"Ci mangiano il cuore guerra ai professori", di Alberto Statera
«´STI comunisti ce stanno a magnà er core», ringhia “Lupo”, tarda evoluzione antropologica del tassinaro romano di “Zara 87”, celebrato da Alberto Sordi ne Il tassinaro del 1983 dove, bonario, scarrozzava Andreotti che interpretava se stesso. «So´ ancora boni», garantisce l´anziano senatore. Ma qui alla stazione Termini tra gli scioperanti selvaggi, l´ambiente francamente non sembra oggi dei più rassicuranti per chi osa dire: «Ma quali comunisti, questi sono liberisti della Scuola di Chicago!». Sbarchi in Centrale a Milano dopo tre ore sul nuovo treno “classista” superveloce, dotato di “Salottino-Casta” dell´ancora monopolista Mauro Moretti e plasticamente la scena delle auto bianche bloccate e accatastate non cambia. Ma gli argomenti sì. E anche il gradimento della qualità del servizio: Milano viene dopo Barcellona, Monaco e Colonia. Roma è al ventunesimo posto prima di Lubiana. Qui in Centrale sono un po´ più sofisticati, anche se arrivano gli echi di episodi di guerriglia metropolitana contro i “crumiri”. «Monti farà la fine di Friedman», proclama Luca, tassista milanese laureato, ex impiegato in una casa editrice. Ma che fine ha mai …
