Tutti gli articoli relativi a: economia

Lodo Mondadori, Fininvest pagherà 560 milioni

Fininvest dovrà pagare 560 milioni alla Cir di De Benedetti. Dopo il blitz fallito di inserire – di nascosto – una norma “ad aziendam” nella manovra, l’azienda di Berlusconi dovrà aprire il portafoglio. I giudici della seconda corte d’appello di Milano hanno depositato la sentenza civile della causa che vede contrapposte Fininvest e Cir, la holding di Carlo De Benedetti. Oggetto: la vicenda del Lodo Mondadori. La sentenza è immediatamente esecutiva. I giudici hanno condannato Fininvest a risarcire Cir per la vicenda del Lodo Mondadori per 540 milioni circa di euro alla data della sentenza di primo grado dell’ottobre 2009, più gli interessi e le spese decorsi da quel giorno. La cifra quindi arriverebbe intorno ai 560 milioni di euro. Gli esperti da giorni dicono comunque che l’esborso non porterà particolari sconquassi alla Fininvest. I 560 milioni sono una cifra nettamente inferiore ai 750 disposti in primo grado dal giudice Raimondo Mesiano. A tanto ammontava la condanna emessa nell’autunno del 2009, nel primo round della battaglia di una guerrà legale lunga vent’anni. Si tratta del …

«Il fuoco amico che brucia l´Italia», di Massimo Giannini

Non è la “sindrome ateniese”, che spiega questo venerdì nero dei mercati. È “l´effetto Milanese”: un´inchiesta che lambisce Tremonti, un premier che vuole spingerlo alle dimissioni, un governo folle dove impera il tutti contro tutti. Quello di ieri è stato un vero e proprio attacco all´Italia. Un attacco speculativo, certo. Ma una volta tanto logico e giustificato. E per fortuna, alla fine, anche contenuto nei suoi possibili esiti. In un´Eurozona destabilizzata dal debito sovrano della Grecia e impaurita dallo spettro del «contagio», quale altro Paese può permettersi il lusso suicida di offrire al cinico giudizio dei mercati un simile spettacolo di delegittimazione istituzionale e di disgregazione politica? Il «caso Italia» non è mai apparso tanto grave, ai broker e ai trader di tutto il mondo, come in queste ore. Gli analisti finanziari attribuiscono il nuovo record storico nel differenziale tra i tassi di interesse dei nostri Btp e quelli dei bund tedeschi in minima parte alla «patrimoniale mascherata» contenuta nella manovra, e in massima parte alla «fortissima instabilità politica». Gli operatori di Borsa attribuiscono il …

"Il ministro nella morsa", di Francesco Cundari

La posizione di Giulio Tremonti nel governo si fa sempre più difficile. Dopo la richiesta di arresto per il suo ex braccio destro, il parlamentare del Pdl Marco Milanese, proseguono gli attacchi del Giornale e dei suoi compagni di partito, ai quali si unisce lo stesso Silvio Berlusconi, mentre dai verbali dell’inchiestaP4emerge un illuminante retroscena. Il 17 giugno è lo stesso Tremonti a raccontare ai pm di avere detto al presidente del Consiglio di non provare a usare anche con lui il «metodo Boffo».Male tensioni sui mercati, con il divario tra titoli di stato italiani e bund tedeschi che raggiunge il massimo, costringono i duellanti a un gesto distensivo, una «colazione di lavoro» a Palazzo Chigi, che una nota ufficiale definisce poi «lunga e cordiale». Certo è che il riferimento di Tremonti al «metodo Boffo» non poteva uscire in un giorno più significativo. «Nel corso della discussione – dichiara ai magistrati – io e il presidente del Consiglio manifestammo posizioni diverse sulla politica di bilancio… in parallelo su alcuni settori della stampa si manifestava una …

"I mercati non credono all’Italia, Draghi sì", di Raffaella Cascioli

Banche sotto pressione, spread a livelli record: la speculazione ci tratta come la Grecia Un bagno di sangue sui mercati, con tensioni inimmaginabili fino a qualche giorno fa sui titoli di stato e un tonfo in Borsa delle principali banche. Immaginate un’Italia troppo debole e poco credibile. Un paese in bilico tra il rischio di contagio e l’area salvezza. Con un governo rissoso, una situazione politica quantomeno opaca, un contesto economico esangue sul lato della crescita. Una penisola in cui gli attori principali della scena politica ed economica giocano con il fuoco. Tanto più in presenza di una dilagante speculazione che insiste sull’Europa e che erode il sistema economico-finanziario. A questo punto potrete capire perché ieri l’aumento dello spread tra i titoli a lungo termine italiani e quelli tedeschi abbia superato la soglia massima di 245 punti base, raggiungendo un nuovo record dall’introduzione dell’euro a 245,3. Complice l’inaspettata debolezza del ministro Tremonti giudicato all’estero il baluardo del rigore, l’impressione è che la speculazione tenderà nei prossimi giorni a forzare quota 250 con un incremento rispetto …

Non solo pensioni e Bot. Serviranno più tasse per arrivare al pareggio", di Bianca Di Giovanni

Cominciano a uscire i numeri «veri » della manovra, quelli della relazione tecnica redatta dalla Ragioneria. Ebbene, l’intervento nel 2014 arriva a 24 miliardi di euro. Come anticipato dal Pd e da l’Unità due giorni fa, nel 2014 non si raggiungerà il pareggio di bilancio. O meglio, tutto è affidato alle deleghe, quella sul fisco e l’altra sull’assistenza, che sono ancora tutte da scrivere. Dalle tasse e dai tagli al welfare il governo punta a reperire ben 15 miliardi. Ma l’operazione non può che essere rinviata, visti i pesanti effetti sociali. Il ministro parla di riordino delle detrazioni, prefigurando un consistente taglio. Se si pensa che gran parte degli sconti fiscali sono oggi attribuiti ai redditi da lavoro, e in particolare ai carichi familiari, si ha l’idea dei possibili effetti dell’intervento. Ieri il presidente Giorgio napolitano ha ammonito sul fatto che «la legge di riforma fiscale va decisa nel momentoopportuno, va seguita da decisioni ulteriori e sicuramente da completamente economici necessari ». Come dire: l’operazione non sarà semplice. «Ma vediamo cosa decide il Parlamento», ha …

"La manovra dei rinvii che inquieta i mercati", di Tito Boeri

Il divario fra il rendimento dei titoli di stato tedeschi e italiani è salito ieri fino a 226 punti base, un nuovo record dopo l´entrata del nostro Paese nell´euro. Negli ultimi 3 mesi il divario è salito di quasi 80 punti: protratto nel tempo, comporta una tassa di 12 miliardi. Una tassa sulle spalle del contribuente italiano a vantaggio soprattutto di investitori esteri. Se non vogliamo pagarla e magari vederci presentare un conto ancora più salato, abbiamo una strada obbligata da percorrere: essere credibili nel rispettare gli impegni di rientro del debito che abbiamo preso. Il nostro governo ha voluto nei mesi scorsi prendere impegni ancora più stringenti rispetto a quelli che ci venivano richiesti in Europa. Si è dato l´obiettivo ambiziosissimo di portare il bilancio in pareggio entro il 2014. Bastava per l´Europa un aggiustamento inferiore, di circa 15 miliardi in meno. Ma da allora tutti coloro che contribuiscono a formare le opinioni degli investitori (Ocse, Commissione europea, Fondo monetario, agenzie di rating) ci chiedono di chiarire come compieremo questo virtuosismo. E ogni ritardo …

Manovra sbagliata: non aiuta l`Italia non serve all`Europa", di Stefano Fassina

Oltre ad essere pesante adesso scopriamo che non onora nemmeno gli impegni presi con la Ue: gli effetti nel 2014 saranno pari a 25,4 miliardi, non 40 come indicato nel Def. E’ la manovra delle tre “i”: inadeguata, iniqua, irresponsabile. Pdl e Lega, sin dall`inizio della legislatura, hanno attuato la po- litica economica delle tre “i”. Ieri, è arrivato l`ultimo atto. E una manovra inadeguata, perché non affronta il problema di fondo dell`economia italiana: la stagnazione della produttività, la perdita di competitività e, quindi, la crescita anemica. È l`ennesimo atto di una storia senza futuro. Non si cimenta nella “battaglia del denominatore”, come scrive Mario Monti, nella sfida per alzare il Pil, fattore fondamentale per la sostenibilità del debito pubblico. Sono ancora una volta assenti le riforme strutturali, la politica industriale, gli investimenti. È un`assenza dovuta al groviglio di rendite alla base, da sempre, del consenso alla destra italiana. È un`assenza dovuta anche all`ideologia mercatista del ministro Tremonti, convinto nell`animo che lo Stato è criminogeno, nonostante le battute alla moda degli ultimi anni. È una …