Tutti gli articoli relativi a: lavoro

“Pagare di più i contratti a tempo. Fornero incalza le aziende”, di Giusy Franzese

Il lavoro flessibile costerà di più. Mentre continuano le polemiche per le frasi pronunciate l’altro giorno dalle ministre Fornero e Cancellieri sul posto fisso, il negoziato sulla riforma del lavoro va avanti a ritmi serrati. Agli incontri tecnici tra Cgil, Cisl e Uil, ieri si è aggiunto quello tra il ministro del Welfare e Rete Imprese (l’associazione che raggruppa le varie associazioni datoriali). Ed è proprio durante questa riunione che la Fornero, nonostante la contrarietà delle aziende, ha ribadito l’intenzione del governo di far costare di più i contratti a tempo determinato. Oggi nuova girandola di vertici tra le parti sociali, prima con riunioni separate e poi in serata tra i leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confindustria. Il nodo da sciogliere resta quello di sempre: come e se modificare le norme sui licenziamenti individuali e in particolare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Sul tavolo negli ultimi giorni si è aggiunta la proposta-apertura della Cisl: estendere le procedure e le conseguenti tutele (mobilità per due anni) previste dalla legge 223 che regola i …

"Pagare di più i contratti a tempo. Fornero incalza le aziende", di Giusy Franzese

Il lavoro flessibile costerà di più. Mentre continuano le polemiche per le frasi pronunciate l’altro giorno dalle ministre Fornero e Cancellieri sul posto fisso, il negoziato sulla riforma del lavoro va avanti a ritmi serrati. Agli incontri tecnici tra Cgil, Cisl e Uil, ieri si è aggiunto quello tra il ministro del Welfare e Rete Imprese (l’associazione che raggruppa le varie associazioni datoriali). Ed è proprio durante questa riunione che la Fornero, nonostante la contrarietà delle aziende, ha ribadito l’intenzione del governo di far costare di più i contratti a tempo determinato. Oggi nuova girandola di vertici tra le parti sociali, prima con riunioni separate e poi in serata tra i leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confindustria. Il nodo da sciogliere resta quello di sempre: come e se modificare le norme sui licenziamenti individuali e in particolare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Sul tavolo negli ultimi giorni si è aggiunta la proposta-apertura della Cisl: estendere le procedure e le conseguenti tutele (mobilità per due anni) previste dalla legge 223 che regola i …

“La fuga dei giovani”, di Pietro Greco

Vogliono il posto fisso, magari vicino a mamma e papà». La frase di Annamaria Cancellieri, ministra dell’Interno, è infelice: come lei stessa ha ammesso. Ma l’idea che i giovani italiani siano dei bamboccioni che si aggrappano fin che possono alle gonnelle della mamma è un pensiero così diffuso da assurgere ad autentico luogo comune. Un modo di dire e di pensare che non risparmia neppure i “ministri tecnici”: ricordate Tommaso Padoa- Schioppa? Ironia della sorte,mai come negli ultimi 15 anni gli italiani – in particolare i giovani, in particolare i giovani meridionali laureati – hanno lasciato le gonnelle della mamma e si sono mossi in massa. In questi tre lustri abbiamo, e non ce ne siamo accorti, il più grande fenomeno di migrazione, qualificata e non, nella storia del nostro Paese, che pure è una storia di migranti. Tra il 1997 e il 2009, calcola per esempio lo Svimez, circa 800mila persone hanno lasciato definitivamente il Mezzogiorno d’Italia per cercare lavoro e prendere la residenza altrove. Non abbiamo dati definitivi,ma è probabile che negli ultimi …

"La fuga dei giovani", di Pietro Greco

Vogliono il posto fisso, magari vicino a mamma e papà». La frase di Annamaria Cancellieri, ministra dell’Interno, è infelice: come lei stessa ha ammesso. Ma l’idea che i giovani italiani siano dei bamboccioni che si aggrappano fin che possono alle gonnelle della mamma è un pensiero così diffuso da assurgere ad autentico luogo comune. Un modo di dire e di pensare che non risparmia neppure i “ministri tecnici”: ricordate Tommaso Padoa- Schioppa? Ironia della sorte,mai come negli ultimi 15 anni gli italiani – in particolare i giovani, in particolare i giovani meridionali laureati – hanno lasciato le gonnelle della mamma e si sono mossi in massa. In questi tre lustri abbiamo, e non ce ne siamo accorti, il più grande fenomeno di migrazione, qualificata e non, nella storia del nostro Paese, che pure è una storia di migranti. Tra il 1997 e il 2009, calcola per esempio lo Svimez, circa 800mila persone hanno lasciato definitivamente il Mezzogiorno d’Italia per cercare lavoro e prendere la residenza altrove. Non abbiamo dati definitivi,ma è probabile che negli ultimi …

“Ogni anno sessantamila laureati si spostano da Sud a Nord per lavoro”, di Luisa Grion

Tra pendolari e cambi di residenza i dati smentiscono il presunto immobilismo. A un anno dalla laurea il giovane meridionale si trova distante da casa 214 chilometri. Eppur si muovono: meno di quanto si faceva negli anni Sessanta, in misura minore anche rispetto agli anni pre-crisi, ma gli italiani, i giovani soprattutto, vanno a cercare il lavoro dove c’è. Il guaio è che spesso non lo trovano. Stare vicino a mamma e papà non è una priorità: certo aiuta se il lavoro è precario e lo stipendio è basso o se i genitori coprono il vuoto assistenziale legato – in caso di figli piccoli – alla mancanza di asili nido. Ma spostarsi non è un problema. Secondo un’indagine elaborata dall’Isfol con il dipartimento demografico della Sapienza di Roma il 72 per cento dei giovani fra i 20 e i 34 anni è disponibile a spostarsi pur di trovare lavoro. Il 17 per cento mette in conto di vivere in un altro paese europeo, quasi il 10 è disponibile anche a cambiare continente. Una tendenza confermata …

"Ogni anno sessantamila laureati si spostano da Sud a Nord per lavoro", di Luisa Grion

Tra pendolari e cambi di residenza i dati smentiscono il presunto immobilismo. A un anno dalla laurea il giovane meridionale si trova distante da casa 214 chilometri. Eppur si muovono: meno di quanto si faceva negli anni Sessanta, in misura minore anche rispetto agli anni pre-crisi, ma gli italiani, i giovani soprattutto, vanno a cercare il lavoro dove c’è. Il guaio è che spesso non lo trovano. Stare vicino a mamma e papà non è una priorità: certo aiuta se il lavoro è precario e lo stipendio è basso o se i genitori coprono il vuoto assistenziale legato – in caso di figli piccoli – alla mancanza di asili nido. Ma spostarsi non è un problema. Secondo un’indagine elaborata dall’Isfol con il dipartimento demografico della Sapienza di Roma il 72 per cento dei giovani fra i 20 e i 34 anni è disponibile a spostarsi pur di trovare lavoro. Il 17 per cento mette in conto di vivere in un altro paese europeo, quasi il 10 è disponibile anche a cambiare continente. Una tendenza confermata …

“Strategia dell’irrisione”, di Francesco Cundari

Da oltre un mese assistiamo da parte del governo a una successione sempre più incalzante di battute argute e sentenziosi aforismi che girano tutti attorno allo stesso tema: il «posto fisso». Di simili dichiarazioni solo ierine sono arrivate ben due. La prima del ministro Fornero, che se l’è presa tra l’altro con l’«illusione» del «posto a vita». La seconda del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, a proposito dei giovani che vorrebbero il posto fisso «vicino a mamma e papà». È giusto prendere atto di tutte le rettifiche che in queste settimane sono seguite a molte di tali dichiarazioni, a cominciare dal ministro Cancellieri, che oggi precisa il senso delle sue parole proprio sull’Unità. Del resto lo stesso Mario Monti, dopo la sua infelice battuta sulla «monotonia» del posto fisso, ha sentito la necessità di spiegarsi meglio. Il problema sollevato da simili dichiarazioni non è però una questione di stile o di sensibilità, ma di sostanza. Il punto è che cosa dobbiamo aspettarci, per esempio, da uncapo del governo che usa l’espressione «apartheid» per descrivere la condizione …