Tutti gli articoli relativi a: economia

«Soldi pubblici senza politica industriale», di Luciano Gallino

A rigore dice il vero il presidente Fiat Luca di Montezemolo quando afferma che da quando sono arrivati lui e Sergio Marchionne ai vertici del gruppo, ossia dal 2004, la Fiat non ha mai ricevuto un euro dallo stato.Il punto è gli incentivi sono una solida forma di aiuto – anche se indiretto – e soprattutto che di euro la Fiat ne aveva ricevuti tanti pochi anni prima. Secondo stime del 2002 rilasciate dal ministero delle Attività Produttive, come si chiamava allora, lo Stato ha sostenuto salvo errore la costruzione dello stabilimento di Termini Imerese ed i suoi annessi con versamenti complessivi che all´epoca toccavano i 4,5 miliardi di euro. E qualche anno prima aveva contribuito allo sviluppo industriale di tutta l´area di Melfi, il più grande insediamento Fiat fuor di Torino, con 3.000 miliardi di lire – un altro miliardo e mezzo in moneta attuale. Sarebbe quindi preferibile da parte dei vertici del gruppo lasciar perdere questo tasto nella discussione con il governo o nelle esternazioni pubbliche. Da parte sua ha pure ragione l´amministratore …

Bonus fiscali per 800 imprese vittime del click day

Quasi 800 imprese italiane vittime del “click day” potranno immediatamente accedere ai bonus fiscali per gli investimenti in ricerca loro negati. Per altrettante, all’incirca, dovrà essere trovata una soluzione in un tavolo negoziale con il governo; il loro diritto allo stesso credito è stato però riconosciuto. E’ questo il risultato di due pronunciamenti della Commissione tributaria di Pescara, annunciati da Unindustria Bologna. L’associazione degli industriali bolognesi per prima si era mossa contro il diniego al credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo opposto dall’amministrazione finanziaria a molte aziende a seguito del “click day” del 6 maggio scorso. In quella data venne sperimentato il cambiamento per questi bonus fiscali: da automatici (come stabilito dalla Finanziaria per il 2007) a selettivi e secondo l’ordine di arrivo con procedura telematica (come indicato invece dal successivo decreto anti-crisi del 2008). In un minuto i fondi a disposizione per il 2008 e 2009 furono “assaltati” e tante aziende, che avevano fatto investimenti contando sull’automatismo del bonus, rimasero a bocca asciutta. Da qui il ricorso presentato il 4 agosto …

"I disoccupati superano due milioni persi 300 mila posti di lavoro", di Barbara Ardu

Alcoa, bloccato l´aeroporto di Cagliari, tafferugli con la polizia. Più di due milioni di italiani sono senza lavoro. Tra loro è altissimo il numero di giovani che trovano sbarrato l´accesso al mondo produttivo. E se le donne resistono perché per lo più occupate nei servizi, sono gli uomini a pagare il prezzo di una crisi occupazionale annunciata. Gli economisti questa volta (e forse non era difficile), ci hanno visto giusto. Attenti, ripetevano, perché gli effetti della crisi finanziaria arriveranno nel 2010, scaricandosi sul mondo del lavoro. La fotografia dell´Istat è impietosa: il tasso di disoccupazione a fine dicembre 2009 è salito all´8,5%. Un anno prima era al 7%. Se ne sono andati in fumo 306.000 posti. Tra i giovani dai 15 ai 24 anni i senza lavoro arrivano a toccare un tasso del 26,2%, maggiore della media dell´Eurozona, che si “ferma” al 21%. Numeri che non si vedevano dal 2004 e che forse sarebbero stati peggiori se in questi mesi sindacati e imprese non avessero puntellato i posti con il ricorso alla cassa integrazione o …

Chiude Davos senza risultati

Da domani, tutti a casa: anche per quest’anno il Word economic forum di Davos viene archiviato senza risultati concreti. Come lo scorso anno, quando i potenti del mondo si trovarono a fronteggiare una crisi tremenda senza un straccio di azione coordinata. Ora il peggio sembra alle spalle, ma non c’è ottimismo: «crescita modesta» sostiene Trichet. E, ancora una volta, tutti in ordine sparso. L’unica novità è la «provocazione» lanciata da Obama sulle banche, accusate di essere troppo grandi per lasciarle fallire senza disastrose conseguenze sul sistema sociale. Di qui una proposta netta: occorre tornare a una separazione tra banche commerciali e banche d’affari, Insomma, bisogna evitare commistioni, relazioni incestuose. Ma come è stata accolta la proposta di Obama? E come si concilia con la posizione alternativa dell’Europa che insiste, invece, per un rafforzamento patrimoniale delle banche? Diciamo che un po’ si concilia, ma i governi prendono tempo e, come ha suggerito Sarkozy «rinviamo ogni decisione al G20». Il presidente francese non ha tutti i torti: i parametri patrimoniali delle banche europee sono molto più alti …

"I giovani due volte discriminati, su lavoro e welfare" di Iolanda Buffalini

Il ministro dice e poi si diverte, per la tempesta «in un bicchier d’acqua di laguna» scatenata da una frase detta in Tv. Tanto si diverte che sbaglia, nella nota inviata dal suo ministero, un congiuntivo: «sconcerta che una frase venga rilanciata come se sia un disegno di legge… ». Ancora più sconcertato è Tito Boeri: «Francamente basta, un ministro dovrebbe fare prima di parlare». Il ministro Brunetta propone di dare 500 euro mensili ai giovani, agendo sulle distorsioni del sistema pensionistico. «Mi sembra una sparata per rimediare alla gaffe sui bamboccioni di qualche giorno fa. Un ministro avrebbe il dovere di non andare in televisione a fare annunci se non ha una proposta concreta. E il governo dovrebbe fare prima di parlare». Infatti i 500 euro servirebbero a mandare i ragazzi fuori casa. «Finanziati come e dati a chi? Il vero motivo per cui i giovani rimangono a casa a lungo è che i lavori cui hanno accesso sono pagati molto poco e sono molto instabili. La famiglia svolge la funzione di ammortizzatore sociale. …

"Tasse: Tremonti basta favole", intervento di Perluigi Bersani

Bersani a tutto campo su crisi economica, lavoro, fisco,riforme ed elezioni regionali: “La nostra missione, il nostro orizzonte è essere utili al nostro paese”. Bersani attacca il governo.“La nostra missione, il nostro orizzonte è essere utili al nostro paese. Costruiremo l’alternativa e manderemo a casa uno che da troppo tempo fa correre l’Italia dietro a palle perse. Ci metteremo il tempo che ci vuole ma lo mandermo a casa”. È questa la promessa che Pier Luigi Bersani fa al popolo del PD riunito a Folgaria per la Festa Democratica sulla neve. Nell’intervento conclusivo il segretario tocca i temi che assillano gli italiani, ma che lasciano indifferenti il governo. A partire dalla crisi economica. La crisi c’è. E il governo? “Nei prossimi mesi il PD si concentrerà su temi veri: lavoro, reddito, piccole e medie imprese, scuola, politiche sociali. Noi non siamo né catastrofisti né pessimisti, siamo al fianco di chi spera in un anno migliore di quello passato, ma non possiamo accettare politica e comunicazione che parlano d’altro e nascondono i problemi. A gennaio sono …

"Donne e affari, la crisi non c’è", di Luca Fornovo

Con i manager in rosa gli utili raddoppiano. Forse è proprio vero che per battere la crisi bisogna imparare dalle donne. O meglio, dalle donne manager. Nonostante la recessione, nel 2009 sono nate oltre 20 mila imprese in più (+1,5%) guidate da imprenditrici o con una forte presenza femminile. E numeri alla mano, le aziende con un alto numero di manager in gonnella fanno quasi il doppio dei profitti di un’azienda tradizionale. Eppure il gentil sesso continua a scontrarsi con i problemi di sempre: al tasso di occupazione femminile che in Italia (47%) è il fanalino di coda d’Europa (58% la media Ue), si associa un alto numero di precarie (il 25% contro il 13% degli uomini) e la scarsa presenza nei posti di comando: il 4-5% di donne siedono nei Consigli d’amministrazione delle grandi aziende. Su questo e altro le donne manager si confronteranno giovedì e venerdì a Torino nel 3° Salone nazionale dell’imprenditoria femminile. All’evento, ideato da Valentina Communication e premiato con una medaglia speciale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, interverranno oltre …