Tutti gli articoli relativi a: economia

"2011-2008, errori in fotocopia" di Alberto Bisin

Cosa sta succedendo all’economia mondiale? Gli spread sui debiti sovrani, Paesi che rischiano di fallire, Borse che crollano… Naturalmente è difficilissimo a dirsi. Per questo è il momento di fare un passo indietro e cercare di capire. In particolare, ci sono notevolissime similarità tra la crisi finanziaria che oggi attanaglia l’Europa e quello che è successo nel 2008 nei mercati finanziari Usa. C’è quindi molto da imparare dai comportamenti e dagli errori del Tesoro e della Fed Usa dal 2008 a oggi. Ma è importante imparare la lezione giusta. Non sono convinto, purtroppo, che questo stia succedendo. Mi pare anzi che le autorità europee stiano ripetendo molti degli errori compiuti Oltreoceano. Entrambe le crisi finanziarie, quella americana del 2008 e quella europea di oggi, sono il risultato di una enorme accumulazione di debito, o della facile elargizione di credito, che è l’altra faccia della stessa medaglia. Nel primo caso il credito è stato incanalato verso il mercato immobiliare, alimentando una grossa bolla finanziaria. Nel secondo caso, invece, il credito ha alimentato il debito sovrano di …

Berlusconi da meno tasse per tutti a più tasse per tutti

Misiani: “La pressione reale al 44,8% vola ai massimi storici mentre il governo con la nota di aggiornamento del DEF cerca di nascondere il fatto che dal 2012 si supererà ogni record di sempre”. Dieci anni fa Berlusconi prometteva “meno tasse per tutti”: il totale fallimento del governo PDL – Lega. “La pressione fiscale vola ai massimi storici mentre il governo con la nota di aggiornamento del DEF cerca di nascondere il fatto che dal 2012 si supererà ogni record di sempre. Con un sotterfugio un po’ goffo il governo ha infatti scorporato dal calcolo della pressione fiscale il taglio delle agevolazioni fiscali – 4 miliardi nel 2012, 16 nel 2013 e 20 nel 2014 – che altro non è che un ulteriore carico tributario sui cittadini e le imprese. L’effetto di questo tentativo di maquillage è che la nota di aggiornamento quantifica la pressione fiscale in rapporto al PIL al 43,8% nel 2012, 43,9% nel 2013 e 43,7% nel 2014, mentre i numeri reali – compreso il taglio delle agevolazioni fiscali – sono ben …

"Famiglie, lavoro e imprese pagano gli errori del governo", di Laura Matteucci

Già ad agosto saliti i tassi di interesse sui mutui. Imprese e famiglie alle prese con l’aumento dell’aliquota Iva al 21%. Timori per l’occupazione, mentre 4 milioni e 300mila lavoratori attendonoil rinnovo del contratto. Riparte la corsa dei tassi di interesse, sostenuta dalla crisi del debito. Si intreccia con la ripresa dell’inflazione, e con l’impatto dell’incremento dell’Iva dal 20 al 21%: solo il caro-gasolio costerà a fine anno al settore dell’autotrasporto 1,5 miliardi in più, calcola la Cgia di Mestre. Prezzi in aumento, ma consumi in calo: meno 0,3%-0,5%, secondo Confcommercio. Con un tonfo che riguarda persino computer e telefonia mobile. E alla fine, il gettito previsto dal governo di 4,2 miliardi dal 2012 «sarà inferiore», aprendo lo spazio a nuove operazioni di recupero denaro. L’Iva è già salita con effetto immediato in buona parte dei negozi per quasi tutti i generi di consumo, viceversa qualcosa come 4 milioni e 300mila occupati ancora attendono il rinnovo del contratto con conseguente, pur limitato aumento in busta paga. La benzina vola, i pacchetti di sigarette sono lievitati …

"Tremonti non rischia: nel nuovo decreto solo riforme a costo zero", di Alessandro Barbera

Nulla su pensioni e liberalizzazioni. «Mancano le condizioni politiche». Poco o niente sulle privatizzazioni. «Argomento da approfondire con calma». Un altro decreto ci sarà, ma conterrà solo misure «a costo zero»: nuove norme per lo snellimento burocratico, la possibilità di emettere obbligazioni per chi finanzia le grandi opere, forse una mini Tremonti-ter per le infrastrutture, risorse alla banda larga dall`asta delle frequenze. Ieri mattina al ministero dell`Economia c`erano Abi, Confindustria e Rete Italia, l`associazione che raccoglie le piccole imprese. Dall`altra parte del tavolo quattro ministri: Giulio Tremonti, Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli e Altero Matteoli. Dopo quattro ore di discussione, la sintesi di una fonte presente all`incontro non è rassicurante: “Un incontro deludente”. Il governo non sa che fare e aspetta gli eventi”, ovvero il voto di domani sul caso Milanese e le sue eventuali ricadute politiche. I fatti raccontano una verità solo in parte diversa. II ministro dell`Economia sciorina le ragioni per le quali, spiega, è inutile prendere nuove misure «sotto la pressione dei mercati». A meno che non si tratti di «riforme strutturali» lontane …

«Riforme subito o Governo a casa», di Nicoletta Picchio

Lo dice prima di lei l’economista Jacques Attali: «Questa settimana è cruciale per la credibilità dell’Italia. Il governo deve annunciare le riforme entro una settimana», anche perché «se non si arriverà ad un salvataggio della Gracia, subito dopo l’Italia è a rischio». La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, condivide e rilancia: «O il Governo vara riforme serie nell’immediato, domani o nei prossimi giorni, oppure deve andare a casa. Non ho paura a dirlo, è evidente che è così». Per poi precisare: «Siamo una democrazia parlamentare, è il Parlamento che deve decidere, non sta a Confindustria. Ma serve il coraggio di riforme impopolari, il paese rischia tantissimo. Continueremo ad essere una voce forte, senza paura di essere criticata». Se ne parlerà nel direttivo e nella giunta di oggi e domani: «Decideremo cosa fare». E intanto continua il pressing: «Ripetiamo da settimane che il tempo è scaduto e che la situazione è inaccettabile, anche perché l’Italia è un paese serio, ha grandi potenzialità, siamo il secondo esportatore d’Europa e il secondo paese manifatturiero». La Marcegaglia, Attali e …

"La linea di affondamento", di Massimo Giannini

Il verdetto di un´agenzia di rating non vale come un voto di sfiducia del Parlamento. Dunque non sarebbe giusto se il downgrading di un debito sovrano fosse di per sé sufficiente a far cadere un governo. Ma la «retrocessione» decretata da Standard & Poor´s nei confronti del nostro Paese non si presta ad equivoci. La bocciatura inflitta dei «signori del rating» certifica quanto purtroppo è già noto, e quanto le cancellerie, le istituzioni europee e i mercati finanziari decretano ormai quasi ogni giorno. L´Italia di non ha più un governo nel pieno delle sue funzioni. La sua maggioranza politica è fragile, le sue manovre economiche insufficienti. E tutto questo pesa in modo determinante sul futuro della nazione, che difficilmente potrà risanare i conti pubblici e far ripartire la crescita economica. È accaduto quello che si temeva da giorni. L´unica differenza è il nome dell´agenzia. Tutti aspettavano la batosta di Moody´s. E invece è arrivata quella di S&P, che ha giocato d´anticipo. La sostanza non cambia. Il caso Italia è ormai esploso, ed è deflagrato anche …

Governo sfiduciato. S&P declassa l'Italia

Il rating del debito pubblico passa da A+ ad A. Berlusconi incolpa i media (!) ma per S&P il governo italiano non è pronto ad affrontare questioni chiave per la crescita economica. Fassina: “Oltre al danno la beffa: dopo aver approvato una scia di manovre pesantissime ed inique, i conti non tornano perché l’economia va in recessione”. Questo governo è arrivato al capolinea e la sua credibilità per i mercati internazionali è definitivamente finita. Questa è la sintesi del declassamento del rating sul debito italiano realizzato dall’agenzia Standard and Poor’s che ha ha abbassato il Belpaese da A+ ad A. Ma i guai non sembra finiti in quanto dato l’outlook negativo per l’Italia in futuro potranno esserci ulteriori tagli e declassamenti. In un comunicato S&P spiega come la prospettiva di crescita italiana è indebolita e che “probabilmente limiterà l’efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia. La fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare la capacità dell’esecutivo di rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno …