Tutti gli articoli relativi a: economia

Lavoro e fisco, il 16 novembre incontro con le parti sociali

Il segretario PD: “Incontreremo i sindacati, Confindustria, Rete Imprese Italia, per presentare e discutere le nostre proposte su lavoro, fisco, patto di stabilità e crescita economica” Enti locali al limite, senza più fondi, cassa integrazione a livelli record, e il governo che continua a ripetere che tutto va bene. Per cui il PD il 16 novembre incontrerà le parti sociali, come è stato deciso nella riunione con i segretari regionali del Pd che si è svolta a Roma. Un incontro che, come ha spiegato il segretario del PD Pier Luigi Bersani, vedrà al tavolo con il PD “i sindacati, Confindustria, Rete Imprese Italia, per presentare e discutere le nostre proposte su lavoro, fisco e patto di stabilità ed inquadrare la questione della crescita perché c’è un problema enorme. E’ chiaro il nostro sforzo di riportare l’agenda della politica sui temi reali, altrimenti lo scollamento tra politica e società si allarga. Stiamo delineando un progetto e in questo momento di sbandamento faremo vedere che c’è un Partito che ha un’idea di cosa fare“. l punto focale …

«Tasse zero a chi investe nell’impresa», di Mario Sensini

Bersani scrive a Tremonti: la riforma del Fisco è la cosa più urgente. «Caro ministro, il dato saliente della crisi oggi si chiama lavoro. Non avremo crescita senza uno stimolo alle attività economiche e all’occupazione attraverso riforme incisive e coraggiose, e la più urgente tra le riforme è quella fiscale». A due giorni dall’apertura del tavolo tra il governo e le parti sociali sulla revisione del sistema fiscale, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, lancia al ministro dell’Economia le sue proposte, che puntano su un fisco assai più leggero per i lavoratori e le imprese, più favorevole all’ambiente e più penalizzante sulle rendite finanziarie. Un sistema fiscale che se nella sostanza non è molto diverso da quello immaginato da Giulio Tremonti, presuppone tempi di realizzazione certamente più rapidi e forme di copertura che il Tesoro ha sempre considerato un po’ troppo rischiose, visto lo stato dei nostri conti pubblici. Tutto il piano di alleggerimento fiscale proposto dal Partito Democratico, infatti, sarebbe finanziato dal recupero dell’evasione fiscale. In cinque anni, si legge nel documento del …

Fisco, Bersani scrive a Tremonti: "Riforma urgente".

“Davanti alla crisi servono fatti, ecco le proposte PD approvate a Varese”. Al Tg3 ribadisce: “Non possiamo aspettare le calende greche” . Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha inviato al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, una lettera per chiedere di affrontare urgentemente il tema della riforma del fisco. Riforma che in serata ha illustrato anche al Tg3 convinto che “la riforma fiscale va fatta e non si possono aspettare le calende greche. C’è assolutamente bisogno della riforma fiscale – dice Bersani – non credo che questo governo sia in condizione di farla, ma noi abbiamo una proposta per alleggerire lavoro e imprese e caricare sull’evasione fiscale e sulle rendite. Vogliamo discuterne in Parlamento, subito”. Riportiamo il testo della lettera: “Caro Ministro, Il dato saliente della crisi oggi si chiama lavoro. Non avremo crescita senza uno stimolo alle attività economiche ed all’occupazione attraverso riforme incisive e coraggiose. La più urgente fra le riforme è quella fiscale: alleggerire impresa, lavoro e redditi familiari per stimolare investimenti, consumi ed occupazione e richiamare risorse da una lotta efficace …

"In cig 640mila: ogni lavoratore ha perso 5.500 euro", di Laura Matteucci

La crisi che non passa: a settembre erano oltre 640mila i lavoratori in cassa integrazione, e sono proprio loro ad aver subìto, nei primi nove mesi del 2010, un taglio netto del reddito per oltre 3,5 miliardi di euro, più di 5.500 euro per ogni singolo lavoratore. All’indomani della manifestazione di Roma, è l’Osservatorio cig della stessa Cgil a offrire nuovi motivi di protesta, con le elaborazioni delle rilevazioni Inps. Dall’analisi risulta che nel mese scorso il ricorso alle ore di cig ha segnato un aumento del 34,8% rispetto ad agosto. La crescita mensile «è minore se rapportata a quanto è avvenuto negli anni passati – dicono dall’Osservatorio – Questo non dipende da una crescita più contenuta nella richiesta della cig,m dal fatto che in questi ultimi tre anni si è stabilizzato in negativo uno zoccolo di cassa integrazione sempre più alto, fino ad attestarsi nell’anno in corso intorno ai 100 milioni di ore mese». UN MILIARDO DI ORE Nel periodo gennaio-settembre l’aumento complessivo delle ore di cig è stato del 50,5% sullo stesso periodo …

"Ecco perché le tasse non caleranno", di Stefano Lepri

Cinque volte negli ultimi 15 anni l’Italia c’era riuscita. Non è quindi inattingibile una riduzione annua del debito pubblico nella misura che il presidente della Bce Trichet suggerisce all’area euro di adottare come rigida regola per il futuro. Però, a che condizioni c’eravamo arrivati? In quattro casi sotto governi di centrosinistra (1997, 1998, 2000, 2007), in uno sotto un governo di centrodestra (2002), ci aiutarono o manovre di bilancio molto pesanti o annate grasse di crescita dell’economia; e, marginalmente, anche incassi da privatizzazioni. Dalla trattativa europea che riprende oggi a Lussemburgo la regola sul debito probabilmente non uscirà tanto severa quanto la Bce vorrebbe. Giulio Tremonti si dice già sicuro che in ogni caso non entrerà in vigore prima del 2016, ossia in una data in cui ci saremo sicuramente lasciati dietro le tristi urgenze della crisi. Tuttavia, in un modo o nell’altro, un po’ più o un po’ meno, il Patto di stabilità dell’euro sarà reso più stringente di quanto è adesso. Per un Paese nelle condizioni dell’Italia in parole povere questo significa che …

«Le promesse bugiarde del ministro senza soldi», di Eugenio Scalfari

Il rappresentante italiano nella Banca centrale europea, Lorenzo Bini Smaghi, parlando giovedì scorso ad un convegno dell´Aspen è stato lapidario nel formulare la ricetta per uscire dalla stretta della crisi economica che turba con rinnovato vigore i mercati internazionali. Ha detto: «Il voto premia chi coniuga rigore e crescita». Monsieur de La Palisse non avrebbe potuto dir meglio. Anche il nostro ministro dell´Economia ha stilato la stessa ricetta rinviandone l´esecuzione al decreto “Milleproroghe” che sarà varato alla fine di dicembre. In quella sede – ha promesso per placare il crescente malumore dei suoi colleghi di governo – troverà i soldi che oggi non ci sono, avviando la fase 2 della politica economica. La fase dello sviluppo affiancato appunto a quella del rigore. Ma ha anche avvertito che lo “sviluppismo” potrà aver luogo soltanto se l´Europa adotterà quella stessa linea e se gli Usa non aggraveranno ulteriormente la caduta del dollaro sul mercato dei cambi. Giuste riserve. Ma poiché sappiamo già che l´Europa non ha alcuna intenzione di percorrere la strada dello sviluppo per la semplice …

«La scomparsa del ceto medio», di Paul Ginsborg

Che cos´è oggi il ceto medio italiano? Tre elementi ci colpiscono subito. In primo luogo l´incessante crescita numerica. In base ai dati forniti da Paolo Sylos Labini, i ceti medi urbani italiani, in cui l´autore raggruppa le principali categorie dei piccoli imprenditori, degli impiegati pubblici e privati, degli artigiani e dei commercianti rappresentavano nel 1881 il 23,4% della popolazione, mentre nel 1993 toccavano il 52%. Oggi secondo le stime si attestano attorno al 60%… Accanto a questo primo, grande fatto strutturale ve n´è un secondo: il livello sempre più alto di istruzione che li caratterizza. Nel 2001… gli italiani in possesso di un titolo di studio medio, superiore o universitario erano diventati il 63,4% per cento della popolazione. Questa rivoluzione scolastica non colma il divario esistente rispetto a Germania, Francia e Gran Bretagna, ma è innegabile che il paese può vantare un ceto medio sempre più esteso e istruito. Il terzo elemento strutturale riguarda la composizione interna dei ceti medi. L´Italia ha una quota di occupazione indipendente (o lavoro autonomo) molto alta (il 26,4% dell´occupazione …