Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Strategia dell'irrisione", di Francesco Cundari

Da oltre un mese assistiamo da parte del governo a una successione sempre più incalzante di battute argute e sentenziosi aforismi che girano tutti attorno allo stesso tema: il «posto fisso». Di simili dichiarazioni solo ierine sono arrivate ben due. La prima del ministro Fornero, che se l’è presa tra l’altro con l’«illusione» del «posto a vita». La seconda del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, a proposito dei giovani che vorrebbero il posto fisso «vicino a mamma e papà». È giusto prendere atto di tutte le rettifiche che in queste settimane sono seguite a molte di tali dichiarazioni, a cominciare dal ministro Cancellieri, che oggi precisa il senso delle sue parole proprio sull’Unità. Del resto lo stesso Mario Monti, dopo la sua infelice battuta sulla «monotonia» del posto fisso, ha sentito la necessità di spiegarsi meglio. Il problema sollevato da simili dichiarazioni non è però una questione di stile o di sensibilità, ma di sostanza. Il punto è che cosa dobbiamo aspettarci, per esempio, da uncapo del governo che usa l’espressione «apartheid» per descrivere la condizione …

«Edili molto flessibili Ma con la crisi è inutile», di Laura Matteucci

L’edilizia è la dimostrazione vivente che l’erosione dei diritti non porta ad alcuno sviluppo. Semmai è il contrario. È il settore più flessibile che c’è, eppure sta attraversando la crisi peggiore del dopoguerra». Di fatto l’art. 18 per voi non esiste. «Figuriamoci. La dimensione media d’impresa è di nemmeno due addetti, e in più è previsto il licenziamento per fine cantiere. Eppure da anni non si vede uno straccio di investimento. Dal 2008 ad oggi sono andati persi 300mila posti di lavoro, le imprese hanno chiuso a migliaia, il valore degli appalti pubblici si è ridotto del 40%, e di un quarto nel mercato privato. In tutto questo, è esplosa l’irregolarità, e riesploso il caporalato: stimiamo oltre 400mila lavoratori in nero. Con il governo Berlusconi le regole sono state considerate un impaccio allo sviluppo: i risultati sono questi, e nonostante il cambio di governo non se ne vede l’uscita ». Parla il segretario della Fillea- Cgil, Walter Schiavella: l’edilizia, in ginocchio nella sua intera filiera, scende in piazza a Roma sabato 3 marzo, con una …

"La maledizione dei giovani, precario il 47%" , di Luigi Grassia

In Italia essere giovane vuol dire in quasi metà dei casi essere anche precario: risulta dai numeri dell’Istat che nella classe d’età fra i 15 e i 24 anni, e considerando solo chi ha un lavoro, i dipendenti a tempo determinato (cioè con la data di scadenza) sono pari al 46,7% degli occupati. La quota dei precari resta elevata anche se si alza l’asticella dell’età allo scaglione successivo: fra i 25 e i 34 anni, il 18 per cento dei dipendenti risulta assunto con un contratto a tempo determinato. Per veder scendere l’incidenza della precarietà a valori molto più bassi bisogna guardare al mondo del lavoro da 35 anni in su: in questa fascia pienamente adulta di persone solo l’8% è precario, con un’ulteriore distinzione: il valore è dell’8,3% fra i 35 e i 54 anni e scende al 6,3% fra gli over-55. Le cifre riportare sopra si riferiscono alla media del 2010 e bisogna tener presente che valgono per chi ha la fortuna di avere un lavoro, mentre per gli altri anche la precarietà …

“La maledizione dei giovani, precario il 47%” , di Luigi Grassia

In Italia essere giovane vuol dire in quasi metà dei casi essere anche precario: risulta dai numeri dell’Istat che nella classe d’età fra i 15 e i 24 anni, e considerando solo chi ha un lavoro, i dipendenti a tempo determinato (cioè con la data di scadenza) sono pari al 46,7% degli occupati. La quota dei precari resta elevata anche se si alza l’asticella dell’età allo scaglione successivo: fra i 25 e i 34 anni, il 18 per cento dei dipendenti risulta assunto con un contratto a tempo determinato. Per veder scendere l’incidenza della precarietà a valori molto più bassi bisogna guardare al mondo del lavoro da 35 anni in su: in questa fascia pienamente adulta di persone solo l’8% è precario, con un’ulteriore distinzione: il valore è dell’8,3% fra i 35 e i 54 anni e scende al 6,3% fra gli over-55. Le cifre riportare sopra si riferiscono alla media del 2010 e bisogna tener presente che valgono per chi ha la fortuna di avere un lavoro, mentre per gli altri anche la precarietà …

Lavoro, il Pd incalza il premier «Vanno ascoltate le parti sociali», di Simone Collini

Preoccupazione nel Pd per le esternazioni di Monti sull’articolo 18. Fassina: «Molto sbilanciato verso il Pdl, serve maggiore equilibrio». Tensione anche su liberalizzazioni, Rai e giustizia. Sulla riforma del mercato del lavoro Monti si è sbilanciato troppo verso le posizioni del Pdl, ora ritrovi il necessario equilibrio e ascolti le parti sociali altrimenti tutto si complica. È questo il ragionamento che si fa ai vertici del Pd dopo le ultime uscite del presidente del Consiglio sull’articolo 18 e anche del ministro del Lavoro Elsa Fornero sulla «flessibilità buona». TONI BASSI MA LA PREOCCUPAZIONE C’È Pier Luigi Bersani ha suggerito ai suoi di tenere bassi i toni: «È il momento del silenzio, ora lasciamo lavorare governo e parti sociali». Ma la preoccupazione per esternazioni che rischiano di far partire con il piede sbagliato il confronto c’è. E nel Pd qualcuno già dice che senza un accordo con i sindacati verranno presentati in Parlamento precisi emendamenti, altrimenti non ci potrà essere un voto favorevole. Per questo lo stesso leader dei Democratici ha preventivamente consegnato a Monti alla …

“Né lavoro, né pensione, in 70mila appesi a governo e Parlamento”, di Bianca Di Giovanni

Poche ore per salvare migliaia di persone dal vuoto assoluto: né lavoro, né pensione. Scade martedì il termine per presentare gli emendamenti al Milleproroghe in Senato, dove la norma «salva-esodati» inserita dal Pd alla Camera è stata ridimensionata dallo stop sulle coperture imposto dal ministro Elsa Fornero. Oggi il testo – peraltro molto ambiguo nella formulazione – concede un anticipo della pensione in caso di «effettiva risoluzione del rapporto di lavoro». Inoltre si includono gli accordi di esodo siglati entro il 31 dicembre 2011, ma non è affatto chiaro se questa disposizione è da attribuire a tutti gli accordi. Insomma, il combinato disposto della risoluzione dei rapporti e dell’opacità sulla platea mette a rischio migliaia di famiglie. Difficile fornire il numero preciso: sarebbero almeno 70mila i lavoratori che stanno godendo di ammortizzatori (mobilità in uscita o cassa integrazione).Ma molti altri, soprattutto nelle microaziende, restano esclusi da qualsiasi censimento. «Dai primi elenchi parziali si comprende la drammaticità della situazione – dichiara Vera Lamonica segretaria confederale Cgil – Il sindacato sosterrà la discussione degli emendamenti in Senato …

"Né lavoro, né pensione, in 70mila appesi a governo e Parlamento", di Bianca Di Giovanni

Poche ore per salvare migliaia di persone dal vuoto assoluto: né lavoro, né pensione. Scade martedì il termine per presentare gli emendamenti al Milleproroghe in Senato, dove la norma «salva-esodati» inserita dal Pd alla Camera è stata ridimensionata dallo stop sulle coperture imposto dal ministro Elsa Fornero. Oggi il testo – peraltro molto ambiguo nella formulazione – concede un anticipo della pensione in caso di «effettiva risoluzione del rapporto di lavoro». Inoltre si includono gli accordi di esodo siglati entro il 31 dicembre 2011, ma non è affatto chiaro se questa disposizione è da attribuire a tutti gli accordi. Insomma, il combinato disposto della risoluzione dei rapporti e dell’opacità sulla platea mette a rischio migliaia di famiglie. Difficile fornire il numero preciso: sarebbero almeno 70mila i lavoratori che stanno godendo di ammortizzatori (mobilità in uscita o cassa integrazione).Ma molti altri, soprattutto nelle microaziende, restano esclusi da qualsiasi censimento. «Dai primi elenchi parziali si comprende la drammaticità della situazione – dichiara Vera Lamonica segretaria confederale Cgil – Il sindacato sosterrà la discussione degli emendamenti in Senato …