Tutti gli articoli relativi a: economia

"La recessione, i tagli e la lezione di Keynes", di Paul Krugman

“Il momento giusto per l´austerità al Tesoro è l´espansione, non la recessione”: così dichiarò nel 1937 John Maynard Keynes, proprio quando da lì a poco Franklin Delano Roosevelt avrebbe dimostrato la correttezza di questo suo dogma cercando di rimettere in sesto il budget troppo presto e spingendo in una profonda recessione l´economia che fino a quel momento si stava riprendendo con continuità. Tagliare la spesa pubblica in un´economia depressa deprime ancor più l´economia. Per l´austerità si dovrebbe attendere che sia già ben in corso una forte ripresa. Purtroppo, alla fine del 2010 e all´inizio del 2011, le autorità e i politici di buona parte del mondo occidentale hanno creduto di sapere il fatto loro, di doversi concentrare sui deficit e non sull´occupazione, quantunque le loro economie avessero a stento iniziato a riprendersi dalla depressione che aveva fatto seguito alla crisi finanziaria. E seguendo questo principio anti-keynesiano ancora una volta hanno dimostrato che Keynes aveva ragione. Dichiarando confermato il dogma economico keynesiano, vado naturalmente contro l´opinione dei più. A Washington, in particolare, il fallimento del pacchetto …

"Come si può crescere davvero", di Tito Boeri

Nella sua lunga conferenza stampa di fine anno, Mario Monti ha più volte ribadito che non può esserci risanamento senza crescita. Le cifre gli danno ragione: ogni punto in meno di crescita comporta circa mezzo punto di pil di deficit in più, sette miliardi e mezzo aggiuntivi da reperire se si vuole rispettare l´obiettivo del bilancio in pareggio. Ed è vero anche il contrario: la riduzione dell´incertezza sul futuro dell´economia italiana stimolerebbe la crescita dando un grande impulso agli investimenti. Proprio per questo non ha senso alcuno parlare di una fase due nell´azione di governo. Le misure per lo sviluppo, che vengono ora annunciate per metà gennaio, avrebbero dovuto essere varate contestualmente alla manovra per venire approvate prima di Natale. Era quanto previsto, tra l´altro, dagli impegni sottoscritti dal nostro paese in sede europea. A questo punto non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Non c´è fase due anche perché continuiamo ad essere in piena emergenza e dobbiamo dare forti segnali ai mercati prima delle aste di febbraio. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un forte calo …

"Il destino dato in appalto", di Irene Tinagli

Non c’è giorno in cui non siamo bombardati da qualche dato negativo su consumi, produzione, povertà ed occupazione. È l’immagine, si dice, di un Paese che si impoverisce sotto la scure della crisi e di manovre recessive. In questo scenario è difficile spiegare il dato del 2011 sulla raccolta del settore dei giochi (gratta e vinci, lotterie, lotto, slot machine, scommesse sportive e così via) appena reso noto: 76,5 miliardi di euro. Un aumento rispetto al 2010 di 15 miliardi di euro, ovvero il 24,3% in più. Questo significa che nell’anno della crisi più nera, della disoccupazione giovanile al 30%, dello spread alle stelle e dei tagli indiscriminati, gli italiani hanno speso in giochi e scommesse oltre 1200 euro non a famiglia, ma a testa – includendo nel calcolo persino i neonati! Con un aumento di spesa di circa 250 euro a persona rispetto all’anno precedente. Un dato veramente sorprendente. Che l’industria del gioco e delle scommesse sia relativamente più resistente alle crisi rispetto ad altri settori è cosa nota. Così com’è noto che la …

"Contratto unico sì, licenziamenti facili no", di Luciano Gallino

Nella discussione sullo stato del mercato del lavoro circolano da anni varie proposte di un contratto unico a tempo indeterminato per le nuove assunzioni di lavoratori alle dipendenze. Proverò a spiegare perché l´idea di un contratto unico, presa a sé, è una buona idea. Che però diventa pessima quando la proposta sia corredata da dispositivi i quali, in sintesi, rendono più facili i licenziamenti. La discussione tra le parti sociali e il governo potrebbe fare qualche passo avanti se si riuscisse a concentrare l´attenzione sul meglio delle proposte in parola, lasciando da parte il peggio. 1. In Italia il problema dell´occupazione è ormai drammatico. Si riassume in due cifre: 3,5 milioni di disoccupati, e 2,5 milioni di precari con contratti di breve durata dal rinnovo incerto, mal pagati anche perché di rado lavorano per dodici mesi filati, privi di effettive tutele sindacali, e un futuro previdenziale da fame. Inoltre stanno invecchiando: il 60 per cento supera i trent´anni e oltre il 20 ha passato i quaranta (dati Ires-Cgil). Sebbene siano due facce dello stesso problema …

"Euro anno 10 un´epoca vissuta pericolosamente", di Maurizio Ricci

Un pessimo compleanno, di quelli in cui la salute del festeggiato appare sempre più precaria, i medici non sembrano all´altezza. Francamente, non se l´aspettava nessuno: perché nonostante i dubbi iniziali, i primi dieci anni dell´euro, entrato nelle nostre tasche il 1 gennaio 2002, sono stati un lungo successo. Almeno per otto anni, la moneta unica ha assicurato all´Europa stabilità e una generale prosperità. All´inizio, ci si chiedeva se avrebbe retto la parità con il dollaro: si è dimostrato più forte della valuta americana, stabilizzandosi su un cambio di 1,30-1,40. Quando, dopo il 2008, le cose si sono messe al brutto, è parso l´ombrello con cui ripararsi dalle intemperie della crisi mondiale: figurarsi dove saremmo, ci si diceva mentre esplodeva il dramma greco, senza l´euro. Solo negli ultimi mesi ci si è accorti che all´ombrello mancavano dei pezzi e che il manico era fin troppo fragile. Agli italiani, le nuove banconote erano state presentate come una sorta di passaporto da cittadini europei, moderni e maturi. E lo sono state, a cominciare dalla vita quotidiana. Lo testimonia …

"Se l'Europa non cambia", di Silvano Andriani

Pare sia stata Christine Lagarde, da ministro dell’Economia, a inventare l’espressione «contrazione espansiva» che significa che, se si seguono politiche di contrazione dei deficit pubblici con governi credibili, i privati aumentano investimenti e consumi e la crescita riparte. Ma la realtà si è premurata di smentire la teoria. Infatti da che questa politica si è affermata, un anno e mezzo fa, sono cambiati nell’area euro cinque governi, in Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia e Italia, tutti ora sostenuti da larghissime maggioranze, due addirittura composti da tecnici, ma le cose in Europa vanno sempre peggio. È la dimostrazione del fatto che «contrazione espansiva» è una contraddizione in termini non solo sul piano lessicale, ma anche nella concreta realtà. E ora è la stessa Lagarde, diventata nel frattempo capo del Fondo monetario internazionale, ad avvertirci che il mondo corre il rischio di una «crisi stile anni ‘30» e che l’Europa sarebbe l’epicentro di tale crisi. Stiamo parlando non più di una recessione, ma di una «grande depressione» e per fronteggiare tale situazione l’unica decisione concreta presa dal recente …

"Si riparte con il piano per la crescita", di Raffaella Cascioli

La crisi colpisce duramente i consumi: di fronte alla recessione il governo prova ad accelerare sulle liberalizzazioni e le riforme Quello che è appena trascorso è stato il peggior Natale degli ultimi dieci anni, quanto a crollo dei consumi. E il futuro è tutt’altro che roseo, visto che sono in molti a scommettere che i prossimi saldi saranno un flop. E così, se prima delle festività natalizie il premier ha incassato il via libera a una manovra che consentirà all’Italia di affrontare la crisi a testa alta, tra santo Stefano e san Silvestro il governo è chiamato agli straordinari per la messa a punto di un piano per la crescita che consenta di ridare ossigeno a un’economia strangolata dalla recessione. Per oggi il premier Monti ha già in programma un giro d’incontri in vista del consiglio dei ministri di domani, quando i Prof si riuniranno per la messa a punto di proposte per la crescita a cominciare da un provvedimento sulle liberalizzazioni e sulla sburocratizzazione. A fronte dei sacrifici richiesti per l’immediato, Monti & Co. …