Tutti gli articoli relativi a: economia

"Bagnasco e il federalismo «Se disgrega é un disvalore»", di M. Antonietta Calabrò

Calderoli rassicura: la nostra riforma unisce. Ma il Pd: no, divide ROMA – Monito del cardinal Bagnasco: il federalismo se disgrega è un disvalore, è ricchezza solo se costruisce l`unità. Risposta del ministro Calderoli: Bagnasco può stare tranquillo, il nostro progetto servirà proprio a evitare la disgregazione. Plaude il governatore veneto Zaia. In un`intervista all`Osservatore romano, dedicata alla figura di Antonio Rosmini, rispondendo a una domanda sull`attualità del progetto federalista da lui elaborato, il presidente della Cei afferma testualmente: «La molteplicità, in tutti i campi, è una ricchezza se costruisce l`unità; se invece disgrega e allontana, allora non diventa più un valore ma un disvalore». E aggiunge: «Si vorrebbe, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, che le specificità delle persone, come delle culture e delle regioni, diventino una ricchezza per il bene dell`insieme, un bene che deve essere reale per tutti». Come si vede la parola «federalismo» non è usata dal cardinale e nell`intervista è esplicitato che essa è stata realizzata a Stresa il i ° luglio, in occasione del 155° anniversario …

"Tremonti non capisce il tedesco", di Tiziano Treu

I dati Ocse del secondo trimestre 2010 confermano il grave ritardo dell’Italia rispetto alla pur debole ripresa mondiale. Solo il Giappone fa peggio di noi. Basta vedere la sequenza dei dati del Pil: a fine 2008 noi eravamo al -3,3 contro una media Ocse del -2,5; a metà 2009 l’Italia era al -6,1 contro il -4,6, a metà 2010 noi cresciamo attorno all’1 contro il 2,8 medio dei paesi Ocse. Tutto questo non sembra né preoccupare né occupare il nostro governo. La maggioranza è in preda a contrasti violentissimi ma non sui temi dell’economia e dell’occupazione. Il partito del premier continua a verificare le probabilità di far approvare leggi ad personam. I ministri economici sono più silenziosi ma fino a ieri si sono consolati ripetendo che la nostra disoccupazione è minore di quella di altri paesi. Ma se si considerano cassaintegrati, lavoratori in mobilità e ritiri dal mercato del lavoro per scoraggiamento la disoccupazione è oltre il 12 per cento e quella dei giovani al 29,5. Queste sono le conseguenze di due anni e mezzo …

"Norma pro Mondadori, schiaffo agli onesti", di Annalisa Cuzzocrea

Opposizioni all´attacco del governo: ormai è un esecutivo ad personam Il Pd: Tremonti renda noto l´elenco delle aziende che hanno avuto lo stesso beneficio ROMA – Uno schiaffo in faccia agli italiani onesti, una gestione privata del sistema tributario, l´ennesima norma “ad aziendam”, in due parole: un delitto perfetto. Sono i giudizi dell´opposizione sul decreto legge che ha fatto risparmiare a Mediaset centinaia di milioni di euro e la cui genesi è stata ricostruita ieri da Repubblica. La società di proprietà di Silvio Berlusconi potrà infatti chiudere una controversia col fisco iniziata nel 1991 pagando 8,6 invece che 350 milioni di euro. E potrà farlo grazie a un decreto approvato dal governo il 25 marzo e convertito in legge dal Parlamento il 22 maggio. «I favori fiscali di cui ha beneficiato Mondadori grazie alle norme ad hoc approvate dal governo – dice Filippo Penati – sono un atto gravissimo, una vera e propria alterazione delle regole di mercato. Uno schiaffo in faccia agli italiani onesti». «Secondo Bossi, Berlusconi e Tremonti – spiega il capo della …

"Tremonti lo nega, ma l’Italia va a rate", di Gianni Del Vecchio

Gli italiani sempre più simili agli americani: rateizzazione di tutto, anche delle tasse. Giulio Tremonti tutte le volte che s’è visto costretto a garantire la sostenibilità dei conti italiani a livello internazionale, ha tirato in ballo il basso livello del debito privato. La ricchezza delle famiglie, la forte attitudine al risparmio e i pochi debiti personali – è il ragionamento fatto dal ministro dell’economia – permettono al nostro paese di compensare la cifra monstre raggiunta dal debito pubblico, più di un miliardo e 800 milioni di euro, per un rapporto debito-pil che veleggia foscamente verso il 120 per cento. Del resto uno studio di Credit Suisse, che fa una valutazione più approfondita dell’affidabilità economica dei paesi europei – ama ricordare Tremonti – mette l’Italia al secondo posto, dietro alla Germania e davanti a Francia e Spagna. E non a caso, nel giugno scorso, il ministro ha proposto all’Ecofin di utilizzare un indicatore che tenga conto di diversi fattori per valutare la stabilità complessiva di uno stato, fra cui appunto quelli più favorevoli al nostro paese. …

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Draghi: "Basilea 3 darà stabilità" Ocse vede la ripresa, l´Italia stenta, di Barbara Ardu

Pil, la nostra crescita resta la più debole tra i grandi d´Europa. Il governatore difende l´accordo che imporrà più trasparenza nel settore del credito ROMA – Rafforzare il sistema bancario avrà un costo «gestibile» e non bloccherà la crescita economica. Non solo. Le nuove regole di Basilea 3 (che costringeranno gli istituti di credito ad avere un capitale più solido e più liquidità), sono scritte proprio per evitare nuove crisi finanziarie, quelle che mettono ko le imprese. Mario Draghi dà disco verde ai due rapporti sulla taratura dei nuovi standard di capitalizzazione bancaria e sui costi di transizione al nuovo regime presentati ieri dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri). Lo fa, il governatore di Bankitalia, in veste di presidente del Financial stability board, “imponendo” così una tabella di marcia per la riunione del G-20 di novembre, quando i Paesi membri dovranno scrivere le nuove regole mondiali del dopo crisi. Ma il comunicato congiunto del Financial stability board e del Comitato di Basilea sulla vigilanza, suona anche come una risposta indiretta al sistema bancario e al …

Il Cavaliere e la Mondadori uno scandalo "ad aziendam", di Massimo Giannini

Sotto i nostri occhi, distolti dalla Parentopoli privata di Gianfranco Fini usata come arma di distruzione politica e di distrazione di massa, sta passando uno scandalo pubblico che non stiamo vedendo. Questo scandalo si chiama Mondadori. Il colosso editoriale di Segrate  –  di cui il premier Berlusconi è “mero proprietario” e la figlia Marina è presidente  –  doveva al Fisco la bellezza di 400 miliardi di vecchie lire, per una controversia iniziata nel ’91. Grazie al decreto numero 40, approvato dal governo il 25 marzo e convertito in legge il 22 maggio, potrà chiudere la maxi-vertenza pagando un mini-tributo: non i 350 milioni di euro previsti (tra mancati versamenti d’imposta, sanzioni e interessi) ma solo 8,6. E amici come prima. Un “condono riservato”. Meglio ancora, una legge “ad aziendam”. Che si somma alle 36 leggi “ad personam” volute e fatte licenziare dalle Camere dal Cavaliere, in questi tumultuosi quindici anni di avventurismo politico. Repubblica ha già dato la notizia, in splendida solitudine, l’11 agosto scorso. Ma ora che il centrodestra discute di una “questione morale” …

"La politica dimentica l'economia", di Mario Deaglio

Quest’anno la pausa di Ferragosto non è stata caratterizzata, come tradizione, dal silenzio della politica. Rivelazioni e smentite, accuse e controaccuse, zuffe verbali dal linguaggio sempre più truculento hanno turbato il tradizionale riposo estivo degli italiani, molti dei quali hanno ridotto le vacanze, quando non vi hanno rinunciato del tutto, grazie alla crisi. Ed è proprio la crisi, con timori che genera per redditi e livelli di vita di milioni di persone, la grande assente in un dibattito – se così si vuol chiamare un’accozzaglia di dichiarazioni e battute in cui tutti gli intervenuti sembrano ascoltare soltanto se stessi – che ha la caratteristica di rimanere totalmente interno alla classe politica. Chi si sobbarca la fatica di seguirlo ne ricava l’impressione che l’Italia si trovi in una sorta di vuoto pneumatico invece che immersa in un contesto mondiale in ebollizione in cui fa un po’ di fatica a rimanere a galla; e che la classe politica italiana, in quello che sembra un misto di arroganza e di ignoranza, pensi che il fare e disfare governi …