Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Niente mutuo, affitti e rate «impossibili» La vita (a ostacoli) dei precari", di Sergio Rizzo

Sono 3 milioni e 700 mila gli italiani senza un lavoro a tempo indeterminato. Pochi numeri servono a spiegare l’enormità della missione che attende nel secondo tempo di governo il ministro del Lavoro Elsa Fornero. Alberto Alesina e Francesco Giavazzi hanno scritto sul «Corriere» che un giovane italiano affronta mediamente per trovare il primo impiego un Calvario di 33 mesi. Quasi tre anni. Oltre sei volte più che negli Stati Uniti, dove di mesi ne bastano cinque. Ma poi, che impiego… «Tempo indeterminato» è la password per una vita normale. Ma sono due parole sempre più rare sui contratti di lavoro. Difficilissimo, per un precario, ottenere dalla banca il mutuo per comprare la casa. Arduo anche acquistare a rate una macchina. Oppure affittare un appartamento: sempre più spesso serve la garanzia dello stipendio fisso o della fideiussione bancaria. Si finisce così per vivere una vita alle dipendenze di chi può garantire per te: genitori, nonni… Pochissimi fortunati potranno mettere su famiglia, in un’Italia dove la famiglia è sacra solo a parole: con quel che costano, …

Monti: "Non è vero che pagano i soliti la patrimoniale c´è, quella fattibile", di Francesco Bei

Stoccata al Pdl: critiche sulle liberalizzazioni da chi ha governato per tre anni. Il Professore tratta tutto il giorno con i partiti. Il Consiglio dei ministri dà l´ok sulla fiducia. Il premier cita i sondaggi: “Anche l´elettore leghista apprezza”. Oggi il decreto in aula. Alle sera, dopo sei ore di estenuanti trattative all´arma bianca con i partiti e le lobby, quando finalmente l´emendamento del governo alla manovra viene depositato in commissione Bilancio e Finanze della Camera, Mario Monti può distendersi in un sorriso. «Non è vero che pagano i soliti noti – dice ai rappresentanti del Terzo polo – e penso che anche i sindacati adesso se ne siano accorti. Abbiamo dovuto fare un´azione di forza, pesante, per dare un segnale all´esterno, fuori dall´Italia, ma adesso la manovra è equilibrata». Il premier rivendica il lavoro fatto anche ieri notte parlando in commissione e chiarendo che l´alternativa alla medicina sarebbe «un avvitamento nella crisi del debito sovrano che porterebbe non alla recessione, ma alla distruzione del patrimonio e all´evaporazione del reddito degli italiani». E comunque «basta …

"Dal 2012 tutta la Fiat «modello Pomigliano». Soldi (forse) senza diritti", di Massimo Franchi

Tutto parte e riporta a Pomigliano. Alla vigilia della presentazione in pompa magna della nuova Panda nella cittadina campana, i lavoratori del gruppo Fiat in Italia da ieri sanno che dal primo gennaio avranno un contratto per buona parte uguale a quello dei loro antesignani alla Fabbrica Italia Pomigliano. Dopo una trattativa è stato sottoscritto a Torino il contratto di gruppo Fiat. Digerita l’uscita da Confindustria, i circa 86 mila lavoratori delle varie controllate escono dal contratto nazionale metalmeccanico utilizzando un accordo molto simile a quello adottato a Pomigliano. Afirmare il testo tutti i sindacati (Fim, Uilm, Ugl metalmeccanici, Fismic e Unione Quadri) tranne la Fiom. Già la scorsa settimana, dopo aver ribadito che non avrebbero mai sottoscritto «l’estensione del modello Pomigliano», i metallurgici della Cgil sono stati invitati a lasciare il tavolo dagli altri sindacati. La nuova intesa, che avrà durata di un anno, recepisce il testo dell’accordo di Pomigliano del 29 dicembre scorso, con nuove regole in materia di organizzazione del lavoro, straordinari, assenteismo, pause, diritto di sciopero e per quanto riguarda la …

Manovra, Bersani incontra i sindacati Le sigle compatte: "Cambiare subito", da la stampa.it

Il no alla manovra correttiva compatta i sindacati che ieri sono scesi in piazza per la prima volta tutti insieme (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) per chiedere al Governo cambiamenti in particolare sulle pensioni e sull’Ici. Lo sciopero di tre ore proclamato per oggi per il settore privato ha avuto secondo i sindacati buone adesioni, ma iniziative ancora più forti potrebbero essere messe in campo qualora il Governo decidesse di tirare dritto e di non fare modifiche a un provvedimento che, come ha sintetizzato il leader della Cgil, Susanna Camusso «fa male al Paese e ai lavoratori». Questa mattina saranno presentati gli emendamenti dei relatori alla manovra mentre alle 14.00 è previsto un incontro dei sindacati con il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Ieri migliaia di lavoratori hanno manifestato davanti alle prefetture in 100 città e per lunedì prossimo è confermato lo sciopero di otto ore dei lavoratori del pubblico impiego e disagi potrebbero esserci soprattutto nel settore della sanità e della scuola. Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito al Governo la richiesta di rivedere …

"Perché ero con i sindacati", di Cesare Damiano

Ho partecipato con un gruppo di parlamentari del Partito democratico al presidio in piazza Montecitorio indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl per protestare contro la manovra. Ho ascoltato gli interventi dei segretari generali del sindacato che richiedevano maggiore equità. Su questa traiettoria abbiamo sentito una forte convergenza con il tentativo che il Pd sta portando avanti nelle commissioni bilancio e finanze per correggere alcuni punti della manovra al fine di renderla socialmente più accettabile. Siamo andati ad ascoltare e a portare le nostre opinioni, laddove ci sono state richieste dai lavoratori e dai pensionati, e per spiegare in che cosa consista il nostro tentativo, con gli emendamenti, di collegare il rigore alla crescita e all’equità. Del resto, la scorsa settimana abbiamo raggiunto un’importante intesa tra Pd, Pdl e Terzo polo in commissione lavoro della camera, quando abbiamo sottoscritto un parere sulla manovra che richiedeva unitariamente alcuni interventi di cambiamento. Il primo, con la richiesta di indicizzazione delle pensioni fino a tre volte il minimo, cioè 1.440 euro mensili lordi. Il secondo, con la richiesta …

"Lavoro, la crisi pesa di più sui giovani italiani", di Alessandra Coppola

Aumenta la disoccupazione tra le nuove generazioni di casa nostra. E sempre più stranieri lasciano l’Italia. Contrordine: a pagare le conseguenze della crisi non sono i lavoratori immigrati, ma i giovani italiani. Si legge nelle pagine del nuovo rapporto della Fondazione Ismu: l’andamento dell’occupazione complessiva nel nostro Paese nel confronto tra il primo trimestre del 2010 e l’inizio del 2011 ha fatto registrare un aumento di 116 mila unità. «Un risultato positivo ottenuto solo grazie alla componente immigrata», scrivono i ricercatori, cresciuta in un anno del 14 per cento (275 mila in più). Una resistenza alla recessione che è merito soprattutto delle donne, «concentrate nei servizi domestici e di assistenza meno legati agli andamenti ciclici dell’economia». ITALIANI SENZA LAVORO – Va male invece per gli italiani, soprattutto nelle fasce di età più basse: 160 mila posti in meno nello stesso arco di tempo preso in esame. Tra questi, annota Laura Zanfrini che per l’Ismu ha seguito la ricerca sul lavoro, «sono i giovani a rappresentare le principali vittime», e sono per la prima volta i …

"Continua il pressing sindacale", di Giuseppe Cordasco

Dopo sei anni i sindacati confederali ieri hanno convocato insieme uno sciopero generale ritrovando unità d’intenti per chiedere con forza a Monti e alle forze politiche di cambiare una manovra considerata iniqua. C’è soddisfazione, controllata, ma soddisfazione negli ambienti sindacali circa la riuscita dello sciopero generale di tre ore indetto ieri nel settore privato. In realtà nessuno ha ancora in mano i dati ufficiali sulle adesioni e al momento della chiusura di questo articolo nessun dirigente se la sente di fare qualche previsione. «Sennò poi dicono che spariamo numeri, meglio aspettare» chiosa Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil, parlando al Riformista. L’impressione diffusa è che i lavoratori abbiano deciso di aderire compattamente alla protesta e questo nonostante il duro periodo che stiamo vivendo. «È il segno che non stiamo scherzando – dice Scudiere -, visto che tre ore di sciopero in un momento di crisi come quello attuale sono un grande sacrificio per tanti nostri iscritti». Tante le iniziative che si sono svolte sul territorio con manifestazioni davanti alle prefetture e in altre zone simboliche …