Tutti gli articoli relativi a: lavoro

" Fincantieri, niente lavoro a Sestri. E scoppia la rabbia degli operai", di Massimo Franchi

Alle due del pomeriggio Giulio Troccoli, Rsu Fiom, è il primo sindacalista ad uscire dalla porta laterale del ministero dello Sviluppo economico. Corre, i suoi baffi bianchi si sollevano: «Non c’è niente, non c’è lavoro, da domani occupiamo il cantiere», urla a squarciagola. Ce l’ha con gli altri sindacati, rei di non aver aperto bocca mentre l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono e il ministro Paolo Romani «si vendevano » come grande risultato il via libera al finanziamento per il ribaltamento a mare del cantiere (50 milioni sbloccati finalmente da Tremonti, gli altri 20 li anticiperà l’autorità portuale) e la convocazione per il 9 novembre (ma il ministero non ha ancora fissato la data) di un tavolo nazionale per un nuovo piano industriale del gruppo. Troccoli è una vera autorità nel settore. Ha già vissuto la chiusura dei cantieri di riparazione Oarn di Genova. E non vuole riviverla. Sestri Ponente ieri si è sdoppiata. A Roma sotto il ministero una cinquantina di operai teneva costantemente informati i compagni che su a Genova presidiavano il cantiere. Quel …

Incidenti sul lavoro. Non abbassare mai la guardia

“La 61esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, ci pone davanti ad uno dei problemi più seri e drammatici del nostro Paese”, ha commentato il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani. “Come ha giustamente detto il Presidente Napolitano, non possiamo abbassare la guardia. E’ inaccettabile che in Italia ogni giorno muoiano in media tre persone a causa del lavoro. L’ultima, drammatica, strage accaduta a Barletta chiama tutti noi ad un’assunzione di responsabilità. Occorre riportare non soltanto il lavoro, ma la dignità del lavoro alla dimensione che le è dovuta. La crisi non può essere considerata un scusa per non agire – ha proseguito Bersani – anche perché questa crisi economica può essere risolta solo da un punto di vista etico, riportando al centro la persona”. Il Segretario democratico ha condiviso le riflessioni che vengono dalla parte più consapevole del mondo imprenditoriale, cosciente che “solo superando le nostre arretratezze, potremo riprogettare un nuovo modello economico più moderno e rispettoso dei diritti delle persone, e partendo da qui, le forze imprenditoriali potranno incontrare le …

"Morti bianche e invisibili", di Ilvo Diamanti

Sono passati pochi giorni dalla tragica morte di cinque ragazze, travolte dal crollo di una palazzina, a Barletta. Nel sottoscala, dove le vittime lavoravano “in nero”. nche se ci si ostina a chiamarle morti “bianche”. Per sottolineare come a provocarle non sia l´intervento diretto di qualcuno. Ma, perlopiù, l´assenza di norme e strumenti di prevenzione nei luoghi di lavoro. Con il rischio di svalutare il fenomeno mentre lo si nomina. Le morti “bianche” evocano, infatti, morti minori. Di persone minori. Senza identità. Ieri, giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro, Napolitano ha ammonito a non abbassare la guardia su questo tragico fenomeno. Che, nel 2010, ha causato circa 1000 vittime. Poco meno di tre al giorno. Una strage. Che, tuttavia, non fa notizia se non quando le vittime sono molte. Come a Barletta, la settimana scorsa. Come alla Thyssen-Krupp, dove, nel 2007, morirono sette operai. Bruciati vivi. Se non muoiono in tanti, insomma, diventano invisibili. Sperduti nella cronaca nera – o meglio, bianca. Niente a che vedere con un omicidio avvenuto in famiglia, tra …

"Cgil, sfila l’orgoglio degli statali", di Jolanda Buffalini

Si abbracciano poco dopo la partenza del corteo da piazza Esedra Rossana Dettori, segretario generale della funzione pubblica e Susanna Camusso. Il segretario generale della Cgil è elegantissima, in giacca rossa e pantaloni neri. Rossana è piccolina, parla con il suo accento sardo, si vede che è felice, indossa la maglietta bianca della manifestazione: «Sono Stato IO». C’è tanta gente, tante bandiere rosse con la scritta bianca Fp Cgil, Flc, federazione lavoratori della conoscenza, nel corteo che si snoda attraverso via Bissolati per raggiungere il Pincio e poi scendere in piazza del Popolo. Dal camion arriva un suonare di tamburi, un ritmo rap, i fotografi chiamano le due signore del sindacalismo italiano per immortalare il momento. «La Grecia – dice Rossana Dettori – è pericolosamente vicina, non solo geograficamente. Se lì si annunciano 30.000 licenziamenti, qui 31.000 precari che facevano funzionare l’amministrazione pubblica sono stati mandati a casa, sono stati già licenziati. Perché di questo si tratta, di licenziamenti». In piazza, dal palco dove parlerà dopo il segretario della Flc, la segretaria della Funzione pubblica …

"8 ottobre. L'orgoglio del lavoro pubblico a Roma", da flcgil.it

Sono docenti, ricercatori, medici, educatori, tecnici, impiegati, infermieri, vigili del fuoco, netturbini, musicisti… sono lavoratori delle istituzioni e amministrazioni pubbliche, responsabili di servizi fondamentali per tutti i cittadini. Non sono fannulloni, come li dipinge un governo incompetente e decotto solo per tagliare loro gli stipendi. Si stanno già muovendo, almeno quelli che vivono più lontani dalla capitale, con treni, pullman, navi, automobili verso Roma per gridare che senza il pubblico i cittadini sono privati dei loro diritti, anche quelli garantiti dalla Costituzione. L’istruzione, la sanità, la ricerca, la protezione civile, la pulizia urbana danno senso alla cittadinanza e fanno civile un paese. Chi si occupa di istruirci e di formarci, chi si occupa della nostra salute, chi ci assiste se siamo in difficoltà, chi ci soccorre nelle calamità, chi trova nuove cure contro le malattie, chi tutela l’ambiente…: questo è il settore pubblico che il governo vuole smantellare, per fare arricchire pochi sui bisogni e sui diritti di tutti. Alla manifestazione, promossa dalla CGIL, dalla FLC CGIL. dalla FP CGIL, stanno arrivando tantissime adesioni. Prima …

"In classe e in ospedale: quelli (e sono tanti) che ancora ci credono", di Mila Spiccola

Da piccola, a tavola, mi lamentavo per l’ennesimo no a qualcosa visto addosso alla compagnetta, figlia di un avvocato. «Ecco! Perché tu sei solo un maestro!». «Non ti rischiare mai più, tuo padre guadagna di meno,ma serve lo Stato». E infatti si chiama pubblico “servizio”. Qualcuno di voi sorriderà per il sapore antico, trapassato remoto, di questo racconto. Io invece, che ci sono cresciuta, ci ho creduto così tanto da “servirlo” a mia volta, lo Stato, e da ripetere la stessa frase con identiche convinzione e soddisfazione. Sono cresciuta in una famiglia sana e felice di impiegati statali, non la famiglia del Mulino Bianco, bensì quella dei sacrifici perenni ma coi sonni tranquilli della gente perbene, lavoratori del pubblico. Qualcuno di voi starà sorridendo nuovamente, qualcun altro invece sentirà familiare il senso di appartenenza e di partecipazione a qualcosa di importante. Chissà se queste parole arriveranno al vigile del fuoco, quello che si butta tra le fiamme e supera le polemiche dell’aver avuto un Bertolaso a guidarlo, offendendone il valore, come io faccio di tutto …

"I servitori dello Stato presi di mira dai tagli e dal Governo", di Bruno Ugolini

La rivoluzione promessa dal ministro Brunetta è finita nel nulla: al posto di efficienza e modernità sono arrivati il blocco di contratti e salari ma anche insulti e licenziamenti. E il settore pubblico oggi scende in piazza. Sono quelli che il ministro Renato Brunetta ha etichettato, senza distinzioni, come fannulloni. Sono quelli che molti immaginano solo come un esercito di burocrati intenti a percorrere i corridoi ministeriali. E invece sono anche insegnanti, bidelli, ricercatori, vigili del fuoco, doganieri, impiegati comunali, infermieri, poliziotti. Sono quelli che una volta chiamavano “i servitori dello Stato”. Perché se questa macchina spesso sgangherata va avanti, malgrado i conducenti siano come presi da uno stato di ubriachezza, è proprio per loro. Come tante rotelline negli innumerevoli ingranaggi. Oggi presi di mira più di altri dalle manovre governative: il blocco dei contratti e dei salari, i veri e propri licenziamenti che colpiscono unaf olla di precari sfruttati per anni, l’attacco ai diritti, i tagli ai comuni e quindi i tagli a tanti servizi pubblici e conseguente enorme incremento di fatica per le …