Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Un passo avanti importante

Soddisfazione di Bersani per il recepimento del principio del reintegro in relazione all’Articolo 18 da parte del governo. “Quell’articolo non sarà scritto con la mia penna, tuttavia credo che sia un passo avanti importantissimo”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha definito il testo della riforma del mercato del lavoro presentato oggi dal premier Monti e dal ministro Fornero. Bersani, durante l’intervista con il Tg3, si è detto soddisfatto che sia stato recepito il principio del reintegro in relazione all’art.18, ma soprattutto che si sia evitata l’idea di una monetizzazione del lavoro. “L’onore della prova – ha dichiarato Bersani – non sarà a carico del lavoratore. Il principio del reintegro c’è e c’è anche l’onere della prova non a carico del lavoratore. Questo risponde all’ansia che si stava diffondendo tra milioni di lavoratori. È un risultato importante”. Bersani non ha escluso che si possa raggiungere ulteriori miglioramenti in Parlamento e si augurato che l’iter di approvazione della riforma del mercato del Lavoro possa essere ragionevolmente veloce. “Si tenga conto che stiamo parlando di …

"Vertice sull’articolo 18. Pressing di Bersani Monti prova a chiudere" di Nini Andriolo

Un lungo incontro riservato con Bersani, prima del vertice annunciato per la tarda serata di ieri con Casini, Alfano, Passera, Catricalà e Fornero. Monti rientra dalla Cina e tenta di dipanare la matassa dell’articolo 18 con l’obiettivo di recarsi oggi al Quirinale e inviare la riforma al Senato già nelle prossime ore. L’appuntamento con il segretario Pd, che aveva tenuto il punto sul reintegro per i licenziamenti economici illegittimi, si annunciava come il più delicato. Il testo messo a punto nei giorni scorsi da Elsa Fornero introduce «limature» che «complicano, e non semplificano» lo stesso progetto originario. La nuova formulazione consentirebbe il reintegro nel caso in cui il giudice dovesse accertare i motivi discriminatori del licenziamento. Al lavoratore, in sostanza, non spetterebbe più l’onere della prova. Ma verrebbero introdotti nel provvedimento criteri macchinosi per impedire «abusi». Meccanismi che, appunto, rischierebbero di annebbiare un principio che Bersani aveva ribadito più volte: «il lavoratore deve essere pienamente padrone dei propri diritti». Fino al pomeriggio di ieri, di fronte alle reciproche aperture tra Pd e Pdl, il governo …

"Emergenza crescita", di Paolo Guerrieri

Durante il suo viaggio in Asia il presidente Monti ha più volte dichiarato – con una certa enfasi – che la crisi dell’area euro possa considerarsi di fatto superata. Anche grazie al più solido sentiero di sviluppo imboccato dall’Italia. Sono affermazioni che per un verso possono non sorprendere, visto il fine propagandistico che in parte le ha animateEr. a necessario spingere alcuni Paesi asiatici a investire in Italia. Tuttavia queste affermazioni sono destinate a suscitare qualche preoccupazione se dovessero trovare conferma nelle future scelte e azioni del premier e del suo governo. Perché va precisato, innanzitutto, che non è affatto vero – purtroppo – che la crisi della zona euro sia ormai alle nostre spalle. Analisi e pareri autorevoli, provenienti anche da Bruxelles, hanno cercato di spiegare a più riprese che l’attuale fase di relativa calma è del tutto temporanea, in quanto dovuta in misura prevalente all’immensa liquidità creata dalla Banca centrale europea a sostegno del sistema bancario e, indirettamente, dei mercati dei titoli sovrani dei Paesi più indebitati. Si è guadagnato del tempo prezioso, …

Fassina: "due modifiche e poi si. Basta automatismi, il giudice decida sul reintegro", da Il Messaggero

“Siamo autonomi dalla Cgil, se passano le nostre richieste è una buona riforma”. Mentre i leader della maggioranza, Alfano, B ersani e Casini, si incontrano con il premier Mario Monti sulla riforma del lavoro, il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina. ribadisce i paletti del suo partito per il via libera al provvedimento. «I punti sui quali riteniamo che la riforma del governo debba essere corretta sono due. Per quanto riguarda il contrasto alla precarietà dunque la cosiddetta flessibilità in entrata: l`aumento di sei punti percentuali dei contributi per i lavoratori parasubordinati e di una parte delle partite Iva, e una loro esclusione dall`assicurazione sociale per l`impiego. E per quanto riguarda l`articolo 18, noi del Pd riteniamo che quando il lavoratore viene licenziato senza giustificato motivo il giudice debba poter avere a disposizione la possibilità del reintegro». Ma le ragioni economiche rientrano o no nella possibilità di licenziamento? «Certo, quello è già previsto dalla legislazione vigente. L`assurdità sta nel fatto che si sta ridimensionando la sanzione per le imprese quando il motivo economico non sussiste. …

"Quella trappola dei voucher per la baby sitter", di Donata Gottardi*

Non c’è solo l’articolo 18. La discussione sulla riforma del mercato del lavoro deve riguardare anche le altre parti. Quella dedicata agli «interventi per una maggiore inclusione delle donne nella vita economica» tradisce clamorosamente l’obiettivo. Non la prima parte, che contiene un convincente intervento sulle dimissioni in bianco: opera mediante estensione di meccanismi già esistenti, come la convalida, e si applica correttamente a tutti i lavoratori. Questa pratica sleale nata per liberarsi delle lavoratrici quasi sempre in connessione con la maternità, si sta estendendo ai lavoratori con la evidente finalità di rendere irrilevante la disciplina di tutela del licenziamento, qualsiasi essa sia, aggirandola a monte. È un atto dovuto per evitare frodi alla legge e dovremmo chiederne l’inserimento nella parte sulla revisione della disciplina del licenziamento individuale. Gli altri due punti solo a una lettura superficiale possono sembrare soddisfacenti. Al primo è stata dedicata molta enfasi nella presentazione alla stampa. Si è detto che finalmente nel nostro Paese, in anteprima rispetto al resto dell’Unione europea, abbiamo il congedo di paternità. Il congedo di paternità, modello …

"Il problema vero: il lavoro che manca", di Giuseppe Provenzano

Si fa una gran fatica a commentare ogni bollettino che dal fronte del mercato del lavoro rimbalza mensilmente su giornali e tv sempre con lo stesso stanco titolo. «Un giovane su tre è disoccupato» è la “mezza verità” di una notizia che corre dietro a decimi di percentuali. Mentre il tasso di occupazione di giovani e donne (rimosso con un misto di pervicacia e ignoranza dall’opinione pubblica che conta) ristagna o declina in mezzo Paese sotto i livelli della Grecia. Eppure, queste stesse statistiche, se lette con un minimo di attenzione, potrebbero evitare il rischio più grave che si corre in questa fase delicata, nella discussione lacerante intorno alla riforma del mercato del lavoro, peraltro da correggere e migliorare: far perdere di vista che la vera priorità del nostro Paese – e del Mezzogiorno, specialmente – è la strutturale carenza di occasioni di «buona occupazione». Sul fronte meridionale, lavora meno di un giovane (under 35) e di una donna su tre. E sono numeri come pietre, poiché tutti i «calmieri» sociali vengono meno: i risparmi …

"Il lodo Bersani sull´articolo 18 più vicina l´intesa partiti-governo", di Giovanna Casadio

Al ritorno dall´Asia, Monti trova un clima politico cambiato. Sull´articolo 18 e la riforma del mercato del lavoro, sembra riprendere il dialogo. E il Professore avrà una ragione in più per essere ottimista, come ha già dimostrato a Boao, ultima tappa del suo viaggio in Estremo Oriente. Davanti a una platea di manager, economisti, politici e al vice primo ministro cinese Li Keqiang, Monti ha garantito: «La crisi dell´eurozona è stata superata, l´Italia è più solida: sono venuto qui a dirvi che potete rilassarvi e tornare a investire in Europa». Tesse anche le lodi della riforma del mercato del lavoro italiano che introduce, dice, una modernizzazione e «la flessibilità per le aziende di gestire la forza lavoro». Il premier ha convocato il consiglio dei ministri. L´articolato della riforma potrebbe essere pronto oggi. Al centro del dialogo c´è l´ipotesi di una modifica del testo finora proposto dal governo su un punto in particolare: la possibilità di reintegro, in base all´articolo 18, anche per chi è licenziato per ragioni economiche. La decisione tra reintegro e indennizzo dovrebbe …