Tutti gli articoli relativi a: economia

"Camusso: il problema Fiat sono i modelli, non gli operai" di Laura Matteucci

Chiama il governo ad aprire un confronto sulla Fiat, «invitando tutti a discutere di futuro». A Marchionne chiede, ancora una volta, chiarezza sul piano industriale, senza doversi mettere in fila e «staccare un bigliettino» per riuscire a parlargli, incontrando tutti i sindacati e mettendo fine agli incontri separati. E gli segnala anche che il problema competitività riguarda l’intero sistema paese, non può essere scaricato sulle pause dal lavoro di 10 minuti e sui lavoratori alla catena di montaggio da 1.200 euro al mese. Alla Fiom dà ragione sulla battaglia per il contratto nazionale, ma si dice anche convinta sia il momento «per tutti noi» di aprire una fase propositiva. Con Cisl e Uil vorrebbe ripartire dal mettersi d’accordo sul «come si decide insieme». Susanna Camusso, neo eletta segretaria generale della Cgil, era ieri sera a Che tempo che fa, ospite di Fabio Fazio, in un ideale botta e risposta con l’ad di Fiat Sergio Marchionne che, qualche settimana fa dalla stessa trasmissione, aveva bocciato l’Italia senza appello, paese che non farebbe un euro di utili …

"Made in Italy alla prova della realtà", di Bill Emmott

La crisi economica globale del 2007-09 ha reso a tutti noi un cattivo servizio in più modi rispetto a quelli ovvi, e cioè aver provocato l’aumento della disoccupazione, la caduta degli standard di vita e aver accresciuto il senso di insicurezza. Ha offuscato la comprensione popolare di cosa si intende per economia avanzata e di quali siano le migliori fonti di futura prosperità. Questo danno è evidente, mi pare, soprattutto nel dibattito italiano. Il segno più eclatante è il rinnovato feticismo per la produzione, il culto del «Made in Italy». E’ importante prenderlo in considerazione perché rischia di distorcere le politiche pubbliche e quindi mette in pericolo il nostro futuro. Il danno d’immagine non meraviglia. Dopo tutto, questa crisi economica è stata causata dalle banche, sia in America sia in Europa, che hanno ampliato i propri prestiti in modo troppo temerario, incoraggiando le istituzioni finanziarie ad acquistare titoli complessi e rischiosi perché sembravano offrire alti rendimenti. La crisi bancaria ha reso chiaro che i servizi finanziari hanno bisogno di una regolamentazione più severa e che …

"Governatore e ministro: le vite parallele", di Luigi La Spina

Qualche volta le occasioni capitano. Ma, più spesso, si scelgono. L’ultima applicazione di questa regola l’ha dimostrata, ieri, il governatore della Banca d’Italia, con la sua lezione magistrale all’università di Ancona. Mario Draghi, infatti, ha approfittato del convegno in onore di Giorgio Fuà, il grande studioso italiano dedicatosi soprattutto ai problemi dello sviluppo, per un discorso che ha superato i tradizionali limiti dell’economia, suggerendo una ampia strategia politica per il futuro dell’Italia. Con la consueta stringatezza, il governatore è riuscito a condensare in tredici cartelle quasi un programma di governo, di cui l’invito finale, citato per intero, basta a fare capire l’ambizione e la difficoltà della sua proposta: «Dobbiamo tornare a ragionare sulle scelte strategiche collettive, con una visione lunga. Cultura, conoscenza, spirito innovativo sono i volani che proiettano nel futuro. La sfida, oggi e nei prossimi anni, è creare un ambiente istituzionale e normativo, un contesto civile, che coltivino quei valori, al tempo stesso rafforzando la coesione sociale». Il profilo di queste parole, cadute, occasionalmente ma significativamente, in un clima di polemiche dominate da …

Produttività, l'allarme di Draghi "Occorre stabilizzare i precari"

ll governatore preoccupato per la “difficoltà dell’economia italiana di crescere e creare reddito”. Se non si regolarizzano i rapporti di lavoro, effetti negativi per la crescita. “Nord allineato all’Europa e sud in ritardo? Non è vero”. Produttività, l’allarme di Draghi “Occorre stabilizzare i precari” Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia. L’economia italiana è in difficoltà, c’è un problema di crescita e di creazione di reddito, l’occupazione irregolare rimane diffusa, la competitività ridotta: un insieme di fattori che penalizza soprattutto i giovani. Lo rileva il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, secondo cui, prima di tutto, “senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari” si hanno “effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità”. Nel nostro Paese, dice Draghi, “rimane diffusa l’occupazione irregolare stimata dall’Istat in circa il 12 per cento del totale dell’unità di lavoro”. Nel corso del suo intervento al convegno della facoltà di Economia dell’università Politecnica della Marche dedicato all’economista Giorgio Fuà, il governatore ha lanciato l’allarme sulle “difficoltà dell’economia italiana di crescere e creare reddito”, una situazione …

"Gli italiani e l'evasione fiscale", di Maria Cecilia Guerra

Meno evasione e servizi pubblici migliori sono le priorità degli italiani. Lo dice un’indagine del Censis su un campione rappresentativo della popolazione. L’evasione, percepita in aumento negli ultimi tre anni, è considerata un problema grave dall’89,7 per cento degli intervistati. Il gettito recuperato con il contrasto all’evasione dovrebbe però essere utilizzato per ridurre le imposte e non tradursi in un aumento della pressione fiscale, giudicata già alta. E servirebbe un impegno credibile a migliorare la capacità della spesa pubblica di rispondere ai bisogni dei cittadini. Nell’attesa che, dopo l’incontro del 21 ottobre con le parti sociali, la macchina della riforma fiscale si metta effettivamente in moto, è interessante illustrare alcuni risultati emersi da un’indagine circa il rapporto fra fisco e contribuente nel nostro paese, condotta dal Censis su un campione rappresentativo della popolazione italiana e presentata pochi giorni fa al congresso nazionale dei commercialisti. Dei tanti aspetti che meritano di essere considerati se ne esamineranno qui solo due: l’atteggiamento nei confronti dell’evasione fiscale e la valutazione della relazione fra tassazione e servizi pubblici. Alcuni dei …

Alitalia, bufera su Sabelli «Fusione con Air France», di Marco Ventimiglia

In tanti lo aspettavano al varco, ma era difficile immaginare che Rocco Sabelli avrebbe finito con l’ammettere quel che molti sospettavano in una dichiarazione contenuta nell’ennesimo libro scritto da Bruno Vespa. «La mia opinione personale – ha dichiarato l’amministratore delegato di quella che è ancora la compagnia di bandiera -, che trasformerò in una raccomandazione agli azionisti, è quella di costruire un “merger” tra Alitalia e Air France/Klm per confluire in un aggregato più grande». PIOGGIA DI REPLICHE Apriti cielo. Anche perché, come si ricorderà, nella complessa trattativa che aveva portato al salvataggio di Alitalia, in parte a spese dei contribuenti, uno dei punti fermi era il mantenimento dell’italianità dell’azienda, tanto è vero che venne introdotto un periodo di cosiddetto “lock up”, fino alla cui scadenza (nel 2013) gli azionisti non possono cedere quote della compagnia. Ed a poco è valso il tentativo di correggere parzialmente il tiro da parte dello stesso Sabelli. Prima, l’amministratore ha specificato che «l’azionariato che controlla Air France è per il 14 per cento in mano al governo francese e …

"Nessun taglio a scienza e ricerca Siamo britannici", di Pietro Greco

È questa, in estrema sintesi, la risposta data dal governo di Dublino e dal governo di Londra alle prese con il risanamento del bilancio dello Stato. Si taglia la spesa ma non la ricerca. Nessuno dei due governi è di centrosinistra e tanto meno di sinistra. In Irlanda governa il Fianna Fáil, che è un partito liberaldemocratico. Nel Regno Unito, come si sa, c’è il ticket di David Cameron (Partito conservatore) e di Nick Clegg (Partito Liberal democratico). L’Irlanda deve fronteggiare un deficit di bilancio che ha raggiunto i 50 miliardi di euro e, dunque, il 32% del Pil il maggiore tra i paesi industrializzati. Per abbatterlo e cercare di riportarlo entro i limiti di Maastricht (3%), il governo di Brian Cowen come tutti i governi di centrodestra ha scelto di non aumentare le tasse, ma di tagliare in modo drastico la spesa. La manovra di bilancio che sarà formalizzata il prossimo 7 dicembre prevede tagli per ogni e ciascun settore della pubblica amministrazione. Ma non per la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico, settore …