ospedale, «incompatibile con la vita» pensano i genitori sconvolti. «Piano piano, quasi bisbigliando, ci viene illustrato l’unico scenario plausibile, proprio quello più impensato, proprio quello che mai avremmo preso in considerazione»: l’aborto. «Quella parola si fa fatica a pronunciarla, persino il personale medico accenna, …