"Aumentare i consumi e creare lavoro. Serve la Patrimoniale", di Laura Pennacchi
Il dibattito sul «dopo Monti», e sull’auspicabilità di una grande coalizione centrista alla guida dell’Italia anche dal 2013 in avanti, dovrebbe incorporare la riflessione sul futuro deflazionista preparato per l’Europa dalla filosofia rigorista del Fiscal Compact, insufficientemente contrastabile con la prospettiva di rilancio della crescita, basata solo sull’estensione delle liberalizzazioni e l’approfondimento concorrenziale del mercato interno, contenuta nella lettera sottoscritta in febbraio da dodici capi di Stato europei tra cui Monti e Cameron, leader conservatore inglese. Dal Fiscal Compact e dalla lettera dei dodici, infatti, si vede quanto conti quella discriminante destra/sinistra che i sostenitori della «Grande coalizione» pretenderebbero non essere più operante, tutti i partiti essendo costretti secondo loro, nelle condizioni dell’eccezionale risanamento imposto all’Italia e della necessaria «seconda ricostruzione », a «non differenziarsi molto nell’attività di governo» (così Salvati sul Corriere della sera del 5 marzo). Invece l’alternatività delle ispirazioni è cruciale. Non a caso una discriminante destra/sinistra a scala europea verrà ribadita con la Dichiarazione di Parigi del 14 marzo promossa da Bersani (che come segretario del Pd denunzia l’angustia delle attuali …
