Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Fassina : “ Il nostro sostegno allo sciopero generale del 6 Settembre”

Lavoro, contrattazione, Europa, economia con Stefano Fassina Responsabile nazionale economia e Lavoro pd., Gianni Pittella vicepresidente vicario del parlamento europeo, Michele Ventura deputato pd V commissione bilancio, tesoro e programmazione, Francesco Pugliese direttore generale Conad. Coordina Corrado Chiominto capo redattore economico Ansa. Come gli altri dibattiti della giornata, anche questo parte dall’ultima novità di oggi in manovra: la commissione bilancio in senato ha votato modifiche all’art 8 in tema di lavoro. Cosa è stato votato? Cosa cambia dopo questa modifica? Fassina risponde subito ricordando l’impianto già grave sia dell’art 8 sia del decreto che lo contiene, misura già dannosa quindi, ma potenziata nel suo effetto negativo sul welfare da questa ultima modifica. Con la quale salta il contratto nazionale e lo statuto dei lavoratori, istituti declassati da contratti aziendali, e trattative sindacali territoriali, possibilmente costruite all’uopo, caso per caso, impresa per impresa, lavoratore per lavoratore. Il mondo del lavoro non risponde più a leggi chiare e condivise a livello nazionale, ma a micro poteri e sistemi territoriali. Salta anche l’accordo congiunto fra sigle sindacali e …

Manovra, passa la libertà di licenziare

Si potrà anche licenziare in deroga all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Lo prevede l’emendamento votato qualche ora fa in Commissione Bilancio al Senato presentato dal governo. In sostanza il testo rende eplicito ciò che l’articolo 8 del decreto di Ferragosto già lasciava intendere in modo implicito: gli accordi aziendali potranno riguardare anche materie come la cessazione del rapporto di lavoro a meno che non sia discriminatorio o relativo a maternità e malartia. Il ministro Sacconi, nella conferenza stampa del 14 agosto scorso, avava giurato di non toccare l’articolo 18 dello Statuto. Oggi si smentisce. L’emendamento all’articolo 8 della manovra prevede anche che piccoli sindacati percentualmente più rappresentativi a livello territoriale possono sottoscrivere accordi con le aziende. Nel testo dell’emendamento infatti si legge che il provvedimento, che modifica l’articolo 8 della manovra sul «sostegno alla contrattazione collettiva», stabilisce che «i contratti collettivi di lavoro, sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, ovvero delle loro rappresentanze sindacali operanti in aziende possono realizzare specifiche intese con …

"Un piano per il lavoro", di Laura Pennacchi

Ci si chiede se i leader mondiali, rinunziando a dare assoluta priorità alla tematica della crescita, non stiano sottovalutando la gravità, la durata, la strutturalità della crisi globale. Obama è l’unico che prepara, nell’anniversario del Labor day, misure per un rilancio della crescita. Nel frattempo politiche restrittive e recessive vengono adottate simultaneamente dai governanti europei, con il governo Berlusconi in cima alla classifica per la tragicomicità della manovra, giunta alla sua quarta convulsa riscrittura. Il fatto è che in tutto l’Occidente una disoccupazione persistentemente molto elevata (22,7 milioni i senza lavoro in Europa, 14 milioni negli Usa) segnala che uscire dalla recessione si sta rivelando molto più difficile del previsto, poiché, se la domanda aggregata crolla, il settore immobiliare declina e i consumi flettono, anche la liquidità creata da politiche monetarie accomodanti non prende la via degli investimenti. Non a caso Bernanke, presidente dell’americana Fed, all’incontro annuale di Jackson Hole di qualche giorno fa, nel ricordare che «politiche a breve per rilanciare la crescita e rimettere la gente al lavoro diventano centrali per il successo …

"Cooperative: un motore economico che nemmeno il duce riuscì a distruggere" di Nicola Cacace

Come ha detto Marino, presidente di Confcooperative, «è il quarto intervento di spoliazione delle cooperative attuato da Berlusconi in pochi anni» (Avvenire 1 sett.), malgrado il successo della cooperazione anche negli anni di crisi, quando aumentava l’occupazione del 5,5% mentre l’occupazione nazionale si riduceva del 3%. Oggi la cooperazione è un motore di sviluppo e di coesione sociale, con 1,5 milioni di occupati, il 7% dell’occupazione e 127 miliardi di fatturato, l’8% del Pil. La cooperazione è andata in controtendenza anche rispetto al nanismo industriale, essendo nel decennio il peso delle GI coop (+ di 1000 occupati) passato dal 4% all’8% del totale occupazione nazionale. Ed oggi che il paese ha estremo bisogno di rilanciare la crescita, come chiesto anche da Bruxelles, Berlusconi tenta di realizzare un obiettivo perseguito da anni, colpire quelli che, stupidamente, considera avversari di classe. E lo fa con la motivazione che le cooperative «godrebbero di vantaggi fiscali rispetto alle società di capitale». Questi famosi vantaggi fiscali, che in sintesi si riducono ad un’aliquota del 10% sugli utili reinvestiti invece del …

"La CGIL prepara lo sciopero: 100 piazze contro la manovra", di Massimo Franchi

«Un consenso crescente, una macchina che viaggia a pieni giri». Enrico Panini, che la macchina organizzativa dello sciopero generale Cgil di martedì 6 settembre la sta guidando, lavora senza pause ed è «molto soddisfatto». I numeri sono impressionanti:2 milioni di volantini stampati, 500 mila manifesti, 2,2 milioni sono anche le visualizzazioni della campagna per lo sciopero su Facebook (2 milioni per quella contro l’abolizione delle feste civili che ora può festeggiare la vittoria). D’altronde con «fabbriche ancora chiuse e molti italiani ancora in vacanza », ed uno sciopero da organizzare in tempi record, la mobilitazione della Cgil non rinuncia ai tradizionali volantinaggi ma punta sulla piazza virtuale di una protesta- web. «Il poco tempo a disposizione – spiega Panini – ha aumentato il livello, la frequenza e la passione con cui si portano avanti le iniziative di preparazione».Contante sorprese: «Fino a qualche mese i volantinaggi si facevano, adesso sono le persone che chiedono i volantini tanto che in questi giorni stiamo registrando un aumento di iscrizioni e deleghe alla Cgil. Il fatto che ci dà …

"Le diseguaglianze si allargano a partire dalle buste paga", di Roberto Monteforte

La differenza tra lo stipendio medio di un dirigente e la paga di un operaio e di ben 358 euro al giorno. Rispetto ad un ≪quadro≫ la differenza e di 127 euro. Il dato scende a 22euro se si prende in considerazione la retribuzione di un impiegato. Sono i dati emersi dallo studio ≪Lavoro scomposto≫, il dossier statistico realizzato Iref, l’istituto di ricerca delle Acli e presentato al 44˚ incontro nazionale di studio in corso a Castel Gandolfo. La ricerca mette a confronto le retribuzioni medie giornaliere dei lavoratori dipendenti nelle diverse professioni del settore privato (Fonte Istat-Inps, Rapporto sulla coesione sociale, 2010). Emerge che rispetto alla retribuzione media giornaliera (82 euro), un dirigente guadagna 340 euro in piu al giorno, un quadro 111 euro, un impiegato 6 euro in piu. Un operaio simette invece in tasca un salario giornaliero di 16 euro inferiore alla media. Peggio di lui solo il lavoratore apprendista, che guadagna in meno 31 euro al giorno. Le donne, rispetto agli uomini, ricevono in media al giorno 27 euro in meno. …

"I prezzi al massimo dal 2008. Ue: 22,7milioni senza lavoro", di Marco Tedeschi

Gli italiani tornano a casa dopo le ferie e trovano la prima conferma delle difficoltà del prossimo autunno. L’inflazione riprende a correre, mentre il mercato del lavoro non dà segni di risveglio in coincidenza con le gravi incertezze della nostra economia. Nel mese di agosto i prezzi al consumo sono saliti mediamente al massimo dall’ottobre 2008, mentre nell’Eurozona l’inflazione resta ferma sui valori precedenti (2,5%). Sul fronte del lavoro il tasso di disoccupazione in Italia è stabile all’8%, sotto la media dell’ area euro (10%), ma non ci sono segnali incoraggianti di ripresa nella creazione di occupazione. E la Cgil parla di «pericolosa stagnazione ». I prezzi al consumo nel mese scorso registrano un aumento dello 0,3% rispetto luglio e del 2,8% nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente (era 2,7% a luglio). La corsa dei prezzi è trainata dal costo dei carburanti e dei trasporti. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo resta stazionario al 2,1%. In particolare volano i prezzi nel settore trasporti: in …