Tutti gli articoli relativi a: economia

23^ fiducia imposta dal Governo al Parlamento. Oggi tocca al decreto anticrisi. La dichiarazione di voto di Pierluigi Bersani per il PD

Signor Presidente, cari colleghi, vorrei chiedermi cosa hanno mai da guadagnare gli italiani da un’umiliazione così forte che sta venendo al Parlamento. Siamo alla ventitreesima fiducia in un anno, i decreti-legge vengono presentati uno dopo l’altro, viene posta la questione fiducia su un pacchetto di norme, Ministro Tremonti, che lei, in altre epoche, avrebbe ridicolizzato (si tratta di 43 pagine), e siamo a farlo, sostanzialmente, all’insaputa del legislatore. Cosa ha da guadagnare l’Italia dal fatto che, in un anno, questo Parlamento non ha mai avuto l’occasione di una discussione vera sulla crisi economica? Abbiamo guadagnato in rapidità? Abbiamo guadagnato in efficacia? Credo che abbiamo guadagnato in approssimazione e in confusione, perché aver fretta – vorrei dirlo al Governo – non sempre significa andare veloci. Avete avuto fretta nel criminalizzare le badanti irregolari e, poi, siete dovuti correre a regolarizzarle. È meglio discutere, ascoltarsi e ascoltare. Credo anche che l’Italia abbia poco da guadagnare dalle rassicurazioni al cloroformio che stanno venendo dal Governo. Vorrei dire al Governo che gli italiani, davanti ai problemi seri, sono stimolati …

“Allarme di Draghi: tasse record e dubbi sullo scudo fiscale”, di Elena Polidori

Pressione fiscale «sui valori massimi degli ultimi decenni». Dubbi sullo scudo fiscale. «Forte deterioramento» dei conti pubblici: il debito, previsto salire di 10 punti fino al 115,3% del Pil, sarà tra le eredità gravi della crisi. E, non ultimo, c’è il rischio che il ricorso già record alla cassa integrazione non riesca più a contrastare una riduzione degli organici. Sono alcune delle conseguenze della «profonda recessione» che sta affrontando l’economia italiana, secondo il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Ora la fase di peggioramento della congiuntura «sembra essersi arrestata»; vi sono «segnali di miglioramento»; trainata dalla ripresa mondiale l’attività produttiva tornerebbe a crescere l’anno venturo. Ma il 2009 sarà difficile: è previsto un ulteriore peggioramento dei conti pubblici e per la prima volta in 18 anni quello che Ciampi considerava un prezioso tesoretto, ovvero l’avanzo primario (al netto degli interessi) sarà disavanzo pari allo 0,4% del Pil. La pressione fiscale rischia di salire al 43,4% del Pil con un aumento di 0,6 punti e dunque con valori che collocano l’Italia «ampiamente sopra la media Ue»: …

Per uscire dalla crisi

“Sono ormai mesi che il Partito democratico segnala con urgenza la necessità che le banche riprendano al più presto a fare credito alle imprese, soprattutto al sistema delle piccole e medie imprese”. Così Dario Franceschini, segretario del Pd, intervenuto con una nota per ribadire quanto detto questa mattina dal presidente della Consob, Lamberto Cardia. “L’emergenza segnalata oggi anche dal presidente della Consob – ha continuato Franceschini – conferma quanto già detto più e più volte dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e il grido d’allarme che ci arriva quotidianamente da tanti piccoli e medi imprenditori che hanno bisogno di credito per non rischiare la chiusura delle proprie aziende. In questo quadro, è tempo però che anche il governo si svegli, guardi la realtà e faccia finalmente la sua parte. Il Partito democratico ha presentato di nuovo oggi emendamenti specifici per rafforzare il credito alle imprese e per sbloccare davvero il pagamento dei crediti che le imprese hanno nei confronti della pubblica amministrazione”. “Anche su quest’ultimo essenziale punto per la vita delle imprese – ha …

“Pensioni rosa, duello Sacconi-Brunetta”, di Roberto Petrini

Età più alta per decreto, ma il Welfare frena. Vertici Inps e Inail al lavoro oltre i 67 anni. Cgil critica sulle misure previdenziali. Martedì incontro sul Dpef con le parti sociali E´ braccio di ferro nel governo sulle pensioni rosa. Il ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta, avrebbe già sottoposto ai colleghi di governo un emendamento al decreto anticrisi che mira, come indicato dall´Europa, ad innalzare l´età pensionabile delle donne impiegate nel pubblico impiego, di un anno ogni dodici mesi fino a raggiungere quota 65 anni (la stessa età degli uomini). Sulla proposta di modifica peserebbero tuttavia le perplessità del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che vorrebbe evitare lo strumento del decreto legge e opterebbe per un percorso diverso. L´iniziativa di Brunetta è oggetto di una levata di scudi del sindacato che chiede, in materia previdenziale, di rispettare la prassi del dialogo. La Cisl è contraria e ieri Morena Piccinini della Cgil ha parlato di un «gravissimo vulnus nel metodo». A rendere ancor più complesso il quadro – in vista del vertice governo …

“La rabbia di Cialente «Traditi dal governo»”, di Pietro Orsatti

Il sindaco del capoluogo abruzzese: «Il G8? Non ci riguarda. A novembre solo pochi cittadini avranno un tetto sulla testa. La città rischia di svuotarsi». E i fondi scarseggiano. «Il G8 è là, un pezzo di città, esterno, chiuso. Non ci riguarda. L’unica cosa che speriamo è che sia un’occasione per far ripuntare i riflettori su L’Aquila, ma stavolta in maniera corretta, su quello che sta succedendo qui davvero». Il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, accompagnato solo da un vigile urbano, è confuso fra i cinquemila cittadini del capoluogo che con una silenziosa fiaccolata si sono ripresi la notte per commemorare il terzo mese dalla scossa del 6 aprile. È con i suoi concittadini, arrabbiato e deluso come loro, e forse con qualche dato in più per essere alterato visto il ruolo che ricopre. «Forse l’errore che abbiamo fatto è stato quello di mantenere un profilo istituzionale senza alzare polemiche e rendere pubbliche le tante divergenze e i tanti dubbi che sorgevano di volta in volta appena finita la fase dei primi soccorsi. Forse l’hanno …

Antonio, a casa dopo 20 anni di posto fisso. “Ho perso il futuro senza avere colpe”, di Roberto Mania

La nuova ondata di disoccupati non è più quella dei precari, ora tocca ai figli del baby boom. Stanno al nord, nelle fasce ancora industriali, nelle province del “voto calloso” alla Lega. Siamo solo all’inizio: la disoccupazione si muove in ritardo rispetto al Pil. Cinisello Balsamo (Milano) – «Mi chiamo Antonio, ho quarantadue anni, vivo a Cinisello Balsamo, sono disoccupato». Disoccupato, senza lavoro, senza più fabbrica. A casa, dopo vent’anni di contratto a tempo indeterminato, posto fisso e nessuna precarietà. La storia di Antonio Narciso da Bitonto, provincia di Bari, è la storia di una nuova generazione di lavoratori a rischio, né vecchi né giovani. Lavoratori garantiti fino al crollo della Lehman Brothers. Ora sono entrati nelle tabelle dei disoccupati dell’Istat e di Eurostat, e hanno cambiato prospettiva. La loro vicenda sta diventando complementare al racconto di Aldo Nove nel suo “Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese”. Quello era il romanzo dei lavoratori flessibili, malpagati, senza futuro. Una generazione diventata matura nell’incertezza e che ora sta passando direttamente dalla precarietà …

“La matematica del prof. Tremonti: «Le entrate fiscali come da previsione»”, di Marco Tedeschi

Che l’autocritica non sia proprio la maggior virtù del corrente governo lo si è capito ormai da tempo, ma ieri Giulio Tremonti ha pensato bene di ribadire questo marchio di fabbrica dell’esecutivo nel corso della conferenza stampa di presentazione del cosiddetto decreto anticrisi, il provvedimento varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri che prevede fra l’altro lo sblocco delle risorse per la pubblica amministrazione nonché la nuova normativa sulle commissioni bancarie. Al ministro dell’Economia è stato chiesto conto dell’andamento delle entrate fiscali, un tema cruciale per il traballante bilancio dello Stato, reso ancor più delicato dalla recente ammissione del presidente del Consiglio che ha parlato «di 37 miliardi in meno dal gettito tributario rispetto allo stesso periodo del 2008». Ebbene, piuttosto che ammettere la difficoltà Tremonti ha preferito un arduo esercizio dialettico. «L’andamento delle entrate fiscali è in linea con le nostre previsioni – ha dichiarato -, viene monitorato costantemente ed è allineato con gli altri Paesi». SBLOCCO DI RISORSE Quanto alle parole pronunciate da Berlusconi, il responsabile del Tesoro ha precisato che i dati …