Tutti gli articoli relativi a: economia

Lavoro, imprese e Mezzogiorno. Il PD presenta la sua contro-finanziaria

Negli emendamenti presentati, misure a sostegno anche dei redditi e degli enti locali Sostegno al lavoro, ai redditi e alle imprese. E poi misure per l’emergenza idrogeologica e sismica, per gli enti locali e il Mezzogiorno. Sono queste le priorità che il PD intende portare avanti con determinazione e risolutezza. Il primo passo è stato fatto oggi con la presentazione degli emendamenti alla Finanziaria, ora in esame a Palazzo Madama, presentati dal gruppo del Pd del Senato. Una vera e propria contro-finanziaria con priorità ed obiettivi che non sono quelli indicati dal governo. “Per noi – spiega Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici – la questione centrale, la nostra battaglia, è tenere al centro degli interventi il lavoro, il reddito delle famiglie e lo sviluppo delle imprese. Questo è il cuore della nostra proposta economica per superare la crisi”. Nel merito, la capogruppo del Pd di Palazzo Madama, indica “sei questioni essenziali” all’interno delle quali prendono corpo le diverse proposte del Pd. Si parte con il sostegno al lavoro che prevede tra le misure da …

“La crescita non passa per il taglio dell’IRAP: Ci resta solo il debito”, di Stefano Fassina

Lo scontro di potere in atto a destra ha aperto intorno alla politica economica del Governo un dibattito a lungo negato al Parlamento e all’opinione pubblica. Due le domande di fondo: l’Italia, dato l’enorme debito pubblico, può permettersi una politica economica anti-crisi? Data una risposta positiva, quali sono le misure adeguate? L’Italia non solo può permettersi,ma ha urgenza di una politica anti-crisi per sostenere le migliori energie del lavoro e dell’ impresa ed evitare il peggioramento del quadro di finanza pubblica. Attenzione però. La politica anti- crisi è utile ad una condizione: deve essere parte di una strategia riformista per innalzare la crescita potenziale del Paese. Soltanto a fronte di una intensa crescita il debito pubblico italiano diventa sostenibile. Il Governo, invece, confidando in una crisi di breve durata, ha scelto il rigorismo senza riforme: no alle riforme, no a misure anti- crisi, a parte il surrettizio, iniquo ed inefficiente allentamento del contrasto all’evasione fiscale. Perché il Governo non fa le riforme? Per ragioni culturali e politiche. Larga parte delle classi dirigenti italiane, in particolare …

“E il popolo dei risparmiatori non esiste più. Ecco cosa rischiamo”, di Ettore Livini

L’allarme, al momento, non è ancora rosso. Ma nell’Italia dove migliaia di piccole e medie imprese rischiano di chiudere bottega e dove in un anno si sono bruciati 577mila posti di lavoro, l’emergenza prossima ventura rischia di essere quella del debito personale degli italiani. Un anno fa – con i mercati a secco di liquidità – ci si preoccupava per l’impennata delle rate, con gli interessi schizzati oltre il 6%. Oggi i tassi sono ai minimi storici (0,73% l’Euribor a tre mesi), le banche sono tornate ad allargare i cordoni della borsa, le tranche di rimborso mensile sono calate. Eppure i problemi per pagarle, invece che diminuire, sono aumentati. La percentuale di famiglie che non riesce a onorare i propri impegni sui 617 miliardi di mutui e prestiti contratti con gli istituti (10.400 euro per italiano) è salita negli ultimi mesi al 2,7%. “Livelli ancora bassi rispetto al resto d’Europa”, gettano acqua sul fuoco all’Associazione bancaria italiana (Abi). Ma lo tsunani occupazionale previsto per quest’autunno, sommato alla «voglia di debiti» che ha contagiato le ex-formiche …

“Piccolo mondo antico”, di Barbara Spinelli

Il ministro dell’Economia ha dato un’occasione al Pd, che oggi affronterà le primarie e sceglierà una guida nuova. Difendendo il valore del posto fisso, presentandolo come la cosa calda anelata quando gela, affermando che nel modello europeo non si può organizzare un progetto di vita e di famiglia se il posto è variabile, incerto, Tremonti ha evocato un ingrediente essenziale del socialismo: ha evocato la stoffa dei suoi miti, delle sue mobilitazioni. Alcuni dicono addirittura che il ministro abbia astutamente rubato alla sinistra un tema che dovrebbe figurare nei suoi programmi, lasciandola sgomenta e muta. Si è appropriato della questione sociale, facendosi interprete del mondo che soffre una degradazione del lavoro destinata ad acutizzarsi. La realtà è non poco diversa tuttavia, e la vera occasione per gli eredi del socialismo e del cattolicesimo sociale è di penetrare tale realtà. Di dire il volto che ha oggi la questione sociale, di costruire su essa un nuovo corpo di dottrine, di sfatare le illusioni. Un primo passo importante l’ha fatto Franceschini, intervistato dal Sole – 24 Ore …

“L’aria torbida di fine regno”, di Eugenio Scalfari

L´aria che si respira in questi giorni è di fine della seconda Repubblica. Non è detto che sia anche la fine di Berlusconi perché le due cose non sono necessariamente coincidenti. Può darsi che la fine della seconda Repubblica porti con sé e travolga chi su di essa ha regnato; ma può darsi anche che sia proprio lui ad affossarla sostituendola con una Repubblica autoritaria, senza organi di garanzia capaci di preservare lo Stato di diritto e l´equilibrio tra i vari poteri costituzionali. Il Partito democratico ha presentato in Parlamento il 22 ottobre, con la firma di Anna Finocchiaro, Luigi Zanda e Nicola Latorre, una mozione che fotografa con efficacia questa situazione. Se ne è parlato poco sui giornali, ma è l´atto parlamentare più drammaticamente documentato del bivio cui il paese è arrivato, mentre la crisi economica mondiale è ancora ben lontana dall´aver ceduto il posto ad una ripresa. I sintomi di questa «fin du règne» sono molteplici. Ne elenco i principali: l´attacco martellante e continuativo del presidente del Consiglio contro la Corte costituzionale e …

«Allarme piccole imprese “Un milione a rischio”», di Roberto Mania

Un milione di piccole imprese a rischio. Perché la crisi nell´economia reale non è affatto terminata. Anzi. Riuniti a Mantova nel Palazzo Te sono i piccoli industriali della Confindustria, cioè oltre il 90% degli associati, a lanciare l´allarme per la loro sopravvivenza ma anche per i posti di lavoro destinati a saltare. Avrebbero voluto dirlo direttamente al governo, ma ieri i ministri invitati hanno disertato. L´uno, il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, perché impegnato in un Consiglio dei ministri che non si è mai tenuto; l´altro, il titolare dell´Economia, Giulio Tremonti, invitato a mandare un video-messaggio, ha rinunciato, dopo aver più o meno spiegato alla presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, che il contesto politico gli creava non pochi problemi a intervenire. Scajola arriverà oggi, ma forse per la prima volta si consuma un distacco tra i piccoli industriali e il centrodestra. Un´incrinatura in un blocco sociale che finora aveva retto bene, ma che l´incertezza legata alla crisi mette a durissima prova. Resistono i piccoli e lo fanno da incompresi. Guardano con diffidenza agli annunci di …

“La voce del padrone: avvertimento a Tremonti”, di Bianca Di Giovanni

L’avvertimento è arrivato anche per lui, il superministro dell’Economia. Due fondi, uno su «Il Giornale», l’altro su «Libero», che ieri «garbatamente » chiedevano il taglio delle tasse. Poi, il messaggio del premier agli artigiani: taglieremo gradualmentel’Irap fino alla sua soppressione. Si parla di fisco, ma il gioco è tutto politico. Giulio Tremonti ha commesso lo stesso «peccato» del suo «gemello antagonista» Gianfranco Fini: ha giocato in proprio. Per di più proprio mentre il lodo Alfano veniva picconato dalla Consulta, lasciando scoperti i nervi (e le cause giudiziarie) del premier. Ha avuto l’ardire, il fiscalista di Sondrio abituato a menare bordate (sui giornali) su banchieri, petrolieri, poteri forti, di pensare al «dopo» (dopo Berlusconi?) in un convegno Aspen. Poi, la battuta sul posto fisso. Tanto per guadagnarsi qualche titolo. Troppo. Per questo deve pagare: il killeraggio è affidato sempre al sistema mediatico di famiglia. Sostenuto, poi, dalla raffica aggressiva delle legioni di centrodestra: unite a testuggine. Tutti con il capo. I ministri in una unica schiera: Scajola, Brunetta, persino Sacconi, finora più vicino al titolare del …