Tutti gli articoli relativi a: cultura

“La fedeltà alla legge”, di Nadia Urbinati

Indipendentemente dagli esiti del sommovimento interno al Pdl, è certo che il Paese sta subendo (non da oggi) le conseguenze della crisi della democrazia dei partiti e della rappresentanza. Paga il prezzo di una democrazia deformata. Le comunità politiche come le persone hanno una figura che le rende identificabili. Tra i tratti distintivi della democrazia costituzionale ci sono elezioni regolari, separazione dei poteri, diritti civili fondamentali e, non ultimo, l’autonomia dei rappresentanti tanto da chi li elegge quanto da chi li mette in lista. La rappresentanza senza mandato imperativo è una componente essenziale dell’immagine della democrazia perché da essa dipende l’autonomia decisionale del Parlamento e, per diretta derivazione, la libertà politica dei cittadini. Alterare lo statuto della rappresentanza equivale a sfigurare la democrazia, a deformarla. Nel corso di questi anni la democrazia italiana ha subito deformazioni evidenti rispetto al profilo originale definito dalla Costituzione. Tra queste, vi sono i tentativi ripetuti e a volte riusciti di assoggettare i rappresentanti alla volontà di qualcuno. Qui sta il segno macroscopico della crisi dei partiti politici i quali, …

“Educazione sentimentale a scuola? E cioè”, di Mila Spicola

Molti di noi hanno letto sui giornali in merito a diverse iniziative autonome sull’educazione sentimentale a scuola. Tra gli emendamenti al Decreto contro il Femminicidio, inoltre, ce n’è uno che riguarda proprio la proposta di inserimento dell’ “educazione sentimentale” a scuola come insegnamento autonomo. Iniziative apprezzabili nelle intenzioni ma da valutare con estrema cautela. Da quando i sentimenti possono essere oggetto d’insegnamento curriculare? Aderisco alla lettera inviata da Graziella Priulla, docente di questioni di genere, presso l’Università di Catania richiamando riflessioni e attenzione su un tema così delicato. Che vuol dire “educazione sentimentale”? Chi la insegna? In base a quale formazione professionale, seguendo che curriculo scolastico, quale metodo, quali contenuti? Con che criteri? Di tipo disciplinare, pedagogico, didattico, psicopedagogico,..? Negli altri paesi, riguardo l’educazione di genere, come è più corretto individuarla e definirla, non “educazione sentimentale” bensì di genere, le politiche scolastiche distinguono correttamente vari ambiti e azioni: quello dell’educazione sessuale, condotta da personale medico-sanitario, l’educazione di genere, che ha un contenuto metodologico-scientifico-culturale condotta da insegnanti disciplinari, cioè con un programma definito ministerialmente in un …

“Io e i miei figli, in fuga dalla fame su quel barcone abbiamo visto l’inferno” , di Francesco Viviano

Continua a pregare a ringraziare Dio di avercela fatta, di non essere annegata sul litorale di Scicli come è accaduto a 13 suoi connazionali. Adesso che l’incubo è finito Fatima Mahemed, eritrea, 32 anni, passeggia nel centro di accoglienza di Pozzallo. E sembra una chioccia perché in braccio tiene il figlio più piccolo mentre gli altri tre (tra i 4 e i sette anni), le girano intorno come pulcini. Pulcini che Fatima temeva potessero morire affogati quando la barca si è arenata su una secca ed è successo il finimondo con gli scafisti (5 siriani e 2 egiziani arrestati ieri) che picchiavano tutti, spingendoli in mare per alleggerire l’imbarcazione e tornare indietro, in Libia, da dove erano partiti. Fatima vorrebbe dimenticare quello che ha vissuto negli ultimi anni e nelle ultime ore, ma non riesce a togliersi dalla mente quei momenti drammatici, i 13 uomini morti affogati, i feriti (due dei quali ora versano in condizioni disperate, mentre 5 ricoverati sono fuggiti e tra i dispersi 22 sono stati rintracciati nelle campagne e condotti al …

“La regia delle ‘ndrine sui flussi dei clandestini”, di Roberto Galullo

In barca a vela, peschereccio o carretta dei mari, in appena 18 giorni – dal 29 luglio al 15 agosto – sulle coste calabresi sono approdati 410 migranti. Un ritmo vertiginoso – 22 clandestini al giorno – che questa estate non si è fermato neppure lungo le coste siciliane o pugliesi. Soltanto negli ultimi cinque giorni, forse gli ultimi utili prima che il mare diventi impossibile da solcare, in Calabria e Sicilia sono sbarcate almeno 600 persone. Ieri una nuova tragedia: 13 immigrati morti annegati sulla spiaggia di Sampieri a Scicli (Ragusa) durante lo sbarco. Stavano cercando di raggiungere a nuoto la riva, dopo essere stati costretti, a furia di bastonate, a lanciarsi in acqua da un barcone che si era arenato. Il naufragio è avvenuto nella stessa zona dove il 18 novembre 2005 morirono altri 25 migranti nel corso di un altro, tragico sbarco. Tour della disperazione e della speranza (per chi cerca scampo fuori da nazioni massacrate da guerre e fame) ma purtroppo, al tempo stesso, in Calabria, “carichi” umani di braccia e …

“La militanza non esiste più ora l’impegno è occasionale”, di Paolo Rigi

Le iniziative culturali, del «loisir» e sportive sono gli ambiti cui più volentieri partecipano gli italiani. Tuttavia non disdegnano di impegnarsi anche nelle problematiche relative al territorio in cui vivono, piuttosto che nel volontariato sociale. Meno frequentate, invece, le attività legate alla politica, alla protesta o ai temi della Pace. Prendono parte maggiormente a queste attività, in generale, la componente maschile, i più giovani (fino a 34 anni) e i più adulti (oltre 55 anni), chi risiede nel Nord Est, chi fa un lavoro in proprio, i pensionati e gli studenti. Soprattutto, il nucleo dei cosiddetti «militanti» che si dedica esclusivamente alle attività di un’associazione è una quota marginale (0,8%), mentre numericamente più consistenti sono coloro che partecipano non in modo esclusivo (interessati: 21,6%) o solo saltuariamente (occasionali: 68,5%). È questa la mappa sull’impegno sociale e il profilo di chi partecipa alle loro attività, secondo la ricerca Community Media Research – Questlab per La Stampa. La graduatoria Un primo aspetto d’interesse proviene dagli ambiti tematici della partecipazione. Le manifestazioni culturali (59,3%) assieme a quelle dello …

Femminicidi, Istat: “Smettiamola di contare solo le donne uccise”, intervista a Linda Laura Sabbadini

“I femminicidi sono in aumento”. “No, sono stabili”. “In Italia si ammazzano meno donne rispetto al resto d’Europa”. “È invece una escalation impressionante”. È infinito il battibecco sui numeri delle donne uccise nelle relazioni sentimentali, dibattito consumato sciorinando le cifre fornite ora dal Viminale, ora dalla lunga lista compilata annualmente dalla Casa internazionale delle Donne di Bologna. Per alcuni osservatori non esiste alcuna emergenza, anzi, è “propaganda”. Eppure è possibile porre un punto fermo sulla questione: “Smettiamola di contare soltanto le donne uccise perché è un esercizio limitante”, esorta Linda Laura Sabbadini, direttrice del dipartimento per le statistiche sociali e ambientali dell’Istat e membro della commissione ONU che ha definito le linee guida a livello mondiale delle indagini statistiche sulla violenza contro le donne. Nel 2006 curò la prima vera ricerca sulla violenza contro le donne in Italia, mostrando una realtà sommersa e feroce: dieci milioni di italiane confessavano di avere subito violenza fisica, sessuale o psicologica nella stragrande maggioranza dei casi per mano degli uomini di famiglia. Per Sabbadini non serve finire ammazzate per …

“Le lacrime di Napolitano”, di Umberto Rosso

«QUANTO più tu abbia la ventura di inoltrarti, in età avanzata, nel tuo percorso di vita, tanto più avverti il vuoto di quelle che sono state presenze assai care, venute meno via via nel corso degli anni…». La frase però si ferma in gola, un groppo di commozione fin quasi alle lacrime, che un bicchiere d’acqua non basta a mandar giù. L’aula magna della Bocconi, sorpresa e disorientata da quel capo dello Stato umano troppo umano, sopraffatto dai sentimenti, poi capisce e lo aiuta e conforta con l’applauso più forte. Una, due, tre volte. Un applauso e un bicchiere d’acqua. Giorgio Napolitano, il presidente che a qualcuno è sempre sembrato un presidente freddo, l’uomo della razionalità assoluta e del controllo “comunista” sulle emozioni, tutto “politica” e poco “personale”, si è emozionato davvero tanto nel ricordo di Luigi Spaventa. Ma negli ultimi tempi, in molte occasioni, il presidente della Repubblica non ha nascosto i suoi momenti di commozione. Soprattutto quando ha parlato dell’Italia e all’Italia che soffre e che non ce la fa. Quando si è …