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Non far pagare l'Ici agli enti ecclesiastici è aiuto di Stato? Bruxelles apre un'inchiesta

La Commissione Ue: «dubbi» sulla compatibilità dello sconto fiscale con le norme europee. L’italia avrà due mesi di tempo per rispondere. Poi potrebbero scattare le sanzioni MILANO – Da martedì l’esenzione dell’Ici concessa dallo Stato italiano agli enti ecclesiastici non commerciali sarà formalmente sotto il tiro della Commissione europea, che aprirà l’inchiesta formale. Nel documento che lancia l’indagine, con l’ok di tutti gli uffici dei commissari, si afferma che esistono «dubbi» sulla compatibilità dello sconto fiscale con le norme europee. L’Italia avrà due mesi di tempo per rispondere. L’INDAGINE – «L’indagine – secondo quanto appreso dall’Ansa- servirà a verificare se effettivamente questa agevolazione è un aiuto di Stato non compatibile con le norme europee sul funzionamento del mercato unico». Bruxelles ritiene che le informazioni finora raccolte attraverso lo scambio di lettere avuto con le autorità italiane non siano sufficienti a sgombrare il campo dal sospetto che l’agevolazione riconosciuta agli enti ecclesiastici e ai club sportivi amatoriali abbia effetti distorsivi sulla concorrenza. L’esenzione dall’Ici – osserva Bruxelles nella comunicazione che si appresta a inviare all’Italia – …

"Riforma Fiscale: è ora di discuterne", di Maria Cecilia Guerra

Il tema della riforma fiscale è stato più volte riproposto nel corso della legislatura. Da ultimo il presidente del Consiglio ha fatto del fisco uno dei cinque punti su cui richiedere la fiducia alle Camere. Il ministro dell’Economia ha in più occasioni affermato che su questo tema è auspicabile un ampio confronto. Un contributo alla discussione può venire da un documento di analisi e discussione elaborato da un gruppo di esperti che ha lavorato in questi mesi presso la sede del Nens. Nel suo intervento alla Camera del 29 settembre il presidente del Consiglio ha parlato della riforma fiscale come “chiave strategica per la crescita del Paese” . Ancora una volta l’architrave della sua proposta è stata la reiterata promessa di ridurre la pressione fiscale , “tenendo conto delle esigenze e delle compatibilità di bilancio pubblico, sulla base della lotta all’evasione fiscale e del dividendo della crescita”. IL FISCO NEI “CINQUE PUNTI” L’obiettivo non è però compatibile con i numeri forniti nella Decisione di finanza pubblica (Dfp), deliberata, sempre il 29 settembre, dal Consiglio dei …

Bersani: sì alla tassa sulla finanza, paghi la crisi chi l'ha creata

Bersani: sì alla tassa sulla finanza, paghi la crisi chi l’ha creata «Paghi la finanza quello che ha determinato la finanza: si metta tassa sulle transazioni finanziarie». Pier Luigi Bersani parla chiaro e forte nel suo intervento all’Assemblea nazionale del Pd e aderisce con queste parole alla campagna del Partito Socialista europeo sposata dall’Unità nei giorni scorsi (e sostenuta dalla coalizione Europeans for financial reform, dal Global Progressive Forum e da numerose associazioni e organizzazioni sindacali, sociali e culturali europee, e sostenuta in Italia da Cgil, Cisl Uil, Acli, Azione cattolica, Arci e da tanti altri soggetti). Il segretario Pd ha poi spiegato che invece «non è giusto invece tassare le banche perché si ha solo il risultato di aumentare i costi sui clienti». Le parole di Bersani hanno fatto seguito al voto dell’Assemblea nazionale Pd che ha votato l’ordine del giorno per la Ftt (tassazione delle transazioni finanziarie) a livello nazionale. Leonardo Domenici, deputato al Parlamento Europeo, è il primo a commentare con entusiasmo la decisione dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico di aderire alla …

«La Cgia ricalcola i disoccupati. "Al Sud sono oltre il 17 per cento"»

Cifre molto più preoccupanti rispetto a quelle ufficiali dell’Istat. Comprendendo anche “gli scoraggiati” in Campania si tocca il 20% di senza lavoro contro il 15% dell’Istat, in Puglia si va sopra il 17% contro il 13 dell’Istituto di statistica La Cgia ricalcola i disoccupati “Al Sud sono oltre il 17 per cento” ROMA – In Campania, la disoccupazione reale è al 20,1% (5,8 punti in più rispetto al dato ufficiale calcolato dall’Istat), in Puglia al 17,5% (+4), in Calabria al 17,3% (+ 5,7) e in Sicilia al 16,8% (+1,8). Nel mezzogiorno il dato medio si attesta al 17,2%. A livello nazionale, invece, si colloca al 10,2%: quasi 2 punti in più rispetto al dato ufficiale calcolato dall’istituto di statistica. Questi i valori del tasso di disoccupazione reale (o, con una accezione più tecnica, del tasso di marginalità dal lavoro), calcolato dalla Cgia di Mestre. In termini assoluti, secondo gli artigiani mestrini, l’esercito dei disoccupati reali è composto da oltre 2.621.000 persone: ben 528.592 In più rispetto al numero ufficiale. “Sebbene il numero degli inattivi presenti …

"I conti pubblici sotto il tappeto", di Tito Boeri

Singolare democrazia la nostra. A Bruxelles nell´Eurogruppo il governo sta da mesi negoziando una riforma del Patto di Stabilità e Crescita che presumibilmente imporrà al nostro Paese di varare nei prossimi anni Finanziarie molto, molto impegnative. Al loro cospetto la manovra varata in primavera sembra un ritocco. Il 29 settembre, lo stesso giorno in cui il presidente del Consiglio si presenta alla Camera per chiedere il voto di fiducia dopo la crisi nella maggioranza, la Commissione formula la sua proposta. Prevede che il nostro Paese riduca il debito pubblico di circa 50 miliardi ogni anno nei prossimi 10 anni e poi prosegua con aggiustamenti di un´entità che si riduce gradualmente nel corso del tempo fino a riportare il nostro debito pubblico al 60 per cento del pil, come era attorno alla metà degli anni ´70, 35 anni fa. Con gli attuali tassi di interesse e gli scenari di crescita (fiacca) della nostra economia che vengono da tutti condivisi, compreso il nostro governo, questo aggiustamento comporterà un avanzo primario (il surplus di bilancio senza tenere conto …

"Sorpresa: i paperoni italiani sono sempre più ricchi. Lombardia prima regione", di Mara Monti

Crescono i “paperoni”, ma soprattutto cresce la ricchezza investita in Italia da imprenditori, liberi professionisti e da una nuova categoria quella delle casalinghe. Queste ultime vanno ad allargare le fila dei ricchi made in Italy, ovvero delle 611.438 famiglie che possono contare su un patrimonio finanziario personale superiore ai 500mila euro, escludendo l’investimento immobiliare. Tra di loro si spartiscono un patrimonio di 896 miliardi di euro salito nel 2010 del 3,2% e superando gli 810 miliardi toccati nel 2007 prima della crisi, ma soprattutto lasciandosi alle spalle il crollo del 2008 quando era piombata a 804 miliardi. Lo scudo fiscale e le performance borsistiche hanno aiutato nell’incrementare la ricchezza soprattutto di imprenditori e professionisti, età media 60 anni, che possono contare su un patrimonio medio di 3,33 milioni. La Lombardia continua ad essere la regione dove si concentra la quota maggiore di ricchezza nazionale (29,74%), seguita da Emilia Romagna (11,1%) e Veneto (10,4 per cento). Chiudono la lista Molise e Basilicata. I dati sono stati forniti dall’Associazione italiana private banking (Aipb) nell’analisi annuale del settore …

"La Cgil propone un sistema a due pilastri per gli ammortizzatori sociali", di Giorgio Pogliotti

Semplificare gli ammortizzatori sociali per estendere la copertura alla platea di lavoratori priva di tutele. È l’obiettivo della proposta presentata dalla Cgil che punta ad un sistema pubblico universale fondato su due istituti – la cassa integrazione e la disoccupazione – senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro. «Intendiamo garantire i molti giovani, precari, donne, migranti, che non sono inclusi dall’attuale sistema – spiega il leader della Cgil, Guglielmo Epifani – con una riforma da realizzare in modo graduale, sostenibile dal punto di vista finanziario». La proposta della Cgil prevede la riduzione degli attuali sette strumenti normativi a due, la Cig e l’indennità di disoccupazione, con aliquote unificate per tutte le qualifiche (esclusi gli apprendisti), con la razionalizzazione dei modelli di contribuzione che passerebbero dai 24 attuali a 6. Resterebbe una differenziazione per le imprese fino a 15 dipendenti (aliquote più basse) e l’industria ed edilizia (aliquote cig maggiorate). La riforma a regime assicurerà una copertura al 73,3% dei lavoratori a differenza dell’attuale 50,5%, aumentando la platea …