Obama accusa la Ue "La crisi è colpa sua", di Federico Rampini
La grande fuga dall´euro è cominciata davvero. Non più solo risparmiatori greci e spagnoli che ritirano piccoli depositi dalle loro banche; non più solo capitali speculativi con le loro scommesse ribassiste. Stavolta si muovono le multinazionali dell´industria, della grande distribuzione, del turismo e dei servizi. Il deflusso dettato dalla paura coinvolge l´economia reale, non soltanto gli hedge fund e le banche di Wall Street. L´allarme sale di un livello, contagia multinazionali americane ma anche europee: tutte a preparare “piani A, B e C”, scenari-catastrofe, misure preventive per limitare i danni mettendo i capitali al sicuro. Nel giorno in cui torna a crescere la disoccupazione americana, mettendo in serie difficoltà Barack Obama, nessuno è più al riparo dal disastro dell´eurozona. Commentando la frenataccia dell´occupazione Usa, Obama punta un dito accusatore: «La causa sono i problemi dell´Europa». Si confermano anche i rallentamenti di Cina e India, provocati in buona dalla stessa causa: la caduta delle esportazioni verso l´Unione europea. É il Wall Street Journal a rivelare i grossi nomi dell´industria che stanno “tirando i remi in barca”, …
