Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Quella piazza, una cosa seria", di Giuseppe Civati

Va detto subito, a scanso di ulteriori equivoci: la questione della Tav e dell’opposizione al tunnel tra Torino e Lione che ha indotto il Pd a non partecipare non è certo il tema dominante di una manifestazione che punta soprattutto, negli interventi dal palco e negli slogan del corteo, alla questione della democrazia e dei diritti del lavoro. E chi prende la parola a nome dei No Tav, per esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’opera, lo fa con un discorso molto articolato e ragionevole. Ed è un iscritto al Pd. È una manifestazione operaia, che si rivolge al lavoro in tutte le sue forme, e che richiama la politica, prima di tutto, al rispetto della Costituzione italiana. I toni sono seri, non esasperati, il conflitto si manifesta attraverso un punto di vista che va prima di tutto rispettato, in questa fase così delicata per la vita economica del nostro paese. Poi dopo ci si divide, certo, ma va detto questa manifestazione della Fiom è stata una cosa molta seria. E poi la famosa questione …

“Quella piazza, una cosa seria”, di Giuseppe Civati

Va detto subito, a scanso di ulteriori equivoci: la questione della Tav e dell’opposizione al tunnel tra Torino e Lione che ha indotto il Pd a non partecipare non è certo il tema dominante di una manifestazione che punta soprattutto, negli interventi dal palco e negli slogan del corteo, alla questione della democrazia e dei diritti del lavoro. E chi prende la parola a nome dei No Tav, per esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’opera, lo fa con un discorso molto articolato e ragionevole. Ed è un iscritto al Pd. È una manifestazione operaia, che si rivolge al lavoro in tutte le sue forme, e che richiama la politica, prima di tutto, al rispetto della Costituzione italiana. I toni sono seri, non esasperati, il conflitto si manifesta attraverso un punto di vista che va prima di tutto rispettato, in questa fase così delicata per la vita economica del nostro paese. Poi dopo ci si divide, certo, ma va detto questa manifestazione della Fiom è stata una cosa molta seria. E poi la famosa questione …

Lungo la via Emilia finisce il mito del “piccolo è bello”, di Paolo Baroni

Le bandiere rosse della Fiom e quelle bianco-verdi della Fim issate su tutta la recinzione si notano subito lungo la provinciale che porta a Sassuolo. Davanti alla Terim di Baggiovara ogni giorno gli operai presidiano gli ingressi allo stabilimento, perché la fabbrica è ferma e vogliono evitare che stampi, brevetti e macchinari vengano portati via. «Siamo qui tutti i giorni, facciamo i turni. In pratica è come se lavorassimo, ma nessun ci paga per questo. Lo facciamo per difendere i nostri posti» raccontano gli operari. Dal 17 febbraio, dopo 43 mesi di crisi e sei differenti «e inutili» piani industriali, le banche hanno chiuso i rubinetti e la Terim (uno dei principali produttori europei di forni da incasso e cucine per conto di Bosch, Whirlpool ed Electrolux, 400 occupati tra Modena e Rubiera, ed un centinaio di milioni di euro di fatturato) ha fermato la produzione. La proprietà ora punta al concordato preventivo, mentre all’orizzonte si profila un nuovo socio. Intanto, da dieci giorni, i 200 di Baggiovara hanno ottenuto la cassa in deroga per …

"Rsu pubblico impiego Cgil primo sindacato ma Bonanni contesta", di Massimo Franchi

Come da previsioni, hanno vinto tutti. I dati definitivi per le elezioni per le Rappresentanze sindacali unitarie di scuola e pubblico impiego ci saranno solo venerdì 16 marzo, quando l’Aran, l’agenzia governativa, per la prima volta li certificherà dopo averli ricevuti in via telematica da ognuno degli oltre 22mila collegi elettoriali. E allora ieri ogni sindacato citava vittorie sul territorio e proiezioni proclamando la propria soddisfazione per il «successo», l’«avanzamento». E sommando le percentuali fornite dai vari sindacati, la somma supera abbondantemente quota 100. Tanto da arrivare a battibeccare fra loro sulla veridicità dei dati resi pubblici. A vincere, dati alla mano, dovrebbe essere stata la Cgil. Nel comparto delle amministrazioni pubbliche la Fp-Cgil sostiene di aver ottenuto il 33% dei consensi, crescendo del3,3%rispetto alle elezioni del 2007. Nella scuola nessuna proiezione, ma la certezza di essersi «confermati come primo sindacato in tutti i comparti, con una importante crescita». Dati che portano Susanna Camusso (da New York, dove si trova) e i due segretari generali di categoria (Rossana Dettori, Fp, e Domenico Pantaleo, Flc) a …

“Rsu pubblico impiego Cgil primo sindacato ma Bonanni contesta”, di Massimo Franchi

Come da previsioni, hanno vinto tutti. I dati definitivi per le elezioni per le Rappresentanze sindacali unitarie di scuola e pubblico impiego ci saranno solo venerdì 16 marzo, quando l’Aran, l’agenzia governativa, per la prima volta li certificherà dopo averli ricevuti in via telematica da ognuno degli oltre 22mila collegi elettoriali. E allora ieri ogni sindacato citava vittorie sul territorio e proiezioni proclamando la propria soddisfazione per il «successo», l’«avanzamento». E sommando le percentuali fornite dai vari sindacati, la somma supera abbondantemente quota 100. Tanto da arrivare a battibeccare fra loro sulla veridicità dei dati resi pubblici. A vincere, dati alla mano, dovrebbe essere stata la Cgil. Nel comparto delle amministrazioni pubbliche la Fp-Cgil sostiene di aver ottenuto il 33% dei consensi, crescendo del3,3%rispetto alle elezioni del 2007. Nella scuola nessuna proiezione, ma la certezza di essersi «confermati come primo sindacato in tutti i comparti, con una importante crescita». Dati che portano Susanna Camusso (da New York, dove si trova) e i due segretari generali di categoria (Rossana Dettori, Fp, e Domenico Pantaleo, Flc) a …

"Primo, concertare", di Mimmo Carrieri e Cesare Damiano

Il barometro della trattativa sul mercato del lavoro continua a oscillare, a volte volge al bello, altre in direzione contraria. Il governo aveva ventilato, in alcune occasioni, che non fosse indispensabile arrivare a una intesa con le parti sociali. E questo aveva fatto suscitare più di qualche interrogativo. Ci avevano insegnato (ricordate lo “scambio politico”) che è interesse fondante dei governi pervenire ad accordi con le parti sociali (che usavamo chiamare di concertazione): specie se si tratta di governi tecnici e dall’incerta base parlamentare, come è l’attuale. L’intesa era una necessità se essi volevano davvero allargare il loro consenso sociale (o neutralizzare potenziali conflitti). In realtà queste indicazioni di “scuola” hanno subìto nel corso degli ultimi anni alcuni slittamenti, in ragione del prevalere (qualche volta anche nel centrosinistra) di una lettura liberista – molto discutibile – del rapporto con le organizzazioni sociali, in primo luogo i sindacati. Questa lettura porta a ritenere preferibile, alla strada dell’accordo, quella della decisione dirigista o dell’assecondamento della spontaneità del mercato. In questa ottica queste due modalità – decreto e …

“Primo, concertare”, di Mimmo Carrieri e Cesare Damiano

Il barometro della trattativa sul mercato del lavoro continua a oscillare, a volte volge al bello, altre in direzione contraria. Il governo aveva ventilato, in alcune occasioni, che non fosse indispensabile arrivare a una intesa con le parti sociali. E questo aveva fatto suscitare più di qualche interrogativo. Ci avevano insegnato (ricordate lo “scambio politico”) che è interesse fondante dei governi pervenire ad accordi con le parti sociali (che usavamo chiamare di concertazione): specie se si tratta di governi tecnici e dall’incerta base parlamentare, come è l’attuale. L’intesa era una necessità se essi volevano davvero allargare il loro consenso sociale (o neutralizzare potenziali conflitti). In realtà queste indicazioni di “scuola” hanno subìto nel corso degli ultimi anni alcuni slittamenti, in ragione del prevalere (qualche volta anche nel centrosinistra) di una lettura liberista – molto discutibile – del rapporto con le organizzazioni sociali, in primo luogo i sindacati. Questa lettura porta a ritenere preferibile, alla strada dell’accordo, quella della decisione dirigista o dell’assecondamento della spontaneità del mercato. In questa ottica queste due modalità – decreto e …