Tutti gli articoli relativi a: economia

“Il fisco mediatico di Tremonti”, di Stefano Fassina

Dall’arrivo del ministro Tremonti a via XX Settembre, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno moltiplicato la loro presenza sui media per magnificare i risultati raggiunti nella lotta all’evasione fiscale. Le loro uscite mediatiche seguono sempre a ruota la diffusione di preoccupanti dati sulle entrate da parte della Banca d’Italia o del Dipartimento delle Finanze. È la via scelta dal ministro per coprire, con la complicità di media servili, gli inequivocabili segnali di allargamento dell’evasione fiscale. La propaganda di Tremonti gioca su un equivoco: fa coincidere la lotta all’evasione con i controlli. Ma, non è così. I controlli sono soltanto un pezzo della strategia da attuare. Nei sistemi fiscali moderni, tanto più in situazioni come l’Italia, segnate da elevata propensione morale ed economica all’evasione e sanzioni troppo spesso virtuali, è decisivo prevenire oltre che scoprire e possibilmente punire il reato. Ossia, è decisivo innalzare barriere all’evasione. Quelle barriere innalzate dal Governo Prodi ed eliminate con i primi decreti del Berlusconi IV (dalla tracciabilità dei compensi, all’elenco clienti fornitori). Oggi, l’offensiva mediatica di Tremonti …

“Bankitalia: gli immigrati non ci tolgono lavoro”, di Felicia Masocco

Gli immigrati non tolgono lavoro agli italiani. Uno studio della Banca d’Italia smentisce il luogo comune e toglie argomenti a chi lo strumentalizza. Al contrario di quanto si pensa, la presenza dei lavoratori migranti si traduce in maggiori opportunità di occupazione per gli italiani più qualificati. Non solo. Un beneficio significativo lo ricavano le donne del nostro paese: grazie a colf e badanti reclutate in massa tra le straniere, recuperano tempo prima impiegato nel lavoro di cura e lo spendono per lavorare. COMPLEMENTARIETÀ I ricercatori la chiamano «complementarietà» e si spiega con il fatto che l’arrivo di lavoratori che fanno i tecnici, gli operai o i braccianti, «può aver sostenuto – dice Bankitalia – la domanda di lavoro per funzioni gestionali e amministrative che richiedono qualifiche più elevate, maggiormente rappresentate dagli italiani». Tradotto: gli stranieri fanno lavori umili o che gli italiani non fanno più. Si tratta di mansioni con minore contenuto professionale, svolte per lo più in imprese piccole o meno produttive. «Il 44% degli immigrati è impiegato in occupazioni non qualificate o semi …

“Amato: l’Italia deve crescere subito, troviamo il modo per tagliare l’Irpef”, di Claudio Rizza

Giuliano Amato parla della ripresa che, timida, manda segnali d’ottimismo da Germania e Francia, ma non ancora da noi né nel resto del continente, e nota subito come l’Europa non abbia mantenuto la sua vecchia promessa: «E cioè garantire al suo interno convergenze economiche sufficienti per evitare questi divari». Chi ne porta la responsabilità? «Lo scollamento ha ragioni sia nazionali che europee, sarebbe ingiusto ce le caricassimo addosso tutte. Se l’Europa si fosse dotata di mezzi centrali “federali” per fronteggiare gli effetti asimmetrici delle crisi economiche, probabilmente nei mesi passati avremmo colmato distanze altrimenti inevitabili. Piaccia o non piaccia, e non piace alla parte politica alla quale appartengo, un Paese di eurolandia con un forte debito pubblico non ha gli stessi margini di sostegno dell’economia che hanno altri con minore debito». Noi, invece, che vizi abbiamo? «Naturalmente ci possono essere anche responsabilità nostre, certo. Ma intendo dire che leggere questi dati, per uno come me, significa vedere un semi fallimento del coordinamento economico europeo più che italiano. Ravviso il permanere dei tradizionali problemi italiani: il …

“L’autunno caldo dei centomila in Cig in deroga”, di ma. ga.

La notizia dell’Inps pubblicata da alcune agenzie è esplicita: «Da metà agosto circa 100 mila lavoratori usufruiranno dell’intervento della Cassa integrazione in deroga». La notizia dell’Inps pubblicata da alcune agenzie è esplicita: «Da metà agosto circa 100 mila lavoratori usufruiranno dell’intervento della Cassa integrazione in deroga». Già ora 20 mila lavoratori, dipendenti di circa 4 mila imprese, stanno beneficiando di questo assegno da parte dell’Inps, ma altri ottantamila si aggiungeranno a questi «beneficiari». L’Inps, per bocca del suo presidente, Antonio Mastropasqua, ha scelto il 15 agosto per illustrare un meccanismo in realtà ancora imperfetto, nonostante molte imprese avessero già dichiarato lo stato di crisi dal mese di aprile. Infatti da questo mese è già noto che 15 mila imprese hanno chiesto per i loro dipendenti (ovvero per se stesse) l’intervento dell’Inps, attraverso la Cig, per un totale che si aggira a 104 mila lavoratori. «I difetti di un programma informatico – commenta il presidente Antonio Mastropasqua – hanno finora causato dei ritardi per fortuna rimediabili». In pratica, duemila imprese hanno già ottenuto il sostegno diretto …

“Bce: “La crisi non è finita” Commercio, allarme lavoro. Confesercenti: chiuderanno 50mila negozi”, di Roberto Petrini

Altro che crisi alle spalle. Per commercianti, artigiani, piccoli imprenditori e sindacati quello che viene dalla Germania è solo un sottile filo di speranza. Certo: il ritorno del segno «più» è un messaggio di fiducia, ma quando l´inflazione è ancora sotto lo zero, la disoccupazione cresce e i consumi ristagnano, non si può essere ottimisti. A spegnere i facili entusiasmi ci ha pensato Alex Weber, presidente della Bundesbank e consigliere della Bce: «Voglio mettere in guardia dalle affermazioni secondo le quali la crisi è finita. Sono affermazioni ora premature», ha sanzionato ieri in una intervista alla Sueddeutsche Zeitung. Concetto vero tanto più in Italia dove il Pil è ancora pesantemente previsto dal governo a -5,2 per cento. «Temo un autunno difficile con imprese e casi di aziende costrette a chiudere», ha detto la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia in una intervista alla Stampa. «In autunno molte piccole e medie imprese del Nord Est non riapriranno», ha detto l´ex presidente di Federmeccanica e deputato del Pd, Massimo Calearo. «Chimica, a partire da Porto Marghera e Sardegna, …

“Un trimestre non fa primavera”, di Alberto Bisin

Continuano a rincorrersi gli annunci della fine della crisi e dell’inizio della salvifica ripresa: il presidente Obama la settimana scorsa, poi la Fed, e infine ieri la Banca Centrale Europea. Anche i mercati azionari, che tipicamente anticipano la ripresa rispetto al ciclo economico, paiono quantomeno ottimisti. Ma veniamo da un anno di politiche monetarie estremamente espansive in tutto il mondo e i mercati sono carichi di capitali investiti in liquidità e quindi assetati di rendimenti e di rischio. Le banche centrali poi, come del resto i governi, dopo un anno di brutte notizie hanno tutto l’interesse a diffondere la buona novella dell’imminente ripresa. I governi, in particolare, sono pronti a dichiarare il successo delle proprie misure di stimolo fiscale. Commentando l’ottimismo del presidente Obama la scorsa settimana, su queste colonne, argomentavo che in realtà poco sappiamo su quando inizierà la ripresa. E nulla è cambiato. Continuiamo a saperne poco. E’ notizia di ieri, ad esempio, che la Francia e la Germania, unici in Europa, hanno segnato un andamento del Pil addirittura positivo nel secondo trimestre …

“Tempi ancora lunghi per la vera ripresa” intervista a Marco Deaglio, di Mario Margiocco

Un anno fa la finanza mondiale viveva in modo sempre più pericoloso. Grazie ai massicci interventi di banche centrali e governi, non c’è stato il tracollo. Ma non si capisce bene da dove potrà venire il rilancio, né quando, dice Mario Deaglio, ex direttore del Sole 24 Ore, editorialista della Stampa e professore di economia internazionale a Torino. Nella primavera 2008, con un’analisi intitolata “La resa dei conti”, Deaglio anticipava molti giudizi su cause e portata della crisi. E ora, a che punto siamo? Professor Deaglio, che fiducia dare ai segnali positivi su produzione, export e altre voci in vari paesi? Il sistema globale si sta divaricando. Da un lato abbiamo Cina, India, alcuni altri Paesi asiatici, il Brasile, dove crisi ha voluto dire essenzialmente un rallentamento della crescita che ora sta più o meno ripartendo. Nei Paesi sviluppati invece la crisi si identifica con mutamenti strutturali importanti. È una malattia da cui si guarisce in fretta o no? Non lo so, trovo che le analogie con l’influenza suina siano utili. Abbiamo una malattia di …