Tutti gli articoli relativi a: economia

"Cultura e università, i dubbi di Napolitano", di Federico Geremicca

Salvo imprevedibili colpi di scena, il Quirinale firmerà già nella giornata di oggi il decreto sulla manovra economica trasmesso al Colle sabato e modificato – dopo il varo di martedì in Consiglio dei ministri – fino (e forse oltre…) all’ultimo minuto utile. Ieri la presidenza della Repubblica ha trasmesso al governo alcune osservazioni «su delimitati aspetti di sostenibilità giuridica e istituzionale del provvedimento» e a tarda ora gli uffici del Quirinale hanno ricevuto dal governo chiarimenti e approfondimenti. I rilievi del Colle – che non può intervenire nel merito delle scelte effettuate, essendo queste di esclusiva responsabilità dell’esecutivo – si erano mossi lungo tre direttive: alcune osservazioni circa formulazioni tecnico-giuridiche da chiarire meglio; l’invito a riesaminare i tagli indiscriminati ai danni di istituti di cultura, di ricerca e di decine di Fondazioni; l’invito a ponderare con cura la riduzione di finanziamenti al mondo dell’università e della ricerca, con particolare attenzione ai giovani e alla loro formazione. Nell’esame della manovra sottopostagli dal governo per la firma, il Capo dello Stato – sottolineano ambienti del Quirinale – …

«A tagliare così sono capaci anche i bambini»

Bersani in ‘un’intervista al Corriere della Sera annuncia: “Il Pd dirà no a questa manovra, governo contro ogni logica costituzionale. Non c’è una politica economica, fanno come un sarto che per due anni sbaglia il vestito, le correzioni non bastano”. E a Skytg24 spiega: “Bruxelles ci chiede i conti a posto, ma dal governo non c’è chiarezza” (Video). fonte Intervista di Maria Teresa Meli – Corriere della Sera Il segretario del Pd non ha dubbi: il suo partito voterà «no» alla manovra. Di più, Pier Luigi Bersani accusa Tremonti di aver avuto un atteggiamento schizofrenico in politica economica e punta l’indice contro il premier e il ministro dell’Economia, che hanno agito «fuori da ogni logica costituzionale». Onorevole Bersani, il Partito democratico accusa il governo Berlusconi di non aver fatto una manovra strutturale.«Prima di parlare di questo dobbiamo chiederci perché si fa la manovra. Non può passare in cavalleria il fatto che essa sia il frutto amaro di due anni di politica economica sbagliata». Beh, veramente è l’Europa che chiede a tutti i Paesi di mettere …

"Finanziaria colabrodo senza equità né crescita", di Eugenio Scalfari

Domani la manovra arriverà finalmente in Parlamento. Domani il governatore Mario Draghi leggerà la sua relazione annuale alla Banca d´Italia. Domani, alla riapertura delle Borse, si vedrà se i mercati si saranno stabilizzati o lanceranno nuovi attacchi contro i fondi sovrani e contro l´euro. Nel frattempo la manovra ha perso per strada alcuni pezzi. La soppressione delle Province è stata per ora abbandonata. I tagli e i congelamenti stipendiali di alcune categorie, tra le quali i magistrati, sono stati attenuati. L´opposizione parlamentare, mai consultata durante l´iter del decreto, si è incattivita. La Cgil, anch´essa platealmente ignorata, ha preannunciato lo sciopero generale per il 25 giugno. Ma l´impianto e i saldi del decreto sono quelli approvati dal Consiglio dei ministri: 24 miliardi nel biennio 2011-2012 per riportare il deficit entro la soglia del 3 per cento fissata dalla Commissione europea e dal Consiglio dei ministri dell´Unione. Si può dunque dare un giudizio sull´insieme di questi fatti, anche se non saranno pochi gli emendamenti che il decreto subirà nel corso del dibattito parlamentare. Ma affinché il giudizio …

"Dilettanti allo sbaraglio sulla non autosufficienza", di Chiara Saraceno

Una proposta di legge affronta due temi finora trascurati nel nostro sistema di welfare: le necessità di cura delle persone non autosufficienti e la conciliazione con il lavoro remunerato. Ma la norma riesce a essere contemporaneamente vecchia, ingiusta e inefficace. Perché lo strumento scelto è il pre-pensionamento, che favorisce l’uscita dal mercato del lavoro e non la conciliazione. Perché non adotta un approccio universalista e garantisce condizioni più vantaggiose ai lavoratori pubblici. Perché scarica ancora una volta sulle famiglie l’onere del lavoro di cura. Nella seduta del 14 maggio la Camera ha approvato quasi all’unanimità le “Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili”. (1) Il testo, che ora passa all’esame del Senato, rappresenta la sintesi di ben quattordici proposte di legge presentate da esponenti di pressoché tutte le parti politiche. La norma affronta due temi fin qui troppo trascurati nel sistema di welfare italiano: (1) le necessità di cura delle persone non autosufficienti; (2) la conciliazione tra lavoro remunerato e cura dei familiari non autosufficienti. La soluzione proposta, tuttavia, riesce a essere …

"Manovra economica ed evasione fiscale", di Vincenzo Visco

Dell’evasione in Italia si sa praticamente tutto. Il problema di fondo consiste nel fatto che vi sono redditi completamente tracciabili e tracciati e altri che non lo sono. Se si ritiene che la riduzione dell’evasione sia utile, andrebbero reintrodotte integralmente le misure varate dal governo Prodi e subito abrogate dal governo Berlusconi. Con un passo ulteriore: grazie all’anagrafe dei conti bancari è possibile oggi richiedere agli intermediari finanziari la trasmissione al fisco dei saldi finali annuali di tutti i contribuenti, come avviene in altri paesi. Sull’evasione fiscale in Italia si sa praticamente tutto: si conosce il suo ammontare (circa 120 miliardi); la sua distribuzione territoriale a livello sia delle regioni che delle province (l’evasione complessiva è più alta al Nord che al Sud, ma l’evasione delle imprese e dei lavoratori indipendenti è più alta al Sud). Così come si conosce l’incidenza rispetto alle diverse tipologie di reddito: è molto ridotta per i redditi da lavoro dipendente (3-4 per cento); inesistente per le pensioni (ma presente presso i pensionati che hanno un’altra fonte di reddito, spesso …

"Ocse, i conti vanno risanati ma senza ipotecare la crescita", di Felicia Masocco

Risanare i conti pubblici e tagliare i deficit senza mettere ulteriori ipoteche sulla crescita. Per l’Ocse non è una missione impossibile, ma un obiettivo da centrare. Le economie infatti cominciano a risalire, ma non abbastanza da garantire una solida ripresa. La disoccupazione resta alta e ai bilanci del settore finanziari si fanno continui aggiustamenti. Per non parlare delle famiglie di molti paesi. Sta in queste coordinate il documento del vertice interministeriale Ocse che si è svolto ieri a Parigi sotto la presidenza italiana e che ha accolto nell’organizzazione tre nuovi paesi membri: l’Estonia, la Slovenia e Israele. Restano «rischi per la stabilità economica». È elevata, per alcuni Paesi, come dimostrano le tensioni sui mercati del debito sovrano. ALLARME OCCUPAZIONE È dunque necessario risanare i conti pubblici e tagliare i deficit senza mettere a repentaglio la crescita anche se le riforme strutturali vanno fatte. «È importante sviluppare piani di consolidamento fiscale di medio termine credibili e trasparenti. Li attueremo in modo che non mettano a rischio la crescita», si legge nel comunicato. «Stiamo lavorando per evitare …

Prodi: «La Tobin tax è un'idea giusta. Ma va applicata su scala planetaria», di Vittorio Carlini

Da un lato i mercati finanziari sono di fatto globalizzati; dall’altro gli strumenti per regolarli hanno ancora una dimensione locale, nazionale. E’ questa la contraddizione che ci ha portato alla crisi». Romano Prodi, raggiunto al telefono nella sua casa di Bologna, non fa troppi sconti. Il Professore non nasconde le sue preoccupazioni: il futuro, perlomeno nell’immediato, non è roseo. «Questa dicotomia – dice – non sarà risolta in tempi brevi. Non vedo uno slancio, uno scatto in avanti in favore di una regolamentazione a livello mondiale». Il problema della finanza è una conseguenza del più ampio fenomeno della globalizzazione… La globalizzazione, in generale, sta provocando il cambiamento della sovranità nazionale. I mercati finanziari sono una parte del discorso. Lo stato westfaliano, come noi lo conosciamo, è oggetto di profondi mutamenti: è perforato da continui vasi comunicanti, essenzialmente per una duplice causa. Vale a dire? In primis, c’è il forte aumento del peso di istituzioni sovranazionali, quali per esempio l’Unione europea. Poi ci sono strumenti non istituzionali, come appunto le Borse e i mercati finanziari. Questi …