Tutti gli articoli relativi a: economia

"La regola del più forte", di Stefano Rodotà

Le parole, i toni, l’argomentare sono di fastidio di fronte alla critica, alla discussione pubblica che pure è il sale della democrazia. Pare evidente che Sergio Marchionne voglia mostrare la regola della forza. Ha ribadito che suo, e soltanto suo, è il potere di vita o di morte su Mirafiori. Una spada gettata su una bilancia già sospetta d´essere alterata. È così eccessivo questo atteggiamento che viene quasi il sospetto che l´amministratore delegato della Fiat voglia favorire il “no” al referendum, per essere finalmente libero di muoversi in un mondo globale dove tutti gli aprono le porte e gli offrono braccia a qualsiasi prezzo. Un referendum, peraltro, che egli stesso svuota del suo significato proprio, visto che ne rifiuta pregiudizialmente uno dei possibili risultati. Lo sappiamo da sempre che è facile volgere a proprio vantaggio una guerra tra poveri. Per sfuggire a un impoverimento che attanaglia un numero crescente di persone, vi è sempre qualcuno che accetta di vendere la sua forza lavoro riducendo garanzie e diritti. È questo il dono del realismo del Terzo …

Fiat: è inaccettabile l'assenza da parte del governo. Il Pd farà la sua parte

Qualunque risultato verrà dal referendum dei lavoratori della Fiat dovrà essere rispettato. Così Bersani al termine di una riunione con il segretario della Fiom, Maurizio Landini. Dal Pd punti di convergenza con il sindacato. Il Pd non si esprime sul referendum che si terrà a Mirafiori e il segretario Pierluigi Bersani ha ribadito al segretario della Fiom, Maurizio Landini, in un incontro al partito che il risultato andrà riconosciuto, qualunque esso sarà. Per oltre un’ora il confronto tra i democratici e le tute blu rivela una sintonia di fondo in particolare sul tema della rappresentanza sindacale e sulla politica industriale. “Se io fossi stato ministro – ha detto Bersani secondo quanto riferiscono i partecipanti all’incontro – avrei chiamato Marchionne e gli avrei chiesto di chiarire tutte le implicazioni del Piano industriale della Fiat”. Secondo il leader Pd, infatti, gli investimenti da parte del Lingotto vanno verificati e su questo aspetto devono impegnarsi, da una parte il governo e anche Confindustria. Nei confronti della associazione guidata da Marcegaglia, Bersani ha espresso più di una preoccupazione e …

"Fiat e diritti in tempo di crisi. Sia la politica a dare risposte", di Silvano Andriani*

Il bell’articolo di Stefano Fassina (pubblicato venerdì scorso sull’Unità) sulla situazione Fiat mi induce a qualche considerazione. Innanzitutto vorrei notare che nel clamore del dibattito sulla Fiat passano inosservate notizie quali la recente vittoria di Fincantieri di una importante gara per la vendita di navi in Usa. Certamente ci sono altre imprese italiane che rispettano i contratti nazionali e riescono a difendere ed aumentare le quote di mercato in tempo di crisi puntando su una vera capacità di innovazione e sulla qualità dei loro prodotti. Il rischio è di passare invece per innovatrici imprese che perdono quote di mercato e che spacciano per aumento della produttività l’aumento dello sfruttamento del lavoro. C’è un’affermazione di fondo nell’articolo di Stefano: i lavoratori ed i loro sindacati si trovano in una situazione senza una effettiva possibilità di scelta. D’altro canto non bisogna dimenticare che cinque anni fa la Fiat era praticamente fallita e che l’intera economia italiana versa in una situazione di quasi stagnazione da ben prima che cominciasse la crisi mondiale. Fasi di prolungata stagnazione o addirittura …

"Piccoli Marchionne crescono", di Bruno Ugolini

Il modello Marchionne di relazioni tra sindacati e imprenditori, basato sul prendere o lasciare, in nome della crisi e della globalizzazione, sta trovando imitatori. È il caso di Giuseppe Bono, a capo della Finmeccanica. Ha deciso di liberarsi dal legame con la Confindustria cominciando col non pagare più le quote dovute all’associazione (340 mila Euro). Un atto che potrebbe avere come conseguenza la liberazione dal contratto nazionale. Lo stesso Bono del resto nei giorni scorsi aveva esaltato “il metodo Marchionne”. Un altro caso interessante coinvolge la stessa presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. Proprio nelle aziende del suo gruppo è in corso un braccio di ferro. Oggetto della controversia sono duecento giovani lavoratori. Costoro dovrebbero essere assunti nelle imprese del gruppo, ma le loro buste paga saranno assottigliate. Non soltanto per i primi anni di apprendistato ma anche per gli anni futuri. Tutto questo violando un accordo aziendale che decideva per gli apprendisti condizioni migliori. Ma non si era forse detto e scritto che il futuro avrebbe dovuto essere dedicato agli accordi aziendali, considerati la stella …

"Fiom e Cgil restano divise ma non rompono", di Roberto Giovannini

«Nessuna spaccatura», dice Maurizio Landini. «Siamo impegnati con la Fiom per la massima riuscita dello sciopero del 28», dice Susanna Camusso. Fatto sta che è durato quasi sei ore l’incontro di ieri tra le segreterie di Cgil e di Fiom. E anche se al termine tutti i protagonisti hanno cercato di sottolineare gli elementi di unità (a cominciare dal giudizio totalmente negativo sull’accordo di Mirafiori), mettendo in secondo piano quelli su cui è palese una divergenza, resta il fatto che la Cgil continua a sostenere la necessità di votare «no» al referendum, e che il punto centrale è garantire libertà sindacale e rappresentanza in Fiat. Mentre per la Fiom il referendum è illegittimo, e l’accordo comunque non sottoscrivibile. «Non c’è nessuna spaccatura tra Cgil e Fiom – ha detto il leader Fiom Landini – c’è stata una discussione. Rimangono delle valutazioni su quello che sarà necessario fare in futuro, ma su questo continueremo a discutere». «Si è confermato», ha proseguito Landini, «che Fiom e Cgil considerano totalmente inaccettabili gli accordi di Pomigliano e di Mirafiori …

«Il governo non c’è. Sia l’opposizione a fare proposte concrete», di Laura Matteucci

Nei prossimi mesi la situazione difficilmente migliorerà: la ripresa è debole, le imprese fragili, e il dualismo tra il lavoro protetto e il lavoro senza alcuna rete di protezione tenderà a rafforzarsi. Prima della recessione solo 3 su 10 nuovi contratti erano a tempo indeterminato, ma adesso siamo a meno di 1 su 10. Tutto questo nell’assenza totale di politiche pubbliche a sostegno del lavoro, giovanile in particolare». L’economista Tito Boeri, docente alla Bocconi, tra i fondatori del sito lavoce. info, commenta gli ultimi i dati Istat: «Confermano un fatto molto preoccupante, la posizione relativa dei giovani, il cui tasso di disoccupazione è tre volte e mezza quello degli over 25». Impensabile che un governo in agonia promuova riforme efficaci. Dunque, nessuna via d’uscita? «L’appello è per l’opposizione, perchè prenda in mano la situazione con proposte concrete. E vale anche per i sindacati, che hanno non poca responsabilità rispetto al dualismo del nostro mercato del lavoro. Il Pd sembrava orientato a promuovere alcune riforme, ha dimostrato più d’una apertura rispetto alla proposta del contratto unico …

"Se la Fiat detta legge", di Giorgio Galli

La vicenda Fiat Mirafiori ha un’intrinseca complessità: rinvia a questioni in materia di lavoro, come la legge – o un accordo tra le parti sociali – sulla rappresentanza sindacale. Rinvia a considerazioni tattiche sull´opportunità di firme più o meno tecniche, sull´esigenza – di cui un sindacato può farsi carico – di restare in fabbrica anche a prezzo di sottoscrivere un accordo svantaggioso; e rinvia anche a temi di politica industriale, come le responsabilità dell´azienda nelle difficoltà della Fiat. Ma non vi è dubbio che il nucleo di problemi più scottante è quello che verte sul rapporto fra politica (democratica) ed economia. E da questo punto di vista tutti sanno che siamo arrivati a un cambio di orizzonte, a una trasformazione di paradigma; che cioè il caso Fiat è oggi il baricentro su cui convergono le linee di tensione, di crisi o di evoluzione, del sistema-Italia. Lo sa il governo, che saluta con favore l´isolamento della Fiom, gli scontri dentro la Cgil, l´imbarazzo del Pd, le ammaccature subite dalla stessa Confindustria; che per bocca del ministro …