"Lasciamo a Sacconi la responsabilità di dividere i sindacati", intervista a Stefano Fassina di S.C.
Non è compito di una forza politica indicare a un sindacato quali strumenti di mobilitazione adottare», dice Stefano Fassina. Per questo il responsabile Economia e lavoro del Pd definisce «un errore politico» il documento «Non ora» firmato da una decina di deputati del suo stesso partito. Lo ritiene un errore nel metodo o nel merito? «Innanzitutto nel metodo. Siamo di fronte a una manovra profondamente iniqua e senza misure per la crescita. Tutte le parti sociali e le rappresentanze degli enti di governo territoriale si stanno mobilitando per correggerla. Lo fanno con strumenti diversi, ma tutte hanno riconosciuto l’inadeguatezza e i danni che la manovra comporta. La Cgil, come strumento con cui tentare di farla cambiare, ha scelto lo sciopero generale, indetto per il 6 settembre. La Cisl e la Uil hanno deciso di manifestare davanti al Parlamento cinque giorni prima. Non è compito di una forza politica indicare gli strumenti di mobilitazione. Per questo ritengo un errore politico innanzitutto di metodo un documento che sollecita la Cgil a ripensare la sua iniziativa di mobilitazione. …
