Tutti gli articoli relativi a: economia

"Il prezzo alto della decadenza", di Isabella Bufacchi

Il declassamento inferto da Standard & Poor’s sul rating italiano, abbassato a sorpresa di un gradino ieri notte dalla “A+” alla “A” con prospettive rimaste negative, avrà ripercussioni gravi per il rischio-Italia. Innanzitutto per le motivazioni alla base di questa retrocessione, che esprime un giudizio severissimo sul degrado e sul declino della vita politica ed economica del paese, i due cardini che dovrebbero sorreggere l’affidabilità creditizia sovrana, la capacità di uno Stato di ripagare i propri debiti. E che in Italia sono venuti a mancare. S&P’s ha declassato la Republic of Italy perché la crescita, già fiacca, si è indebolita ulteriormente e le prospettive della ripresa economica sono peggiorate anche a causa di un governo incapace di governare e di una classe politica incapace di rispondere alle sfide della globalizzazione. L’incertezza dello scenario politico è alla base di questo declassamento, perchè spetta al Governo e al Parlamento iniettare nel sistema non tanto spesa pubblica ma fiducia nel futuro per far ripartire l’economia. Per far questo servono riforme strutturali che le agenzie di rating invocano, invano, …

"Iva, la tassa sui poveri: a loro costa il 60% in più che ai contribuenti ricchi", di Luisa Grion

Peserà soprattutto sui redditi bassi, su chi – lo voglia o no – impegna buona parte delle sue entrate in consumi. E l´aumento sarà minimo solo all´apparenza, perché se è vero che l´aliquota sale di un punto solo, è altrettanto fuori dubbio che quel balzo rischia di mettere in moto il volano dell´inflazione, di provocare un ulteriore aumento di prezzi senza creare, d´altro canto, alcun intralcio agli evasori. La scelta del governo di contrastare il debito pubblico alzando l´Iva dal 20 al 21 per cento non è una scelta equa. Lo dimostra uno studio di Corrado Pollastri, ricercatore del Cer (Centro Europa Ricerche), che mette a confronto i redditi delle famiglie e i maggiori esborsi legati all´imposta. Di per sé l´Iva è regressiva: incide maggiormente sulle famiglie povere, su quei soggetti che consumano del tutto o in gran parte le risorse per acquistare beni e servizi. E anche se a versarla sono le imprese, il costo finale viene scaricato in gran parte sul consumatore finale. Considerando tutti i beni e tutte e tre le aliquote …

"La crisi e le democrazie", di Jean-Paul Fitoussi

In questo momento, viviamo una lenta regressione della democrazia nei Paesi ricchi e particolarmente in Europa. Per il momento niente di essenziale è ancora in gioco perché le libertà individuali sono dappertutto garantite, ma l´ascesa degli estremismi politici, la tentazione protezionista, il riemergere dei nazionalismi europei, trovano un terreno fertile nella crescente precarizzazione della società, nel declino delle classi medie, nell´aggravamento della disoccupazione e delle disuguaglianze. Oggi va di moda dire che siamo in questa situazione perché dobbiamo confrontarci con un “trilemma” politico, ma io piuttosto parlerei di un “teorema dell´impossibilità”. I tre quesiti del trilemma riguarderebbero democrazia, sovranità nazionale e globalizzazione: dovremmo rinunciare ad almeno uno perché non sono compatibili, secondo una tesi enunciata anche recentemente da Daniel Rodrik su Repubblica. Ma credo che sia un modo un po´ retorico di vedere le cose, piuttosto i tre elementi sono concatenati. Se rinunciamo alla democrazia rinunciamo alla sovranità nazionale perché non vedo come la democrazia possa esistere senza sovranità nazionale. Si dice anche che la sovranità nazionale non può essere compatibile con la globalizzazione. Invece …

"Se la crisi accelera", di Stefano Lepri

È faticoso far capire ai tedeschi che salvare l’euro è interesse anche loro. Per riuscirci Angela Merkel alza il tono; finita la tornata di elezioni regionali che ha ammaccato non poco la sua maggioranza – segnando un complessivo spostamento a sinistra – potrà forse impegnarsi di più. La prima cosa da mettere in chiaro è che finora dalle traversie dell’euro la Germania ha guadagnato. Il soccorso a Grecia, Irlanda e Portogallo finora non è costato nulla, perché fatto di prestiti a tassi remunerativi. Si aggiunge il vantaggio netto dell’isteria dei mercati, che mentre spingeva in su gli interessi sui titoli di Stato dei Paesi deboli, ha abbassato i rendimenti di quelli tedeschi. Grazie a questi tassi anormalmente bassi (l’altro lato dello spread che preoccupa noi italiani) il governo di Berlino ha risparmiato 3,4 miliardi di euro in interessi quest’anno, e potenzialmente 32,8 nell’arco di sette anni, secondo i calcoli di due noti centri studi tedeschi, quelli di Halle e di Kiel. Se ci saranno futuri oneri da sopportare, da parte di tutti i Paesi membri, …

"Mr Prezzi, il cappuccino?", di Attilio Geroni

«Tre euro e trenta, grazie». Pago la prima colazione, due brioches e un cappuccino. Abituato al «tre euro e venti» guardo lo scontrino e scopro che ad essere aumentato è il cappuccino, e mica di poco: dieci centesimi. Mr. Prezzi, please, venga a prendere un caffé da noi. Proprio perché l’Iva non c’entra niente. È successo venendo al giornale una mattina. Non una mattina qualsiasi, ma sabato 17 settembre, giorno dell’Iva al 21%. Pendolarismo relativamente facile nel week-end, Gallarate-Milano e ritorno. Si può partire un po’ più tardi per arrivare al lavoro senza incolonnarsi subito dopo la barriera. Si può gustare con più calma la colazione, di solito due brioches e un cappuccino. Ci si può fermare a chiacchierare con qualche amico, in una cornice da bar sport alle nove del mattino: «Tre euro e trenta, grazie». Pago, saluto, esco e comincio un tour minimalista per vedere se il mondo di alcuni dei miei acquisti preferiti – elettronica varia, ma soprattutto cd musicali – è già impercettibilmente cambiato nel primo giorno di rincaro. Vado a …

"L'errore che non possiamo permetterci", di Giuliano Amato

Si dice che in crisi delicate come quella che stiamo attraversando i commenti improvvisati dei leader politici sono tra i fattori che più spingono i mercati al ribasso. C’è addirittura chi ha costruito un diagramma che affianca le dichiarazioni dei maggiori leader europei e gli andamenti dei titoli pubblici dei Paesi in difficoltà. Ne esce un’impressionante coincidenza fra tali dichiarazioni e le impennate degli spread. Sarebbe presuntuoso dire che gli editoriali e gli articoli che tanti di noi scrivono sugli stessi argomenti possono produrre effetti altrettanto rilevanti. Ciò non esclude, però, che dovremmo almeno non fare danni e, possibilmente, assolvere al vero compito di chi scrive sui giornali: aiutare chi legge a capire ciò che sta succedendo e magari illuminare la strada di chi è alle prese con i problemi da noi commentati o discussi. Ebbene, leggendo ciò che si viene scrivendo sul tema dei debiti sovrani europei, non ho l’impressione che questi criteri siano sempre rispettati. Al contrario, mi pare che prevalgano sempre più le analisi e le proposte più estreme, all’insegna di quel …

"Manovra, le famiglie pagheranno 33 miliardi", di Laura Matteucci

Trentatrè miliardi sui 54 complessivi. Tanto peseranno sulle famiglie gli interventi diretti e indiretti di una manovra che deprimerà ulteriormente i consumi. A Perugia, al meeting annuale di Confesercenti, il presidente Marco Venturi diffonde dati che confermano ancora una volta gli effetti della manovra sui bilanci familiari. Di fronte a stime di crescita che continuano a contrarsi, Venturi chiede al governo di «rendersi conto che, per reperire risorse, sono necessari tagli alla spesa poiché la pressione fiscale effettiva è alla soglia insostenibile del 54%». Solo l’aumento dell’Iva significherà 140 euro in più l’anno, con un maggior gettito che arriverà alle casse pubbliche dalle famiglie pari a 3,4 miliardi. «Il 70% del peso della manovra graverà sui nuclei familiari », sostiene la confederazione delle pmi. Critiche pesanti arrivano anche da parte del presidente della Camera Gianfranco Fini («l’aumento dell’Iva è una scelta che rischia di congelare ancor di più i consumi»), e del leader dell’Udc Pierferdinando Casini: «Preoccupazioni molto serie, sono quelle di tutti gli italiani che vedono una manovra fatta di rattoppi e ripensamenti, non …