Tutti gli articoli relativi a: economia

«Il governo mai protagonista:al massimo fa il tifo», di Giuseppe Vespo

Poteva essere un’occasione per recuperare il confronto sul piano industriale, partendo da una migliore definizione degli investimenti. Invece si continua a parlare in modo generico di venti miliardi, ma dove e come verranno impiegati non è dato saperlo». A Vincenzo Scudiere, segretario confederale Cgil, non bastano le rassicurazioni della Fiat sugli investimenti in Italia: «C’è bisogno di risposte precise sulla direzione strategica del gruppo. Invece restiamo nella più totale incertezza». D’altra parte è il presidente John Elkann a dire che “dobbiamo imparare a vivere col dubbio”. «Infatti: i dubbi sono di tutti. Delle imprese e dei lavoratori. Per renderli un po’ meno forti ci vorrebbe un governo che aiutasse le aziende a restare in Italia. Basta guardare fuori: Bmw, Volkswagen, Peugeot. In Germania, in Francia, negli Stati Uniti. Obama mette fondi e sostegno». Noi non siamo gli Usa o la Germania. Tra l’altro in Europa gli aiuti alle imprese non sono ammessi. «Ma, come avviene in Germania o in Francia,nonsono vietate politiche industriali d’investimento sulla ricerca e l’innovazione. Si possono cercare soluzioni diverse ai problemi …

Fiat, incontro Berlusconi Marchionne. Fassina: "Oggi assenza di risposte chiare"

Fassina: “Nell’audizione parlamentare di martedì prossimo, il Pd farà a Sergio Marchionne le domande che Berlusconi e Sacconi non hanno voluto e saputo fare”. “Purtroppo l’incontro di oggi tra Fiat e governo non ha chiarito nulla. È stato un passaggio ad uso mediatico, data l’assenza di strategie industriali da parte del Governo. Sono stati ribaditi punti noti, ma non sono state fornite informazioni sufficienti a fugare i dubbi sulla collocazione delle funzioni direzionali strategiche. Rimane oscura l’allocazione di 18,7 miliardi di euro dei 20 prospettati da Fabbrica Italia. È inaccettabile l’ennesima offensiva del Ministro Sacconi per scaricare sulle spalle dei lavoratori il futuro delle scelte della Fiat in Italia. Dopo i referendum di Pomigliano e Mirafiori, il Governo avrebbe dovuto porre il problema del rientro delle newco Fiat nell’ambito del contratto nazionale ed offrire una qualche idea di politica industriale a sostegno dell’automotive. Dopo l’incontro di oggi, l’assenza di risposte chiare alimenta le preoccupazioni sul futuro dei lavoratori e delle lavoratrici Fiat e delle aziende dell’indotto. Nell’audizione parlamentare di martedì prossimo, il Pd farà all’A.D. …

"Il resto di niente", di Massimo Giannini

La «scossa all’economia» è una riscossa dell’ipocrisia. Un governo senza forze e senza risorse finge di rianimarsi spacciando al Paese l’ennesima «telepromozione», fatta di inganni conclamati e materiali riciclati. È persino imbarazzante commentare i «provvedimenti» del Consiglio dei ministri. È imbarazzante commentare quei provvedimenti per l´avvilente inconsistenza della quale sono caratterizzati e la stupefacente impudenza con la quale sono stati presentati. Quello per la crescita non è un «pacchetto», com´è stato definito in pompa magna dagli «sponsor» che l´hanno illustrato in conferenza stampa a Palazzo Chigi. È un vero e proprio «pacco», come purtroppo si incaricheranno di dimostrare i duri fatti dei prossimi mesi. Non è una «riforma storica», come si è affrettato a giudicarla un ministro Sacconi sempre troppo incline a scomodare le grandi categorie del pensiero, di fronte ai piccoli imbrogli quotidiani di una maggioranza povera di idee ma ricca di ideologie. È piuttosto la «bufala del secolo», come pare l´abbia bollata nelle chiacchiere da corridoio un altro ministro, più propenso a riconoscere il vero e il falso e a non confondere gli …

Si faccia chiarezza sulla Fiat

Sabato prossimo il governo vedrà Marchionne per sapere i destini statunitensi della Fiat. Fassina: “L’incontro va allargato a tutte le parti sociali. I lavoratori Fiat hanno il diritto di sapere che cosa c’è esattamente dentro il progetto Fabbrica Italia”. MF: L’abbandono di Torino potrebbe costare alla fabbrica un esborso di 4 miliardi Sabato prossimo è fissato un nuovo incontro, a distanza di 13 mesi da quello precedente, tra la Fiat e il governo. Saranno messi su tavolo i piani dell’industria automobilistica italiana e fatta luce sulle intenzioni dell’a.d. Sergio Marchionne di trasferire la Casa torinese negli Usa. E così finalmente si siederanno allo stesso tavolo Silvio Berlusconi e Sergio Marchionne: uno che ride sempre anche in mezzo all’alluvione e l’altro che non ride mai. Ma mentre poco più di un anno di un anno fa si discusse sul piano di rilancio degli stabilimenti italiani questa volta la scelta “Italia” potrebbe essere marginale. Da questo nuovo incontro si potrebbero conoscere le vere intenzioni dell’amministratore delegato della Fiat dopo le dichiarazioni di venerdì scorso quando, da San …

"A Marchionne chiediamo", di Cesare Damiano

Adesso il governo deve intervenire. L’ipotesi lanciata da Marchionne (e poi subito ridimensionata secondo uno schema ormai collaudato) di una possibile fusione Fiat-Chrysler, con conseguente trasferimento a Detroit della testa del gruppo, impone all’esecutivo di battere un colpo. Palazzo Chigi non ha più alibi, sabato prossimo dovrà chiedere conto all’azienda delle sue reali intenzioni. E se, come dice, vuole continuare a governare, deve concepire ed attuare quella politica industriale rimasta finora ignota al suo vocabolario. Le domande da porre sono molte. Ne propongo alcune. C’è l’impegno di mantenere a Torino la testa del gruppo? C’è l’impegno a mantenere in Italia ricerca, sviluppo e parte importante della manifattura? Ancora. Che ne è del progetto di “Fabbrica Italia”, sbandierato in gran pompa un anno fa e finora rimasto avvolto dalla nebbia? Quando verranno avviati gli investimenti concordati con gli accordi di Mirafiori e Pomigliano? Che tipo di relazioni sindacali il gruppo intende instaurare per creare quel consenso indispensabile a vincere la sfida sul mercato globale? I vertici del Lingotto non possono sottrarsi dal dare risposte. L’Italia non …

Torino, provincia americana: ineluttabile? «No, una sconfitta», di Laura Matteucci

Questo è un paese con una classe politica di serie C, che viene trattato come tale da un manager globale. Noi ormai stiamo diventando, e sempre più diventeremo, al pari della Serbia, della Polonia, della Turchia ». Nella lettura dello storico e sociologo di Torino Marco Revelli su quanto sta accadendo in casa Fiat, non c’è spazio per improbabili, futuri rilanci, nè per margini di inconsapevolezza sui processi che stanno guidando al futuro la casa automobilistica. E la sua, a Torino (e non solo), è una lettura condivisa. Sono in molti a pensare che il benedetto incontro tra Marchionne e Berlusconi (al momento fissato per sabato) avrebbe dovuto avvenire molto tempo fa, e che adesso sia ormai troppo tardi per una vera trattativa, nessuno crede davvero ai mezzi passi indietro dell’amministratore delegato sul trasloco della testa del gruppo a Detroit in capo a unpaio d’anni.Nonperchè la politica in sè non potrebbe sparigliare le carte, «la politica insegna che nulla è ineluttabile», come dice Revelli, ma perchè questa classe dirigente ha già ampiamente dimostrato la propria …

«Patrimoniale: pena di morte per chi ne vuol discutere?», di Giuliano Amato

Vorrei occuparmi d’altro questa volta, e in particolare di Egitto (e non solo), pensando alla conclusione della mia ultima «Lettera» su queste colonne, dove mi chiedevo se la rivoluzione tunisina non fosse l’alba di un nuovo giorno per l’intero mondo arabo. Ma non posso non tornare sull’idea di un’imposta una tantum volta a dare un colpo drastico al debito pubblico, perché devo esporre ai lettori le mie valutazioni sul profluvio di dichiarazioni, articoli, anatemi e scongiuri che si è scatenato attorno ad essa, dopo che proprio io l’avevo avanzata. La mia prima impressione è stata quella di trovarmi nella stessa situazione del protagonista di una vecchia storiella napoletana. C’era stato un bombardamento che aveva fatto crollare l’intera facciata di un palazzo e dalla strada i vigili del fuoco videro al secondo piano un anziano signore seduto, attonito e perplesso, sulla tazza del bagno. Gli chiesero come si sentiva e quello rispose: «Aggio tirato la catenella dell’acqua e boom…». Più o meno è quello che è successo a me. Io non ho mai articolato una proposta, …