Tutti gli articoli relativi a: economia

La confraternita dei "qualcosisti" di Alberto Statera

La scapigliatura di Luca Montezemolo, il leggiadro ondivagare senza una rotta di Emma Marcegaglia, attratta a fasi alterne dalle menzognere sirene berlusconiane, e ieri ancora l´ennesimo stanco rito d´insediamento “qualcosista” del nuovo presidente della Confindustria Giorgio Squinzi. Il quale promette che, dopo una battaglia epica con il suo avversario Alberto Bombassei, egli è animato soltanto dalla “missione”, parafrasando, forse senza avvedersene, i vecchi leader democristiani che si appellavano allo “spirito di servizio”. E negando l´assioma di Gianni Agnelli, secondo il quale in quella poltrona si alternano ormai soltanto “professionisti confindustriali”. Non bastano le vaghe evocazioni schumpeteriane del neo eletto bulgaro («il cambiamento per noi imprenditori è un modo di essere») a dare nerbo a una cerimonia già vista un´infinità di volte, che quasi sempre, come ha notato non uno qualunque ma Giorgio Fossa, uno degli ex presidenti, si trasforma in «un oceano di chiacchiere generiche». «Così come è questa Confindustria non serve proprio a nulla», ci soffia all´orecchio uno degli imprenditori che siede sbadigliante nelle prime file e paga un bel pacco di contributi associativi: …

"Sulla nave di Leonardo", di Tito Boeri

La cena di ieri sera dei capi di governo dell´area euro avrebbe dovuto svolgersi su uno dei traghetti di Leonardo. Sfruttano ingegnosamente la corrente per trasportare persone e cose da una parte all´altra di un fiume. Ci si imbarca allegramente, in comitiva. Ma una volta in mezzo al guado, ci si accorge che non si può stare fermi in attesa magari di un raggio di sole, né si può tornare indietro. L´unica opzione possibile è passare all´altra riva, con una velocità commisurata alla forza della corrente. Poi, solo a quel punto, se proprio lo si desidera, si potrà tornare indietro. L´unico modo per evitare una nuova pesante recessione a livello mondiale e di scongiurare il collasso dell´Unione monetaria europea, e forse della stessa Unione europea, è rafforzare la politica monetaria comune e garantire insieme, a livello europeo, la stabilità del sistema bancario. Superata la crisi, si potrà ridurre l´integrazione politica ed economica su altri fronti. Perché le istituzioni europee devono gestire le risorse comuni, a partire dalla moneta unica, e delegare ai singoli paesi le …

"Italia più povera. Salari fermi risparmi in calo", di Roberto Giovannini

Un baratro tra Nord e Sud, tra classi sociali, tra chi ha un posto fisso e chi è precario, tra uomini e donne, tra chi studia e chi a malapena riesce a completare la scuola dell’obbligo. La fotografia che l’Istat scatta dell’Italia nel suo rapporto 2012 è quella di un paese spaccato da tante disuguaglianze. Diseguaglianze differenti, che percorrono trasversalmente il paese, aprendo la strada a scenari davvero preoccupanti. Nel corso dell’ultimo anno, spiega il presidente dell’Istituto di Statistica Enrico Giovannini, l’Italia ha scoperto di essere «più vulnerabile di quanto pensava». Una presa di coscienza che è servita a «mettere mano» su «numerose questioni irrisolte», ma comunque anche il 2012 è destinato ad essere «ricordato come un anno molto difficile». Un anno in cui in pratica l’Italia ha finito di «mangiarsi» l’intero dividendo dell’euro, pure conquistato con tanti sacrifici. Un tratto unificante del Paese, se vogliamo, è quello del ritorno evidente della separatezza tra le classi sociali. Tra i trentenni, solo il 20,3% dei figli degli operai è riuscito ad arrivare all’università, contro il 61,9% …

"Addio Parmigiano altro tesoro distrutto", di Carlo Petrini

Il dato “grosso” è che almeno 300 mila forme di Parmigiano Reggiano sono “a terra”: circa il 10% del totale. Anche il Grana Padano è stato colpito duramente, ma non si sa ancora dire con precisione quanto. Immaginate cosa vuol dire per i produttori vedere il frutto di alcuni anni di lavoro crollare giù da quei grandi ripiani, ammassarsi sul pavimento, e dover benedire almeno il fatto che la terra abbia tremato di notte, che quindi non c´era nessuno al lavoro. Ora non si sa ancora quante di quelle forme dovranno essere buttate, se potranno essere grattugiate per salvare il salvabile o, si spera, messe ugualmente in commercio senza rimetterci troppo: è comunque presto per fare un bilancio di quanto il terremoto abbia distrutto del sistema agricolo emiliano. Bisogna ancora andare nelle campagne, soprattutto nelle fattorie più isolate, e far la triste conta. Ci vorrà del tempo. Quel che è certo è che la ferita c´è e fa male, e di tempo ce n´è poco. La produzione infatti deve andare avanti, perché non si possono …

"Accordo sui debiti dello Stato. Alle imprese 30 miliardi", di Francesco Semprini

Il dado è tratto. L’accordo fra imprese, banche e governo sui debiti pregressi della pubblica amministrazione è sostanzialmente chiuso. Lo confermava ieri sera Corrado Passera al termine dell’ultimo tavolo di confronto: il vertice è andato «bene». A meno di colpi di scena, oggi il governo illustrerà l’intesa raggiunta tra governo, Abi, Confindustria, Rete Imprese Italia e Alleanza cooperative: vale trenta miliardi di euro dei circa 70 di debiti complessivamente stimati. Ieri la quadratura del cerchio è arrivata grazie al superamento dell’ultimo scoglio, ovvero la richiesta di introdurre la compensazione da parte delle aziende di dimensioni più piccole per incassare i crediti. Ipotesi su cui il governo si era dimostrato poco incline, e che senza la quale le rappresentanze di categoria, come quella degli artigiani, non avrebbero apposto la propria sigla. Poi il cambio di rotta dell’esecutivo che ha deciso di concedere la possibilità di compensare i crediti non prescritti con le somme iscritte a ruolo: multe, pagamenti passati in giudicato, ma anche debiti tributari e quelli previdenziali contratti con l’Inps sempre iscritti a ruolo. «Un …

"Quella ferita nella terra dei distretti", di Raffaella Cascioli

Hanno inseguito la crescita. Trasformandosi, mettendosi in gioco, rischiando in proprio, mantenendo alto il nome e la qualità del made in Italy nel mondo. Ora rischiano di essere fermate non dal terremoto finanziario che ha messo in ginocchio l’economia mondiale, ma dal terremoto naturale, da un sisma che ha tolto la terra da sotto i piedi e fatto crollare chiese, edifici storici, capannoni industriali e fattorie. A due giorni dal sisma le piccole e medie imprese, il motore produttivo dell’Emilia Romagna, iniziano a quantificare i danni. Nella regione per eccellenza dei distretti, là dove le piccole e medie imprese, ossatura del sistema produttivo italiano, rappresentano il cuore pulsante dell’Italia che produce, il sisma di due giorni fa si aggiunge ad una crisi che ha già provato questo territorio. Oggi il consiglio dei ministri formalizzerà lo stato di emergenza e ieri il sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà ha assicurato che il governo non abbandonerà le zone colpite dal terremoto e che ci sarà «una copertura finanziaria per il soccorso e l’assistenza a persone e …

"Disoccupati, deficit, recessione tutti i frutti amari dell´austerità", di Maurizio Ricci

Nel nostro Paese il debito pubblico continuerà a salire fino al 123,5 per cento del Pil nel 2012. In Portogallo e Irlanda economia in ginocchio. In Spagna record dei senza-lavoro: quest´anno a quota 24%. Funziona? I numeri, per ora, dicono di no. Il gelo dell´austerità, calato sull´Europa, ha avuto l´effetto previsto dai manuali d´università: i tagli alla spesa pubblica e i rincari delle tasse hanno prosciugato la domanda, rallentando o paralizzando l´economia e il risultato è che i bilanci pubblici, anziché migliorare, sono, in generale, peggiorati. In realtà, dicono i sostenitori del rigore, è troppo presto per tirare conclusioni. In Italia e in Spagna, ad esempio, le manovre all´insegna dell´austerità sono partite solo l´estate scorsa: non c´è stato ancora tempo per rianimare la fiducia dei mercati. A due anni dal suo lancio in Grecia, tuttavia, all´austerità si può fare, almeno, un tagliando, verificando quattro parametri (prodotto interno lordo, disoccupazione, debito e disavanzo in rapporto al Pil), sulla base dei dati della Commissione europea. Quasi mai si è registrato un miglioramento. Nei casi più positivi la …