Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Donne, denuncia Cgil: lavorano la terra con paghe più basse", di Jolanda Buffalini

Donne che lavorano in un mondo di uomini è il quadro che emerge dalla ricerca commissionata dalla Flai-Cgil (federazione del lavoro agro-alimentare) alla fondazione Metes per l’ Assemblea annuale delledonne in agricoltura che si è svolta ieri negli Studios di Cinecittà, ricerca coordinata da Irene Figà Talamanca (Roma-La Sapienza). È un segmento piccolo del mondo del lavoro, circa il 5 per cento con 250mila addette su nove milioni di donne che lavorano. Dove si concentrano, però, molti problemi: dal fenomeno del caporalato, alla condizione delle donne spesso invisibili e sottoposte allo stress del doppio lavoro. È la fotografia di un mondo rurale in cui spesso non c’è consapevolezza dei rischi, non si usano le mascherine e i guanti per difendersi dagli antiparassitari, con conseguenze gravi sulla fecondità, sull’aumento degli aborti spontanei, sulle malformazioni dei bambini che, spesso, sono sottopeso alla nascita. Un quadroalla “Novecento” di Bernardo Bertolucci che contrasta con le potenzialità che il settore dovrebbe avere. «Sappiamo da numerosi studi – dice Stefania Crogi segretario della Flai – che se cresce l’occupazione femminile cresce …

"Cinque milioni di italiani sono senza lavoro", di T.M.

Cinque milioni di persone in Italia non hanno un lavoro. E il problema è che oltre la metà ha rinunciato anche a cercarlo. Attraverso i dati che fotografano il mercato del lavoro nel 2011, l’Istat ha reso noto ieri che il nostro Paese è afflitto da un numero abnorme di cosiddetti inattivi. Quasi tre milioni di persone che, contrariamente ai disoccupati, non cercano lavoro ma sarebbero disponibili ad accettarne uno. In questo siamo anche, tristemente, campioni europei: un terzo degli inattivi della Ue a 27 vive in Italia. Rapportati alle forze di lavoro, gli inattivi sono l’11,6 per cento, un dato più che triplo rispetto alla media europea di 3,6 per cento. E in crescita rispetto al 2010, quando erano l’11,1 per cento del totale. In tutto, sono 2,897 milioni, in crescita del 4,8 per cento (di 133 mila persone) rispetto al 2010. Si tratta anche del dato più alto dal 2004. E complessivamente abbiamo l’agghiacciante primato di ospitare circa un terzo di tutti gli inattivi d’Europa a 27: 2,897 milioni contro gli 8,566 milioni …

"Flessibilità in entrata: le imprese all’offensiva. La mediazione del Pd", di Massimo Franchi

Confindustria e imprese chiedono modifiche sulla flessibilità in ingresso e ottengono attenzione dal Pd. La Cgil, guardinga sull’iter della riforma del lavoro, mantiene le 16 ore di sciopero indette e, allo stesso tempo, prepara la manifestazione unitaria con Cisl e Uil che, a loro volta, si dicono favorevoli a una strategia comune su fisco e crescita. Nonostante i tempi stretti per l’approvazione, la riforma del mercato del lavoro continua a essere una partita apertissima in cui tutti gli attori in gioco si attivano per ottenere miglioramenti. Ieri è stata un’altra giornata piena di incontri e decisioni. E così sarà oggi. Ieri Emma Marcegaglia ha incontrato Pier Luigi Bersani e il gotha economico del Pd. Il tema è quello della flessibilità in entrata con Confindustria che chiede modifiche non piccole. «Abbiamo trovato un accordo su tre punti fondamentali – spiega Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd -. Il primo è quello di evitare che veri lavoratori autonomi rischino di rientrare nelle maglie del contrasto alle false partite Iva, la seconda è l’esenzione dall’aumento dell’1,4% del costo …

"Il suicidio non è di classe", di Michele Ciliberto

Ci sono molte cose che colpiscono nella crisi profonda, e tragica, che sta attraversando il Paese: allarma ad esempio vedere quanto si stia estendendo l’area della miseria e della povertà. Ma soprattutto colpisce sentire, con una frequenza angosciosa, che un lavoratore oppure un imprenditore hanno deciso di mettere fine alla loro vita, suicidandosi. La crisi ha cancellato, in modo drammatico, le distinzioni di classe: in diversa misura, e in modi diversi ovviamente, tutti coloro che sono dentro l’universo del lavoro si trovano oggi in una situazione di precarietà, di debolezza che si trasforma in una progressiva perdita di sé, di identità sia sociale che individuale. Alla base di gesti terribili come questi c’è un senso di totale solitudine, la perdita di qualsiasi fiducia nel futuro, il sentimento di un destino di sconfitta al quale appare impossibile resistere. E c’è la persuasione lucida e intransigente che non ci siano partiti ,sindacati, associazioni, chiese alle quali si possa far appello per avere un aiuto e cercare di ritrovare una strada. C’è insomma la persuasione che non ci …

"Lavoro, donne più a rischio", di Manola Di Renzo

L’Italia ha la percentuale più bassa, rispetto agli altri paesi europei, di partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La crisi economica che il nostro paese sta attraversando influisce pesantemente sull’occupazione femminile. Anche i dati presentati dalla Banca d’Italia mostrano un crollo dei redditi familiari, in particolare nei nuclei più poveri, e con a capo un componente femminile; si aggiungono a questi i numeri resi noti con il bollettino mensile della Banca centrale europea. Secondo la Bce: «le condizioni nei mercati del lavoro dell’area dell’euro continuano a deteriorarsi e le indagini congiunturali anticipano un ulteriore peggioramento nel breve termine», di conseguenza un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione, che in Italia rischia di tradursi anche in una diminuzione dell’occupazione femminile. La riforma del lavoro proposta dal governo sembra presentare scarsi benefici alle aziende, piuttosto potrebbe portare a un aumento del costo del lavoro, ma non solo. Quando si parla di integrazione della donna nell’impresa, si dovrebbe tenere conto dei molteplici ruoli che ricopre nei diversi ambiti di vita. La donna impegnata in duplici ruoli, lavoratrice, …

"Esodati, sono 331mila. Ben 100mila nel 2013 a fine governo tecnico", di Massimo Franchi

Gli esodati sono 331mila. I 65mila conteggiati da Fornero sono solo quelli del 2012. Al oro vanno aggiunti i 100mila del 2013, i 90mila del 2014 e i 70mila del 2015. Per contare gli esodati e capire la differenza fra loro e quelli che Elsa Fornero chiama «salvaguardati» basta usare i dati che l’Inps ha fornito in maniera, però, non ufficiale. Come ha fatto Il Sole24Ore per smentire i dati forniti giovedì dal ministero del Welfare. In realtà le persone che dal 2012 al 2015 si troveranno senza lavoro, senza pensione e senza copertura degli ammortizzatori a causa della riforma delle pensioni firmata Fornero sono 331mila. E sono così suddivise. La categoria più rappresentata è quella della prosecuzione volontaria, persone che hanno lasciato il lavoro e che continuano a versare i contributi interamente a proprio carico: si tratta, sempre secondo l’Inps, di 200mila persone, pari al 60 per cento del totale. Per loro lo spostamento in avanti dell’età pensionabile comporta il fatto di dover pagare i contributi per molti più anni. In una situazione molto …

"Le sfide del sindacato unito", di Guglielmo Epifani

Partendo dalla manifestazione unitaria dei sindacati in difesa di quei lavoratori costretti dalle scelte del governo a non avere né pensione né lavoro, Franco Marini rilancia con forza il bisogno di un sindacato che ritrovi la sua unità e di un Paese che torni a investire sulla concertazione, intesa come metodo e come valore. Queste parole vanno ascoltate e per quanto non facile, per il peso delle divisioni che vi sono state durante il governo Berlusconi e che tuttora permangono su molti aspetti delle scelte confederali, va riaperto il dibattito sul tema dell’unita. Lo richiede anzitutto la durata e la qualità della crisi che attraversiamo, che è insieme finanziaria, monetaria, economica e sociale; e il rischio che corrono la nostra democrazia e la costruzione europea. Nessuno sa, a distanza di quattro anni, come uscire dalla situazione in cui siamo, e dalle trappole che la caratterizzano. Avremmo bisogno di tregua da parte dei mercati e questa non ci viene data; avremmo bisogno di politiche per lo sviluppo per contrastare disoccupazione e crescita del debito, e questo …