Tutti gli articoli relativi a: economia

Manovra, la rivolta delle Regioni

La manovra è «irricevibile» e deve «cambiare». Lo ribadiscono i governatori, in un documento votato «all’unanimità», dopo una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Nessuno, ha precisato il presidente Vasco Errani, ne mette in discussione la necessità, ma i «sacrifici» devono essere «proporzionalmente suddivisi» tra i singoli comparti della pubblica amministrazione. Mentre così com’è ora «per oltre il 50% si carica sulle Regioni e non è equa», ha affermato Errani. Per le Regioni questa manovra mette a rischio i servizi alle imprese e ai cittadini oltre che minare il percorso del federalismo fiscale. «Le Regioni – si legge nel documento – comprendono la necessità di una manovra tempestiva rispetto alla situazione economica attuale per dare risposta concreta ai mercati e all’Unione Europea sulle misure adottate dall’Italia, ritengono d’altro canto che il taglio indiscriminato sulle spese regionali non sia congruo nell’equilibrio del concorso dei singoli livelli istituzionali alla manovra, per di più i tagli indiscriminati difficilmente sono applicabili e probabilmente non daranno i previsti frutti benefici al Paese e pertanto la ritengono …

Imprese in ginocchio e l´incubo-tasse "Non abbiamo i soldi per ricominciare", di Jenner Meletti

L´AQUILA – Sui muri e sui lampioni l´Sos è ripetuto mille volte. «Manifestazione cittadina, corteo per la città. SOS: Sospensione delle tasse. Occupazione. Sostegno all´economia». Non ci sono firme, nel manifesto, con il disegno di un uomo arrabbiatissimo che grida: «…che te debbo da´?!». «Non è necessario mettere le firme – dice Luigi Fabiani, il tributarista che ha preparato la piattaforma delle richieste dell´Aquila al governo – perché c´è tutta la città. Sindacati, associazioni, commercianti, artigiani… Anche la Curia ha mandato la propria adesione». Forse qualcosa sta cambiando, nella città del terremoto. Le domeniche con le carriole hanno riportato nelle strade chiuse soprattutto i residenti nel centro storico ma domani, al corteo contro «il secondo terremoto», ci saranno pure gli aquilani delle periferie e delle frazioni, quelli del cratere e anche il vescovo Giovanni D´Ercole. «Secondo terremoto, l´abbiamo chiamato, perché il governo che vuole reintrodurre le tasse provocherà un terremoto economico». Il disastro non è solo annunciato, è già arrivato. Non ci sono i soldi per aggiustare le case B e C., quelle con pochi …

"Lo Sviluppo demolito", di Sergio D'Antoni

Ne hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato pace. Perdonerà Tremonti, ma la frase di Tacito –tanto in voga negli anni del conflitto in Vietnam – è perfetta per descrivere il trattamento che il governo riserva al ministero dello Sviluppo economico. Nel pieno di una crisi che colpisce soprattutto le aree e le fasce deboli, il governo Berlusconi ha infatti definitivamente demolito il dicastero chiamato a varare politiche di crescita e di coesione nazionale. Il ministero è ridotto a brandelli. L’esecutivo ne ha smantellato gli organismi e prosciugato le risorse, rendendolo nei fatti una graziosa scatola vuota. Il governo si è mosso in due direzioni. Da una parte ha tagliato per far cassa 2,5 miliardi dal fondo per lo sviluppo e il riequilibrio territoriale, raschiando il barile delle risorse nazionali destinate alla convergenza delle aree deboli. Dall’altra ha spostato alle dirette competenze della presidenza del consiglio il Dipartimento delle politiche di sviluppo, vero e proprio caveau chiamato a gestire e ad assegnare i fondi comunitari e le quote nazionali e regionali del Fas. In …

"Epifani: la Fiat ci ripensi la fabbrica non è una caserma", di Roberto Mania

«Marchionne ci ripensi: non contrapponga lavoro a diritti. Pomigliano non può diventare una fabbrica-caserma. E il “piano B” sarebbe anche una sua sconfitta». Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, parla mentre, a qualche chilometro di distanza, è in corso il Comitato centrale della Fiom sul caso-Pomigliano. Sa già come andrà a finire: no alla proposta della Fiat. Lei condivide la posizione della Fiom? «Io dico ciò che chiede la Cgil: che si realizzi rapidamente l´investimento previsto per lo stabilimento di Pomigliano. Questo è il frutto di anni di mobilitazione nel territorio da parte dei sindacati, della Cgil, della Chiesa, delle istituzioni locali. A Napoli non c´è alternativa. Stiamo parlando di 15 mila posti di lavoro, compresi quelli dell´indotto. Un piano di queste dimensioni impone una sfida che sicuramente deve essere raccolta: quella della saturazione degli impianti e della turnazione. Su questo non dobbiamo avere timidezze. I 18 turni non sono una novità. In molte fabbriche si lavora 24 ore su 24 per sette giorni. Sappiamo che sarà un sacrificio alto per i lavoratori, perché non …

Debito pubblico, aumento senza fine

Conti pubblici che vanno sempre peggio, con il debito che supera i 1.812 miliardi di euro, record mai raggiunto, mentre i soldi incassati dal fisco calano. E’ chiaro che serve una manovra correttiva, peccato che se ci troveremo a pagare è per gli errori del governo Berlusconi che in due anni ha fatto crescere la spesa corrente e ha rinunciato a combattere l’evasione fiscale. E ora l’errore più grande è l’impostazione della nuova manovra, squilibrata su tagli indistinti che si tramutano in meno servizi, meno fondi a regioni,province, comuni ed un conto salatissimo per i cittadini. Secondo i dati contenuti nel bollettino delle entrate tributarie diffuso dal Dipartimento delle politiche fiscali, nei primi quattro mesi del 2010 le entrate tributarie sono state pari a 108,8 miliardi di euro, in calo di 1,3 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1,2%). E nel solo mese di aprile le entrate si sono attestate a 25,122 miliardi, in calo di circa il 2,5% rispetto ai 25,771 miliardi di aprile 2009. E’ assurdo, ma il vicepresidente vicario dei deputati …

"La globalizzazione dell'operaio", di Luciano Gallino

È possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L’industria mondiale dell’auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno al 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente. A farne le spese, prima ancora dei loro bilanci, sono i fornitori (che producono oltre due terzi del valore di un´auto), le comunità locali che vedono di colpo sparire uno stabilimento su cui vivevano, e i lavoratori che provvedono all´assemblaggio finale. I costruttori che non arrivano a spremere fino all´ultimo euro da tutti questi soggetti sono fuori mercato. Va anche ammesso che davanti alla prospettiva di restare senza lavoro in una città e una regione in cui la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ha già raggiunto livelli drammatici, la maggioranza dei lavoratori …

"Regioni e Comuni chiedono una manovra più equa. Epifani: c'è il rischio che ne serva un'altra", di Nicoletta Cottone

«Una manovra più equa». La sollecita il presidente Vasco Errani, spiegando così la convocazione straordinaria della Conferenza delle Regioni per martedì 15 giugno. «Spiegheremo, dati alla mano – sottolinea Errani – ai cittadini, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni rappresentative del mondo produttivo, alle forze politiche e ai mezzi di informazione quali saranno le conseguenze della manovra recentemente varata dal governo». «Questa manovra non tocca la spesa sociale e ciò fa onore a chi ha colto la questione», commenta, invece, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, chiudendo a Levico Terme, in Trentino, la Festa nazionale della Cisl. «Nella manovra – ha proseguito Bonanni – ci sono segnali importanti, come quelli per il Sud. Poi ci sono punti che non ci piacciono affatto, come quello sulla scuola». Dal canto suo il ministro Tremonti, parlando della manovra alla festa della Cisl, ha detto: «Abbiamo cercato di disegnare la manovra – ha aggiunto Tremonti – nel modo socialmente meno incisivo, meno negativo possibile. È una manovra complessa, tuttavia abbiamo lasciato fuori la sanità e molte altre voci sociali». Il …