Tutti gli articoli relativi a: lavoro

“Accordo vicino Ipotesi decreto per un testo blindato”, di Alessandro Barbera

«Mai stata poco fiduciosa, l’accordo è realizzabile entro la prossima settimana». Per far cambiare direzione alla trattativa sulla riforma del mercato del lavoro sono bastate 24 ore e un incontro a quattr’occhi. Attorno al tavolo della sala riunioni del ministero del Welfare si sono incontrati Elsa Fornero e i leader dei principali sindacati. La battuta di martedì del ministro – «non metteremo a disposizione una paccata di miliardi senza il sì delle sigle» – aveva creato tensioni, ma rendeva bene lo stato delle cose. Per garantire una riforma graduale (e più onerosa del previsto) della riforma degli ammortizzatori, il ministro chiedeva ai sindacati altrettante garanzie sul punto più controverso: il sì ad una modifica dell’articolo 18 e delle norme sui licenziamenti. Ci sono ancora tasselli da sistemare, ma in buona sostanza lo scambio è pronto: il governo allunga l’entrata in vigore della riforma, i sindacati dicono sì ai licenziamenti per motivi economici e disciplinari e alla fine del reintegro obbligatorio. L’incontro va così bene che nel pomeriggio, durante la registrazione di una intervista a «La …

"Accordo vicino Ipotesi decreto per un testo blindato", di Alessandro Barbera

«Mai stata poco fiduciosa, l’accordo è realizzabile entro la prossima settimana». Per far cambiare direzione alla trattativa sulla riforma del mercato del lavoro sono bastate 24 ore e un incontro a quattr’occhi. Attorno al tavolo della sala riunioni del ministero del Welfare si sono incontrati Elsa Fornero e i leader dei principali sindacati. La battuta di martedì del ministro – «non metteremo a disposizione una paccata di miliardi senza il sì delle sigle» – aveva creato tensioni, ma rendeva bene lo stato delle cose. Per garantire una riforma graduale (e più onerosa del previsto) della riforma degli ammortizzatori, il ministro chiedeva ai sindacati altrettante garanzie sul punto più controverso: il sì ad una modifica dell’articolo 18 e delle norme sui licenziamenti. Ci sono ancora tasselli da sistemare, ma in buona sostanza lo scambio è pronto: il governo allunga l’entrata in vigore della riforma, i sindacati dicono sì ai licenziamenti per motivi economici e disciplinari e alla fine del reintegro obbligatorio. L’incontro va così bene che nel pomeriggio, durante la registrazione di una intervista a «La …

Bersani resta ottimista “L’accordo è possibile”, di Carlo Bertini

Sembrerà paradossale, ma anche dopo la gelata nel Pd prevale l’ottimismo, le tensioni che scuotono il tavolo di trattative non fanno tremare un partito dove prevale la cauta fiducia che alla fine si arriverà comunque ad un accordo. Sulla riforma del lavoro, Bersani è più tranquillo perché una modifica «light» dell’articolo 18 potrebbe anche essere rivendicata come un successo politico: se passasse infatti l’opzione alla tedesca di consentire la mobilità per ragioni economiche dando l’ultima parola a un giudice che fissi un indennizzo per il lavoratore, al Pd non andrebbe poi così male. Altra cosa è la posizione della Cgil che non dovrebbe condizionare più di tanto l’atteggiamento in Parlamento, perché il segretario del Pd è intenzionato a non far mancare il sostegno al governo Monti. Tra i leader che contano, c’è infatti chi non esclude a bassa voce l’ipotesi di «disaccordi concordati tra i sindacati»: e cioé che le parti sociali dopo una strenua battaglia, firmino insieme i capitoli di una complessa riforma (che porterà novità storiche come il reddito di disoccupazione) ; senza …

“Omsa, dalle calze ai divani. Speranza solo per 120 operaie”, di Giulia Gentile

È una bella notizia per chi “entra” nei 120. Questa rischia di diventare una guerra fra poveri: e speriamo che chi ha urlato e lottato, per arrivare al risultato, non venga punito e fatto passare in coda nella selezione ». Nadia, 47 anni di cui 27 passati fra i macchinari per collant della Omsa, nel Ravennate, reagisce con stanchezza alle novità arrivate dalla Regione sul destino dello storico stabilimento di calze di proprietà del gruppo Golden lady. DUE ANNI DI LOTTE Il patron veneto del marchio, Nerino Grassi, a marzo 2010 aveva annunciato la decisione di chiudere in Romagna per investire – “grazie” a circa 200 euro di stipendio per ogni operaia, e a contratti di qualche mese – in Serbia. E dopo più di due anni di cassa integrazione per i 239lavoratori (solo 40 dei quali uomini), di battaglie, voci su possibili acquirenti, e trattative, ieri finalmente davanti al presidente della Regione, Vasco Errani, la ditta forlivese di divani Atl group ha formalizzato la volontà di acquistare da Golden lady lo stabilimento Omsa«per la …

"Omsa, dalle calze ai divani. Speranza solo per 120 operaie", di Giulia Gentile

È una bella notizia per chi “entra” nei 120. Questa rischia di diventare una guerra fra poveri: e speriamo che chi ha urlato e lottato, per arrivare al risultato, non venga punito e fatto passare in coda nella selezione ». Nadia, 47 anni di cui 27 passati fra i macchinari per collant della Omsa, nel Ravennate, reagisce con stanchezza alle novità arrivate dalla Regione sul destino dello storico stabilimento di calze di proprietà del gruppo Golden lady. DUE ANNI DI LOTTE Il patron veneto del marchio, Nerino Grassi, a marzo 2010 aveva annunciato la decisione di chiudere in Romagna per investire – “grazie” a circa 200 euro di stipendio per ogni operaia, e a contratti di qualche mese – in Serbia. E dopo più di due anni di cassa integrazione per i 239lavoratori (solo 40 dei quali uomini), di battaglie, voci su possibili acquirenti, e trattative, ieri finalmente davanti al presidente della Regione, Vasco Errani, la ditta forlivese di divani Atl group ha formalizzato la volontà di acquistare da Golden lady lo stabilimento Omsa«per la …

“La grande fuga dall’università ci va solo il 60% dei diplomati”, di Salvo Intravaia

Giovani italiani in fuga dall’università. Mai come quest’anno, lo spread, cioè la differenza, fra i diplomati della scuola superiore e gli immatricolati all’università è stato così alto. A certificarlo è lo stesso ministero dell’Istruzione. Il Ministero, incrociando i dati in suo possesso, ha pubblicato uno studio sul “passaggio dalla scuola secondaria di secondo grado all’università”. Il primo “ad ampio spettro”, dicono da viale Trastevere, sulle scelte di chi prende la maturità. Nel 2011-2012, il numero di immatricolati negli atenei italiani rappresenta poco meno del 60 per cento del totale dei diplomati dell’anno precedente. Un dato che, sfogliando l’XI rapporto del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario italiano, rappresenta il valore più basso degli ultimi trent’anni. Nel 2010-2011 gli immatricolati sono stati il 64,1 per cento dei diplomati e dieci anni prima si superava quota 70 per cento. Penuria di risorse economiche da parte delle famiglie per affrontare le spese relativea tasse, alloggio per gli studenti fuori sede e libri di testo? O semplice sfiducia da parte dei giovani nelle possibilità di trovare un …

"La grande fuga dall'università ci va solo il 60% dei diplomati", di Salvo Intravaia

Giovani italiani in fuga dall’università. Mai come quest’anno, lo spread, cioè la differenza, fra i diplomati della scuola superiore e gli immatricolati all’università è stato così alto. A certificarlo è lo stesso ministero dell’Istruzione. Il Ministero, incrociando i dati in suo possesso, ha pubblicato uno studio sul “passaggio dalla scuola secondaria di secondo grado all’università”. Il primo “ad ampio spettro”, dicono da viale Trastevere, sulle scelte di chi prende la maturità. Nel 2011-2012, il numero di immatricolati negli atenei italiani rappresenta poco meno del 60 per cento del totale dei diplomati dell’anno precedente. Un dato che, sfogliando l’XI rapporto del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario italiano, rappresenta il valore più basso degli ultimi trent’anni. Nel 2010-2011 gli immatricolati sono stati il 64,1 per cento dei diplomati e dieci anni prima si superava quota 70 per cento. Penuria di risorse economiche da parte delle famiglie per affrontare le spese relativea tasse, alloggio per gli studenti fuori sede e libri di testo? O semplice sfiducia da parte dei giovani nelle possibilità di trovare un …