Tutti gli articoli relativi a: economia

Sui ticket tensioni e rinvio. Le Regioni: «Inapplicabili», di Marco Tedesco

Prosegue lo scontro tra Regioni e governo sull’introduzione dei ticket sanitari «iniqui e inapplicabili». L’incontro di ieri, reclamato dai governatori, si è concluso con un nulla di fatto. Se ne riparla lunedì. Tanto attesa quanto tesa, si è conclusa senza esito ieri la riunione tra governo e regione sui ticket sanitari. Per sapere come andrà a finire lo scontro sull’introduzione dei nuovi balzelli prevista dall’ultima manovra di Tremonti si dovrà attendere lunedì, quando riprenderà il tavolo che nell’incontro di ieri non ha sortito nulla. «Proseguirà il confronto tecnico – ha spiegato il ministro degli affari regionali, Raffaele Fitto – Intanto continua la riflessione per cercare di capire i problemi che stanno ponendo le Regioni sull’applicabilità del super-ticket». MERITO E METODO I governatori sono sulle barricate, «abbiamo sempre sostenuto che la scelta del ticket è iniqua e dannosa per i sistemi sanitari regionali», ha ribadito ieri il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. «Un giudizio che – prosegue – diventa più evidente nel momento in cui si guarda al recente decreto attuativo dell’applicazione dei ticket …

Crisi, la Germania ci «scarica» e Prodi s'infuria

Si chiude un’altra giornata di fuoco per i titoli di Stato italiani, con lo spread balzato a oltre 330 punti e i tassi decennali in asta ai massimi dal 2000. È il mercato del debito europeo a soffrire: lo spread dei titoli spagnoli ha sfondato i 350 punti, Irlanda e Portogallo viaggiano sopra gli 800, l’euro è sotto 1,43 dollari. Ma l’Italia – che pure si tiene a distanza di sicurezza dai Paesi europei che hanno ricevuto il salvataggio – è al centro dell’attenzione dei mercati. Sia per le dimensioni ingenti del suo debito pubblico, che ne fanno un ‘bastione’ di difesa della moneta unica. Sia per i timori contingenti riguardanti la stabilità politica del Paese, alimentati dai voci e indiscrezioni. Il risultato: movimenti speculativi e molti investitori che si allontanano, con lo ‘spread’ sul Btp a dieci anni oggi a 337, un soffio dai 350 punti segnati le corse settimane che rappresentano il massimo da quando esiste l’euro. È in questo contesto che si è svolta l’asta sui titoli italiani di stamani, attesissima dopo …

Parti sociali all’attacco “Un patto per crescere”, di Sergio Giovannini

Le parti sociali vanno all’attacco, chiedono «discontinuità» e misure concrete per evitare che il paese vada sott’acqua travolto dalla speculazione e dalle incertezze dell’Esecutivo. Sotto la spinta – in particolare – di Confindustria e della sua presidente Emma Marcegaglia, ieri pomeriggio, al termine di una nuova giornata difficile in Borsa, è stata diramata una nota congiunta firmata da tutte le principali associazioni imprenditoriali e sindacali del paese: oltre a Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, l’Abi, l’Alleanza cooperative italiane (cui aderiscono Confcooperative, Lega Coop, Agci), la Cia, la Coldiretti, la Confagricoltura, la Confapi, Reteimprese italia (che raccoglie Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confesercenti), l’Ugl. Una nota da cui in serata il leader della Uil Luigi Angeletti si dissocia con un pizzico di polemica: non sono state accolte una serie di sue osservazioni e proposte di modifica, il testo è «troppo doroteo». Ma la sostanza non cambia: le parti sociali denunciano l’inazione del governo. Dieci giorni dopo l’approvazione della manovra straordinaria Berlusconi e Tremonti tacciono, e intanto sui mercati fioccano gli schiaffoni. Serve un recupero di credibilità per …

"Lo spirito del '92 che serve al paese", di Massimo Giannini

Com´è già successo nell´Italia del ´92, in uno dei tornanti finali della Prima Repubblica, di fronte al collasso del sistema politico tocca alle parti sociali propiziare la “svolta”. Oggi la storia si ripete. Di fronte alla crisi irreversibile del berlusconismo, che precipita il Paese nella palude, capitale e lavoro si uniscono e invocano «discontinuità». Nonostante in Borsa e sui mercati piovano pietre sempre più pesanti, l´irresponsabile propaganda governativa continua a ridimensionare la portata degli attacchi speculativi contro i titoli della nostra piazza finanziaria e del nostro debito sovrano. Di fronte a questa dissennata disinformazione di massa, il comunicato congiunto di tutte le forze della rappresentanza economica e sociale ristabilisce il «principio di verità». C´è un problema europeo di fragilità strutturale dei Paesi periferici. C´è un problema americano legato al rischio-default della nazione guida della produzione e degli scambi. Ma l´Italia, proprio l´Italia, è sotto attacco, e non per caso. La sua economia non cresce, il suo debito non è sostenibile, e soprattutto la sua politica non è all´altezza del compito che la fase gli assegna: …

"Amato: uno sforzo per la ricchezza di tutti. Penso all’una tantum", di Aldo Cazzullo

«È un avvio di ferie tra i meno sereni che io possa ricordare. Si incrociano i dubbi sul piano di salvataggio per la Grecia, il clima di nervosismo che viene dagli Stati Uniti, le difficoltà che l’Italia ha comunque, a prescindere dagli effetti del contesto in cui ci muoviamo» . Presidente Amato, si evoca il ’ 92. «Non è così. Le situazioni non si ripetono mai. Infatti questa è diversa. Mi colpisce che forse non c’è nel Paese una sufficiente consapevolezza sulle dimensioni del rischio che corriamo» . Sta dicendo che la situazione è più grave rispetto a qualsiasi precedente? «Il grande cambiamento di questi anni è che il debito sovrano, una volta sinonimo di debito garantito, non è più ritenuto affatto tale. Vale per gli Stati quello che vale per le banche: ce ne sono alcuni che forse sono troppo grandi per fallire (e ciò nondimeno c’è qualcuno che ha cominciato a chiedersi se anche gli Stati Uniti non possano fallire); e comunque per quelli di piccole e medie dimensioni il rischio esiste. Vent’anni …

"Lacrime e sangue la manovra ingiusta", di Nadia Urbinati

Quante manovre ancora e per giungere dove? Qual è la direzione delle politiche economiche delle democrazie occidentali più o meno consolidate? I livelli di riflessione che queste domande suggeriscono sono due, uno relativo ai caratteri delle specifiche scelte nazionali e uno relativo alla dimensione globale o, se si vuole, sovrannazionale. A proposito del primo livello, osserviamo che le manovre si ripetono a scansione regolare perdendo il carattere di eccezionalità con il quale sono proposte, giustificate e approvate. Inoltre, si assomigliano un po´ tutte. Se si va a rileggere quanto scrivevano quotidiani e riviste specialistiche nel giugno 2010 a commento della manovra economica del governo per i successivi due anni e mezzo, ci si accorge che anche allora si usava l´espressione “lacrime e sangue”. Come allora, anche in questi giorni in occasione della nuova manovra “lacrime e sangue”, si è assistito a un dualismo altrettanto e forse più radicale con un “gioco” che ha certamente agevolato la velocità della decisione. Come allora, anche questa volta, la manovra ha dosato sacrifici in proporzione alla forza politica dei …

"Più tasse, meno donazioni: così la manovra colpisce il non profit", da Redattore Sociale

Più tasse, meno donazioni: così la manovra colpisce il non profit Il taglio delle agevolazioni fiscali sugli utili delle associazioni che gestiscono strutture di accoglienza e sulle donazioni a volontariato e terzo settore rischia di incidere pesantemente su bilanci e servizi. “Si tassa il lavoro dei volontari”. La manovra finanziaria e il mondo del non profit. A pochi giorni dall’approvazione del testo da parte del Parlamento (il 15 luglio scorso), operatori e tecnici fanno i conti e cercano di capire la reale portata della manovra e la sua incidenza sulle casse e, di conseguenza, sull’attività del terzo settore italiano. A far notizia è, ovviamente, il taglio alle agevolazioni, che incidono sull’attività delle associazioni sia per quel che riguarda le agevolazioni fiscali dirette e sia per quel che concerne le erogazioni liberali, vale a dire le donazioni di cui le stesse associazioni possono usufruire e che, a regime, diventeranno assai meno convenienti per chi le eroga (persone fisiche e aziende). Cerchiamo di capirne di più. Imposta sul reddito. Per ciò che concerne le agevolazioni in materia …