Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Morire davanti al ministero per una malattia dimenticata”, di Adriano Sofri

Proviamo a fare a meno della retorica, e a dire la verità. Per esempio, che le persone che non sono malate, o non gravemente, pensano che i malati di malattie gravi e progressive siano un po’ meno vivi. Più vicini a morire, dunque sempre meno vivi e poi quasi morti… La morte di Raffaele Pennacchio costringe a ripensarci. O piuttosto la vita. La forza può consumarsi, le abilità venir meno, ma la soglia fra la vita e la morte resta netta, e prima che sia varcata la vita è intera, anche in una carrozzella e col respiratore. Il dottor Pennacchio è morto come si muore dalla parte giusta in una guerra giusta, in un’epoca in cui guerre giuste non ce ne sono più. È morto battendosi, con il coraggio e la tenacia che vengono dalla buona ragione. La sua vita di ieri non era dunque minore, anzi specialmente preziosa ed efficace. La grandissima maggioranza degli italiani avrà saputo solo così che tra i malati di Sla, che sono migliaia, molti si battono da anni facendo …

“Il femminicidio non è solo un fenomeno da punire”, di Emma Fattorini

Tante le polemiche che hanno accompagnato il decreto governativo sulla violenza alle donne. Molte giuste, molte ingenerose. Quella più ripetuta è di essere stato affastellato insieme ad altri provvedimenti del tutto difformi. Ciò ha ferito tante donne e le tante legislatrici che si sono impegnate anima e corpo affinché la discussione sulla Convenzione di Istanbul avesse nelle commissioni e in aula un livello culturale, morale e politico, molto alto. Che non credo sia andato perso. Un lavoro che non si è tradotto pienamente nel decreto che però contiene cose buone nel metodo e nel merito: la rapidità e l’efficacia, la non verbosità massimalista, la genericità dei buoni sentimenti sempre corretti e benaltristi. Sì perchè tutte noi sappiamo che i problemi sono ben altri, che gli stereotipi, che la cultura e via elencando, ma intanto con questo decreto le donne portano a casa un pacchetto concreto: le corsie preferenziali nei processi, le modalità protette da garantire ai minori, la possibilità di rintracciare le entrate e le uscite dello stalker dal carcere, il permesso di soggiorno alle …

“I pesci piccoli. In cella per reati minori e carcerazione preventiva”, di Salvatore Maria Righi

Nei numeri c’è tutto: tre su quattro, tra i 64.758 che sono in gabbia, sono pesci davvero molto piccoli. O addirittura pesciolini finiti non si sa come nella rete, come i minorenni clandestini rinchiusi nel carcere di Catania per istigazione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. «Il vero problema è chi sia giusto incarcercare, cioè chi debba stare dentro e quale modello vuole darsi questo Paese» sintetizza Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, un osservatorio da cui il pianeta carceri si vede piuttosto bene, in ogni sua piega e fino all’ultima pietra. Un mondo a volte infernale, raramente normale, per la gran parte il disastroso campo di battaglia lasciato a valle dagli effetti della Bossi-Fini e della Fini-Giovanardi, le due leggi che hanno avuto il potere di riempire le celle senza abbassare di una virgola rispettivamente il problema dell’immigrazione e quello della droga. Pesci piccolissimi sono ad esempio i piccoli consumatori e spacciatori che gravitano intorno alla cocaina e agli altri stupefacenti che hanno preso piede negli ultimi anni. Secondo gli ultimi dati in possesso di Antigone, il …

Carlo Ginzburg: “perchè è un errore punire i negazionisti”, di Simonetta Fiori

«Quello contro il negazionismo è un disegno di legge inaccettabile. Reputo grave il modo dilettantesco con cui la classe politica l’ha riproposto, senza tenere conto delle serie obiezioni mosse in passato su questo tema». Carlo Ginzburg è lo storico italiano più conosciuto all’estero. Figlio di due ebrei illustri, Leone e Natalia, ha intercettato nelle sue vaste ricerche il tema del complotto e della persecuzione. «È una materia scottante e molto dolorosa. Ma proprio per questo non ho paura dell’aggettivo “freddo”: è mancata un’analisi distaccata, fredda, razionale su un provvedimento che rischia di produrre effetti gravi». La nuova legge è ora affiorata in Parlamento in coincidenza di due fatti incrociati: la morte dell’aguzzino Priebke, seguita dalla vicenda tempestosa della sua sepoltura, e il settantesimo anniversario della razzia del Ghetto, con gli oltre mille ebrei condotti a morire. «Sì, questo duplice contesto ha creato una forte emozione pubblica. Ma le emozioni non sono mai consigliere di buone leggi. E allora la prima operazione che dobbiamo fare è recidere il legame tra questo nuovo disegno di legge e …

“La storia di Lea che sfidò le ‘ndrine”, di Silvana Mazzocchi

Picchiata, torturata e uccisa. Punita per aver osato trasgredire e ribellarsi ai vetusti codici delle ‘ndrine. Il suo corpo venne bruciato e le sue ossa frantumate in migliaia di frammenti. È Lea Garofalo, la testimone di giustizia per la cui morte la sentenza d’appello ha confermato nell’agosto scorso quattro ergastoli e distribuito una rosa di pene minori. I funerali con i suoi resti, ritrovati soltanto tre anni dopo grazie alle dichiarazioni un pentito, complice del suo ex compagno e degli altri suoi aguzzini, sono stati celebrati a Milano lo scorso 19 ottobre. E lo stesso giorno la storia di questa donna coraggiosa che osò sfidare omertà e sottomissione e quella di sua figlia Denise, divenuta la principale accusatrice di suo padre, è arrivato in libreria con La scelta di Lea, la ribellione di una donna alla ‘ndrangheta (Melampo) firmato da Marika Demaria, la cronista che, per Narcomafie, il giornale dell’Associazione fondata da Don Luigi Ciotti, ha seguito con precisione e passione i processi di primo e secondo grado per l’omicidio della giovane donna. Un simbolo …

“I bambini invisibili. Sono i piccoli migranti con le loro tragedie”, di Manuela Trinci

“Non andiamo con la stessa barca perchè spesso le barche affondano, e uno di noi deve sopravvivere per raccontare dell’altro, per raccontare di noi”. Questo aveva detto ad Alì il suo compagno di avventura al momento della partenza per Lampedusa. Da questa frase, oggi più che mai drammaticamente vera, addirittura in attesa come siamo di un «cimitero per i migranti», Giancarlo Rigon e Giovanni Mengoli hanno voluto scrivere un saggio di straordinaria limpidezza narrativa che nulla concede al vuoto sensazionalismo della contemporaneità, focalizzando piuttosto l’attenzione su alcune «vite» di ragazzini, cittadini stranieri, che si trovano nel nostro paese privi di assistenza e rappresentanza da parte di genitori o di altri adulti legalmente responsabili per loro. «Minori stranieri non accompagnati» si definiscono e in Italia, nel 2012, ne sono stati segnalati 7.575 dei quali molti sono poi spariti, vittime di quella «invisibilità» che li caratterizza sino dal loro arrivo. Così, con semplicit-à e immediatezza, nel libro Cercare un futuro lontano da casa. Storie di minori stranieri non accompagnati (pp. 120, euro 10, Edb) si raccontano le …

“Tra le tende di Porta Pia”, di Rachele Gonnelli

Restano le tende ma non la tensione. Gli organizzatori del corteo di Roma «ad alto rischio» sono soddisfatti: «Non era accettabile che qualche ragazzo rovinasse un lavoro di mesi». Monti in tv: «Manifestazione forte ma composta. Vogliono un futuro e hanno ragione». Il giorno dopo la «Sollevazione generale» sono tutti effettivamente «sollevati», tanto tra le tende dell’acampada di Porta Pia quanto al Viminale. Niente di grave è successo, la manifestazione è stata grande ed è rimasta nell’alveo della contestazione lecita, i pochi che volevano andare oltre petardi e fumogeni sono stati respinti dal servizio d’ordine che cordonava gli spezzoni e la testa del corteo, mentre le forze di polizia hanno avuto un comportamento ineccepibile, con cariche solo di alleggerimento. Lo riconosce il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ringrazia non solo i 4mila agenti schierati ma anche e «di cuore» quella «parte larghissima dei partecipanti che si sono mostrati pacifici e anzi sono andati contro coloro i quali volevano andare contro le leggi». Per Alfano dunque «è andata molto meglio di quanto tante Cassandre sperassero». Poco …