Tutti gli articoli relativi a: economia

"Manovra, in piazza ci saremo. Sull'articolo 8 governo irresponsabile", di Pier Luigi Bersani

Ci saremo con tutti quelli che criticano questa manovra, comprendiamo bene le ragioni dello sciopero. Con tutti i problemi che abbiamo, è da irresponsabili, per puntiglio ideologico e micragneria politica, mettere un solco tra le forze sociali, come fa il governo con l’articolo 8 della manovra. Il Partito Democratico chiederà lo stralcio ed è disposto a modificare l’articolo 8 recependo l’accordo del 28 giugno delle parti sociali, che nei prossimi giorni il partito potrebbe incontrare di nuovo proprio sull’argomento. Rompere il meccanismo del 28 giugno è totalmente assurdo, perche esso poteva e potrebbe rappresentare ancora l’avvio di una nuova fioritura della concertazione per la ripresa e la crescita. La situazione è drammatica, lo diciamo da tempo che chi ci ha portati fin qui non è in condizione di portarci fuori. Bisogna rafforzare questa manovra e poi avviare una svolta politica. Chi può credere a una manovra che cerca soldi da chi non li ha e che non ha niente di strutturale? www.partitodemocratico.it

"Avviso di Bankitalia: va aumentata l´Iva", di Massimo Giannini

L´autunno caldo è cominciato. «L´Italia deve scegliere: o lancia un vero segnale di svolta sulla manovra, o si offre in pasto ai mercati esponendo l´intera Eurozona a un enorme pericolo». Si apre una settimana che può cambiare il destino dell´italia e dell´Europa. In queste ore difficili, tra Banca centrale europea e Banca d´Italia, non c´è un solo interlocutore che non esprima «grandissima preoccupazione» per quello che sta accadendo nel nostro Paese. Il “caos totale” nel quale il governo è precipitato in questi ultimi due mesi, cambiando radicalmente per ben quattro volte il menu delle misure di risanamento per assicurare il pareggio di bilancio nel 2013, è una miccia accesa nel cuore della moneta unica. Per ora, a disinnescarla ha contribuito proprio la Bce, che ha comprato a piene mani i Btp sul mercato secondario, per disarmare la speculazione internazionale. Ma quanto può durare, l´ombrello aperto su di noi dall´Eurotower? È la domanda cruciale, alla quale la Bce proverà a dare una prima risposta giovedì prossimo, al primo board convocato per la ripresa dopo l´estate. A …

"Cooperative: un motore economico che nemmeno il duce riuscì a distruggere" di Nicola Cacace

Come ha detto Marino, presidente di Confcooperative, «è il quarto intervento di spoliazione delle cooperative attuato da Berlusconi in pochi anni» (Avvenire 1 sett.), malgrado il successo della cooperazione anche negli anni di crisi, quando aumentava l’occupazione del 5,5% mentre l’occupazione nazionale si riduceva del 3%. Oggi la cooperazione è un motore di sviluppo e di coesione sociale, con 1,5 milioni di occupati, il 7% dell’occupazione e 127 miliardi di fatturato, l’8% del Pil. La cooperazione è andata in controtendenza anche rispetto al nanismo industriale, essendo nel decennio il peso delle GI coop (+ di 1000 occupati) passato dal 4% all’8% del totale occupazione nazionale. Ed oggi che il paese ha estremo bisogno di rilanciare la crescita, come chiesto anche da Bruxelles, Berlusconi tenta di realizzare un obiettivo perseguito da anni, colpire quelli che, stupidamente, considera avversari di classe. E lo fa con la motivazione che le cooperative «godrebbero di vantaggi fiscali rispetto alle società di capitale». Questi famosi vantaggi fiscali, che in sintesi si riducono ad un’aliquota del 10% sugli utili reinvestiti invece del …

"L'autunno che verrà. La crescita che non c'è e il sogno di una strategia alla tedesca" di Franco Mosconi*

“Idee. Innovazione. Prosperità. La strategia high-tech 2020 per la Germania”: è proprio impensabile che l’Italia faccia quello che i tedeschi propongono per la crescita? E’ ora che anche da noi si metta in campo una politica industriale in linea con l’Europa e in grado di concentrare le poche risorse disponibili su grandi progetti. L’allarme lanciato sulla nuova manovra dalla Banca d’Italia con l’audizione in Parlamento di Ignazio Visco («occhio ai saldi e alla crescita», scriveva a commento questo giornale martedì scorso) va preso molto sul serio. Non può essere ridotta – è l’argomentazione del Vice direttore di Via Nazionale – l’entità complessiva dell’aggiustamento dei costi, ma occorre anche associare al riequilibrio «una politica economica volta al rilancio delle prospettive di crescita della nostra economia». Già, la crescita. Che anemica di suo (intorno all’1% da anni) viene continuamente rivista al ribasso: da ultimo, con le stime di inizio settimana dell’FMI (0,8 e 0,7% per il 2001-2012). È un po’ come dire che piove sul bagnato. Possono dirsi queste bad news totalmente inattese? No, se guardiamo a …

"Un tombino sul condono", di Sergio Rizzo

Giulio Tremonti ha precisato che nella manovra non ci saranno condoni «poiché si tratterebbe di un intervento una tantum che genera introiti di cassa, ma che non modifica l’assetto della finanza pubblica». Evviva. Niente di più condivisibile per chi, come noi, ha sempre criticato duramente la disastrosa politica delle sanatorie. Ma qui, inutile nasconderlo, il problema della credibilità che sempre accompagna simili impegnative dichiarazioni è ancora più grande. Da settimane si rincorrono le voci di un nuovo condono che potrebbe spuntare accanto al tremendissimo (forse) giro di vite sull’evasione fiscale con tintinnio di schiavettoni. Non servono soldi, tanti e subito? E poi, non fu così che andò anche all’inizio degli anni Ottanta, quando alla sanatoria tombale fu accoppiata la legge (pressoché inutile) sulle «manette agli evasori»? La dichiarazione di Tremonti, semmai, desta anche una legittima preoccupazione: che il partito del condono, agguerritissimo in Parlamento, sia già al lavoro. Convinto, magari, di non incontrare troppa resistenza. I precedenti la dicono lunga. Ricordiamo che cosa è successo otto anni fa, quando il governo Berlusconi, contrario a parole, …

"La credibilità perduta", di Andrea Bonanni

L´Europa non si fida dell´efficacia delle norme anti-evasione previste dal governo Berlusconi nella manovra che andrà in Senato martedì. «Riscontriamo un´eccessiva fiducia in misure la cui efficacia è molto difficile da valutare e da prevedere», dice il portavoce del Commissario agli affari economici Olli Rehn. L´obiezione è oggettivamente fondata. E non convincono più di tanto le spiegazioni di Tremonti, che per rassicurare la Ue sulla «solidità» dei saldi di boilancio garantiti dal recupero di evasione si basa su quanto è stato già recuperato in questi anni. Le misure fiscali appena adottate dal governo sono di pura dissuasione etico-morale. I comportamenti dei contribuenti cambiano nel tempo. Il quadro del gettito nel prossimo triennio, checchè ne dica il ministro dell´Economia, appare quanto mai incerto. E in ogni caso, il problema è assai piu grave e più generale. L´Europa non si fida più di questo governo e di questa maggioranza che in pochi giorni hanno fatto e disfatto decine di volte un provvedimento che avrebbe dovuto essere incisivo, lineare e soprattutto trasparente. E, come l´Europa, anche i mercati …

"Spunta la pensione rosa a 65 anni", di Raffaello Masci

Pensionandi di tutta Italia, voi che vi avvicinate pericolosamente ai 60 anni e cominciate a fare i conti di quanto vi manca, tirate pure un respiro di sollievo. Per il momento ha vinto la Lega «le pensioni non si toccano» – e la previdenza è uscita dalla manovra. Ma state comunque sul chi vive, perché «la materia previdenziale» – dicono autorevoli esponenti della maggioranza – sarà toccata subito dopo. Dunque ieri il governo ha fatto marcia indietro sulla questione del riscatto degli anni di università e di servizio militare: troppe polemiche, troppe proteste, troppe categorie già disposte a dissotterrare l’ascia di guerra. E così in un summit tra i ministri Sacconi e Calderoli con i tecnici del Tesoro, si è deciso di soprassedere alla misura specifica, ma non a rimettere mano alle pensioni una volta congedata la manovra. Dunque chi sta per andare in pensione quest’anno o, al più, l’anno prossimo, può considerarsi abbastanza sicuro del proprio destino, e subirà – tutt’al più – l’aggravante della finestra di 12 mesi se è un insegnante o …