Tutti gli articoli relativi a: economia

Quando Tremonti irrideva i liberisti e assicurava: «Mai più guerre sull’articolo 18», di Francesco Cundari

Il ministro dell’Economia annuncia «la madre di tutte le liberalizzazioni» dopo avere navigato con destrezza tra Marx e Borghezio, pro e no-global rivendicando coerenza e preveggenza delle crisi. Che gli sta mancando… ANTI-STATALISMO I due blocchi: «C’è un blocco statalista formato da Stato, grande industria e sindacati, e c’è un blocco non statalista, formato da tutto il resto. Il primo, con ovvie eccezioni, si riconosce nell’Ulivo, l’altro nel Polo e nella Lega». Privatizzazioni: «Dico solo che dopo l’ottima fase di Ciampi le privatizzazioni si sono fermate. Noi le rilanceremo. Non sono, le privatizzazioni, né di sinistra né di destra. Servono a fare soldi per abbattere il debito pubblico». (Intervista all’Espresso, 16 maggio 2001) L’Italia come l’Irlanda: «Il Vecchio Continente si gioca tutto se riesce a liberarsi all’ossificazione politica. In questo, l’Italia è un’avanguardia, possiamo dire di avere intercettato il vento del nuovo mondo… Dall’assetto di controllo delle banche ai fondi pensione, dal rientro dei capitali alla detassazione degli utili… Il nostro scenario è proprio quello di fare in grande ciò che ha fatto l’Irlanda». (Intervista …

«Se l’assistenza diventa un bancomat», di Ruggero Paladini

Sembra che Berlusconi abbia trovato motivo di soddisfazione nel fatto che Obama, Merkel e Sarkozy si siano preoccupati di spingerlo ad anticipare al 2013 l’obiettivo del pareggio di bilancio. Il compito di anticipare di un anno i 23,5 miliardi, in modo che l’effetto complessivo della manovra raggiunga i 48 miliardi, spetta al “suo” ministro dell’Economia, anche se dover parlare con quest’ultimo non deve essere stato particolarmente gratificante. Non va dimenticato, infatti, che la delega di riforma fiscale ed assistenziale era nata per annunziare un taglio delle tasse. Al contrario gli italiani hanno appreso che da essa dovevano uscire tagli per 20 miliardi (di cui quattro in più nel 2012) e ora apprendono che questi tagli saranno anticipati. Quello che ancora è del tutto oscuro è se essi si concentreranno sulla spesa assistenziale oppure sulle “tax expenditures”, cioè su deduzioni e detrazioni in sede Irpef, aliquote ridotte in sede Iva e altre agevolazioni fiscali. Entro settembre 2012 dovrebbe essere varata una riforma dell’assistenza volta a eliminare non meglio definite sovrapposizioni e duplicazioni di prestazioni assistenziali; se …

"la polmonite americana e gli zombi italiani", di Eugenio Scalfari

LE TEMPESTE non vengono mai sole, ma una ne porta appresso un´altra. Si pensava che nella giornata finanziaria di domani il sole si sarebbe aperto un varco tra le nuvole nere dei giorni scorsi e che i mercati avrebbero respirato. Ma probabilmente non sarà così: l´agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato il debito americano. Non era mai avvenuto e gli operatori si aspettano il peggio in tutto il mondo a cominciare dal governo cinese che ha chiesto ad Obama con toni ultimativi di prendere drastiche decisioni per ridurre il disavanzo federale americano. Non si era mai visto prima d´ora che uno Stato estero desse ordini alla Casa Bianca. Semmai accadeva il contrario. C´è di che aspettare col fiato sospeso che cosa accadrà domani nelle Borse asiatiche, in quelle europee e soprattutto a New York quando alle nove del mattino (le tre del pomeriggio per noi) si apriranno le contrattazioni a Wall Street. A quell´ora Piazza degli Affari a Milano sarà già da sei ore sull´Ottovolante. Forse ci sarebbe stata in tutti i casi …

"Famiglie sempre più indebitate", di Carlo Di Foggia

Allarme della Cgia di Mestre: Roma, Milano e Lodi sono le provincie più in rosso, ma boom del debito privato al Sud In queste settimane gli occhi sono puntati sul nostro debito pubblico ma anche sul versante privato non stiamo messi tanto bene. La crisi infatti si fa sentire anche sui bilanci delle famiglie italiane che si ritrovano sempre più indebitate. Secondo i dati pubblicati dalla Cgia di Mestre (confederazione artigiani e piccole imprese) il debito medio familiare nel 2010 ha superato i 19.000 euro e solo nell’ultimo anno è aumentato di oltre 3.200 euro. Accendere un mutuo, chiedere un prestito per acquistare un bene mobile o semplicemente scegliere il pagamento a rate – il cosiddetto “credito al consumo” -, costringe le famiglie italiane ad indebitarsi per non incidere direttamente sul reddito e arrivare a fine mese. Nella speciale classifica delle provincie con il più alto livello di debito privato la palma d’oro spetta a Roma (debito pari a 27.727 euro), seguita da Lodi e Milano (27.241 euro). Paradossalmente però, nonostante risultino più indebitate le …

"Cinque proposte per uscire dalla tempesta", di Stefano Fassina

I democratici hanno indicato una serie di azioni da avviare per rimettere in moto un Paese sempre più in ginocchio: dalla pubblica amministazione al fisco, dalle liberalizzazioni alla politica industriale. E la revisione della manovra. L’Italia si trova in un mare in tempesta senza nocchiere. Anche le altre leadership europee sono incerte e deboli. Oggi, Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia sono sotto straordinaria pressione, ma segnali di tensione riguardano persino i titoli di Stato francesi. La ragione di fondo è la contraddizione tra l’unione politica e l’unione economica. La fine del ciclo della finanza facile e spensierata, fonte di debito pubblico e debito privato, ha fatto emergere il limite dell’avventura europea: da un lato, la moneta unica, condivisa da 17 economie diverse, anzi distanti, in termini di capacità competitiva; dall’altro, un assetto di governance inadeguato, privo delle istituzioni federali necessarie ad una politica economica comune per rimuovere i differenziali di competitività, per promuovere il lavoro di qualità nel quadro di uno sviluppo sostenibile, per fare trasferimenti di risorse tra aree a differente dinamica di …

Crisi: Bersani: Tremonti dica chi paga in anticipo la manovra

Noi responsabili con le nostre proposte. Se non si risolve il problema politico, sarà uno sforzo inutile Se vuol conservare la manovra anticipandola, Tremonti non pensi di uscire dalle Commissioni parlamentari senza uscire dalle nebbie, senza dire cioè dove precisamente e a carico di chi e di che cosa intende ricavare decine di miliardi dall’assistenza e dalla manovra sul fisco e detrazioni. Ci dovrà anche dire quanto pagherà, di questa manovra, chi ha un reddito medio basso o chi ha bisogno dei servizi, e quanto pagherà chi ha redditi, patrimonio e ricchezza paragonabili, per fare solo un esempio, a quelli del Presidente del Consiglio. Dovrà anche dire se davvero dovremo affidare le speranze di crescita alla prospettiva filosofica di un nuovo art. 41 della Costituzione sulla libertà d’impresa o se finalmente non sia il caso di qualche scelta più concreta. Noi saremo nelle Commissioni con le nostre proposte sul controllo della spesa pubblica, sulle misure fiscali, sulla semplificazione delle strutture pubbliche, sulle liberalizzazioni e così via. Lo faremo responsabilmente ma tenendo ferma la nostra convinzione, …

"Il Governo diverso che serve all'Italia", di Giovanni Valentini

Non poteva durare più di qualche ora l´ennesimo bluff mediatico inscenato da Silvio Berlusconi con il discorso in Parlamento sulla politica economica. E infatti è stato subito messo allo scoperto dalla conferenza-stampa convocata ieri sera in tutta fretta dallo stesso presidente del Consiglio insieme al ministro Tremonti, nel disperato tentativo di placare il fermento dei mercati internazionali contro il nostro Paese. L´impasto di delusione, frustrazione e sarcasmo prodotto nei giorni scorsi dall´ultimo show del “grande comunicatore” dimostra definitivamente che oggi la gran parte degli italiani non si riconosce più nel carisma di un leader ridotto al rango di capocomico. Di fronte alla gravità della situazione economica, ripetutamente negata e occultata a dispetto della crisi globale, l´impotenza e l´incapacità di questo governo-fantasma risaltano ormai agli occhi di tutti: dalla Confindustria alle banche e ai sindacati. La sua inadeguatezza appare sempre più chiara e manifesta, sebbene l´informazione di regime – con in testa il Tg Uno, i giornali e i telegiornali domestici – si ostini a fornire quotidianamente agli italiani una rappresentazione falsa, distorta e rassicurante. È …